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Crisi climatica, Bedford-Strohm (Wcc): “Ultimo campanello d’allarme, le Chiese hanno l’enorme potere di trasformare i cuori”

“Le devastanti inondazioni improvvise in Nepal sono solo l’ultimo esempio delle terribili conseguenze del cambiamento climatico di origine antropica”. A parlare è il vescovo luterano Heinrich Bedford-Strohm. Moderatore del Consiglio Ecumenico delle Chiese (WCC), ha guidato la delegazione delle Chiese cristiane all’ultima COP30, la Conferenza delle Nazioni Unite sul clima che si è svolta a Belém, in Brasile, dal 10 al 25 novembre 2025. Ha partecipato a incontri e colloqui bilaterali con le delegazioni dei governi, conferenze stampa, momenti di scambio e di preghiera, manifestazioni.

di Agenzia Sir | 2 Settembre 2026

di M.Chiara Biagioni*

“Le devastanti inondazioni improvvise in Nepal sono solo l’ultimo esempio delle terribili conseguenze del cambiamento climatico di origine antropica”. A parlare è il vescovo luterano Heinrich Bedford-Strohm. Moderatore del Consiglio Ecumenico delle Chiese (WCC), ha guidato la delegazione delle Chiese cristiane all’ultima COP30, la Conferenza delle Nazioni Unite sul clima che si è svolta a Belém, in Brasile, dal 10 al 25 novembre 2025. Ha partecipato a incontri e colloqui bilaterali con le delegazioni dei governi, conferenze stampa, momenti di scambio e di preghiera, manifestazioni. La voce delle Chiese, anche in quella occasione, fu unanime: chiedere alle delegazioni politiche di assumersi la responsabilità del riscaldamento globale con azioni mirate e concrete e agire per una “giustizia climatica”. Significa invitare le nazioni più ricche a fornire finanziamenti per il clima sotto forma di sovvenzioni, non di prestiti, alle comunità più duramente colpite da una crisi che non hanno causato. Impegni e argomenti che purtroppo faticano ad entrare nelle agende programmatiche dei governi di tutto il mondo. Il Sir ha di nuovo intervista il vescovo Bedford-Strohm, alla vigilia del mese dedicato al Creato che vede ogni anno tutte le Chiese impegnate in un periodo di riflessione e preghiera per la creazione. Si apre il 1° settembre con la Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato e si conclude il 4 ottobre, e si conclude con la festa liturgica di San Francesco d’Assisi.

Eccellenza, siamo vicini a un punto di non ritorno?

Sebbene in passato abbiamo già assistito a numerose catastrofi simili nei paesi del Sud, ora stiamo sperimentando che le terribili conseguenze del riscaldamento climatico stanno avvenendo con sempre maggiore intensità anche nei paesi del Nord del mondo. Le ondate di calore di quest’estate, di intensità storica, hanno causato numerose vittime. Solo in Germania, oltre 12.000 persone sono morte a causa del caldo. I pericolosi incendi boschivi in diverse parti d’Europa hanno raggiunto livelli mai visti prima.

Anche se il pericolo aumenta esponenzialmente di anno in anno senza interventi decisivi, non credo però che abbiamo raggiunto un punto di non ritorno. Gli scienziati continuano a esortarci ad agire per mitigarne le conseguenze.

Perché è così difficile ascoltare e rispondere al grido della Terra ferita?

Il consenso scientifico globale sulle cause antropiche del riscaldamento globale è più ampio che mai. E questo nonostante i forti sforzi dell’industria dei combustibili fossili per minare tale consenso. Chiunque voglia saperne di più ora può constatare le prove inequivocabili delle conseguenze distruttive del nostro attuale stile di vita. C’è una tendenza umana a negare il problema quando è lontano. Troppi politici, soprattutto nei paesi ricchi, hanno avallato questa negazione promettendo la continuazione dello stile di vita attuale in caso di rielezione. Questo inganno è irresponsabile. Il conto dovrà essere pagato da altri in futuro. Saremo chiamati a rispondere in futuro di ciò che facciamo o non facciamo oggi, davanti alle generazioni future e davanti a Dio. Stiamo già sperimentando in modo crescente le conseguenze distruttive del cambiamento climatico.

Speriamo che questo sia un ultimo campanello d’allarme.

Cop30, leader religiosi alla Cop30 di Belem (dal profilo Fb Heinrich Bedford-Strohm)

Lei ha partecipato alla Cop 30 e con le Chiese vi siete fatti portavoce di una richiesta molto precisa: “giustizia climatica” nella convinzione che che “la giustizia per gli esseri umani e per la Terra sono inseparabili”. Ma cosa significa concretamente?

Le inondazioni in Nepal sono solo l’ultimo esempio delle terribili conseguenze del cambiamento climatico. Le emissioni annuali pro capite di CO2 in Nepal sono di sole 0,6 tonnellate, contro le 14 tonnellate degli Stati Uniti. Ancora una volta vediamo però che coloro che hanno contribuito meno al cambiamento climatico ne sono le prime vittime. È profondamente ingiusto che le persone nei paesi poveri paghino il conto per noi che viviamo nei paesi ricchi del Nord. Per questo motivo, come Consiglio Ecumenico delle Chiese (WCC), lo scorso anno abbiamo lanciato un decennio di azione per la giustizia climatica, in cui incoraggiamo le chiese di tutto il mondo a farsi portavoce profeticamente di una trasformazione delle strutture economiche e degli stili di vita, affinché siano sostenibili sia per gli esseri umani che per la Terra.

Francamente, ma cosa possono fare le Chiese?

Non abbiamo ancora compreso appieno l’enorme potere che abbiamo come Chiese.

Il nostro potere non deriva dalla forza politica, economica o militare. Nasce dal nostro potenziale come rete di comunità locali in tutto il mondo, con un orizzonte globale fondato sulla nostra fede comune in Gesù Cristo. Non basta sapere a livello intellettuale cosa dobbiamo fare per trasformare ecologicamente le nostre culture e società. Dobbiamo saperlo anche nei nostri cuori e nelle nostre anime. Le comunità religiose raggiungono i cuori e le anime. Sono un fattore chiave per una trasformazione di successo. Una delle forze motrici dell’azione concreta è la speranza. E la speranza è la lingua madre della Chiesa.

(dal profilo Fb Heinrich Bedford-Strohm)

Sarà dunque un mese impegnativo con eventi, tavole rotonde, conferenze sui temi ambientali. Anche se le iniziative sono diverse così come le Chiese promotrici, qual è il loro comune obiettivo principale?

Il percorso verso la celebrazione di una “Festa del Creato in Cristo” il 1° settembre o nei giorni successivi, in tutte le principali tradizioni ecclesiali del mondo, è una delle iniziative ecumeniche più promettenti del nostro tempo. Dalla nostra conferenza ecumenica di Assisi del 2024, sempre più famiglie ecclesiali vi hanno aderito. Come vescovo luterano, traggo molta ispirazione da Francesco d’Assisi nell’anno in cui si commemora l’ottocentesimo anniversario della sua morte. E mi unisco al compianto Papa Francesco nel lodare Dio per la bellezza del creato, come fece nella sua potente enciclica Laudato Si’. Per me, l’aspetto più promettente di questo “processo di Assisi” è il forte legame tra la preghiera e altre forme di spiritualità e l’impegno nel mondo, compresa la difesa dell’integrità del creato in politica, economia e società. Come possiamo non difendere la cura del creato se confessiamo autenticamente Dio creatore del cielo e della terra?

M.Chiara Biagioni

*Agenzia Sir

Pubblicato in : Dossier

Info Agenzia Sir

L’Agenzia S.I.R. (Servizio Informazione Religiosa) nasce nel 1988, per iniziativa della Federazione Italiana Settimanali Cattolici e con il sostegno della CEI.
Il primo numero del SIR settimanale (l’attuale Fatti e pensieri) porta la data del 13 gennaio 1989. Il 20 settembre 1995, l’Agenzia lancia il proprio sito Internet: si tratta di uno dei primi servizi web cattolici in Italia. Il sito verrà rivisto graficamente e nei contenuti nel 1998, nel 2003, nel 2005, nel 2010.
Nel 2001 prende avvio, d’intesa con il Consiglio delle Conferenze episcopali europee, SIR Europa: servizio d’informazione europea che concentra la sua attenzione su diversi temi e aspetti del nostro continente.

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