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Crisi di panico e fine ciclo

Quando Giorgia Meloni vinse le elezioni alla casa bianca c’era un uomo politico che poteva essere suo nonno : Joe Biden. E quando Mario Draghi lasciò le chiavi di palazzo Chigi con tutte le istruzioni per l’uso gli italiani erano praticamente di casa, perché il Presidente del Consiglio, per anni ai vertici della Goldman Sachs piramide del Capitalismo finanziario americano, era un consigliere fra i più ascoltati. La Sig.Meloni che pure era affiliata al nascente blocco di potere conservatore e reazionario che si sarebbe più avanti ritrovato sotto le insegne di MAGA seppe adattarsi immediatamente al ruolo di Partner privilegiata del grande alleato.

di Bobo Craxi | 22 Giugno 2026

Quando Giorgia Meloni vinse le elezioni alla casa bianca c’era un uomo politico che poteva essere suo nonno : Joe Biden.

E quando Mario Draghi lasciò le chiavi di palazzo Chigi con tutte le istruzioni per l’uso gli italiani erano praticamente di casa, perché il Presidente del Consiglio, per anni ai vertici della Goldman Sachs piramide del Capitalismo finanziario americano, era un consigliere fra i più ascoltati.

La Sig.Meloni che pure era affiliata al nascente blocco di potere conservatore e reazionario che si sarebbe più avanti ritrovato sotto le insegne di MAGA seppe adattarsi immediatamente al ruolo di Partner privilegiata del grande alleato.

Quando Trump si insediò alla Casa Bianca pensó subito di ritagliarsi un ruolo “speciale” di sostanziale sponda europea ai desiderata statunitensi non immaginando quello che sarebbe accaduto da lì a poco.

L’offensiva anti-europea di Trump (aggressività economica e le ripetute minacce di disimpegno dall’alleanza strategica militare) ha mandato all’aria questo posizionamento della destra sovranista italiana, i conflitti internazionali ( l’ambiguità su quello ucraino e il sostegno acritico alla mattanza israeliana del popolo palestinese) hanno contributo a fare il resto,

Il duello grottesco al quale abbiamo assistito in queste ore sta mandando nel panico tutto coloro che per anni si sono sforzati di giustificare tutte le mattane del biondo avventuroso capitalista populista che occupa la poltrona che fu di Abramo Lincoln, Roosvelt, Eisenhower, Kennedy.

La sua parabola é giunta al capolinea ed è inevitabile che trascini con sé tutti coloro che hanno cercato di riscaldarsi e prendere energia dal sole dell’imprevedibile Presidente americano.

Troppo tardi per Giorgia tentare una riconversione sovranista anti-americana, non aveva d’altronde altra scelta che non quella di sviluppare una versione italiana della nuova destra internazionale, populista ma alleata al capitalismo autoritario, negazionista del cambio climatico e allergica alla scienza sanitaria, refrattaria al multilateralismo internazionale e continentale, teorica della sostituzione etnica e paladina dell’identità della razza italica.

Trump quando ammonisce l’Europa di essere flebile nell’azione di contrasto all’immigrazione sviluppa una tesi financo comica se si pensa che i nativi delle Americhe sono pressoché scomparsi perché hanno lasciato il campo ai coloni provenienti da tutte le parti del Mondo creando il più poderoso melting-pot che l’umanità abbia mai conosciuto.

Make America Great Again recita lo slogan, ma chi siano veramente gli americani come razza e civiltà non è dato sapere.

Le destre ideologiche stanno concludendo il loro ciclo, hanno bisogno di generare conflitti per affermare la loro supremazia;

La Meloni chiede sostegno e aiuto nella difesa della nostra dignità e sovranità.

Purtroppo in questo ginepraio ci si è ficcata lei ed ha coinvolto tutti noi. É un bene che anche il suo ciclo, assieme a quello di Trump , finisca, ed in fretta.

Bobo Craxi

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Bobo Craxi

Vittorio “Bobo” Craxi è un politico italiano, già sottosegretario di Stato agli affari esteri con delega ai rapporti con l’ONU nel secondo governo Prodi. Già esponente del Partito Socialista Italiano storico, membro del Nuovo PSI e passato poi alla formazione politica dei Socialisti Uniti, ha aderito in seguito col suo gruppo al ricostituito Partito Socialista Italiano. È il figlio secondogenito di Bettino Craxi e fratello di Stefania.

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