
“Penso che, a volte, quel filo si spezza tra le tue mani mischiando il bene e il male in un mistero, non osi più giudicare un uomo.”
L’Iran ha avvertito che Israele “rimpiangerà” qualsiasi attacco alle strutture nucleari del Paese, mentre aumentano le tensioni tra i due nemici regionali. “Qualsiasi minaccia contro impianti nucleari pacifici costituisce una grave violazione del diritto internazionale”, ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi durante una conferenza stampa al Cairo. “Se Israele commetterà un simile errore, sarà lui a pentirsene”. Il ministro iraniano ha accusato le potenze occidentali di applicare due pesi e due misure riguardo alle questioni nucleari in Medio Oriente.“Purtroppo, abbiamo visto sia figure ufficiali che non ufficiali israeliane minacciare di usare armi nucleari a Gaza, ma l’Occidente ha ignorato queste minacce”, ha detto Araghchi. “Allo stesso tempo, continuano a esercitare pressioni sull’Iran per il suo programma nucleare pacifico”.E ha ribadito che l’Iran è pronto a fornire garanzie a qualsiasi parte interessata sui suoi sforzi nucleari civili. L’esercito israeliano ha annunciato di aver intercettato un missile lanciato dallo Yemen nell’area di Gerusalemme. “A seguito delle sirene suonate in diverse zone di Israele, è stato intercettato un missile lanciato dallo Yemen”,ha precisato l’esercito in un comunicato. Se il conflitto in Medio Oriente non si è allargato fino ad adesso “non si allargherà. I paesi arabi si stanno muovendo moltissimo, si sono sempre mossi in questi mesi, in questi anni, portando aiuti umanitari, cercando di trovare anche lì tavoli per costruire una tregua. Io penso che potremmo essere vicini al fatto che Netanyahu cessi con queste azioni che stanno superando limiti e sono condannate anche dagli amici stessi di Israele. La pressione occidentale può portare a una tregua e la tregua può portare alla costruzione di uno Stato dove possano vivere in pace e avere un futuro i palestinesi solo se c’è l’impegno di tutto il mondo arabo”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ospite di “Cinque Minuti”, in onda stasera su Rai1, rispondendo a una domanda su Gaza. Diversi palestinesi hanno dichiarato all’Afp che ieri all’alba, nella strage sulla folla che si radunava per la distribuzione del cibo al centro Ghf (Gaza Humanitarian Foundation) di Rafah, asparare siano stati anche dei droni, del tipo a quattro eliche. La madre di Hossam Wafi, padre di sei ucciso in quell’occasione con due figli. “Mio figlio è andato per prendere cibo per le sue figlie ed è tornato morto. “Diverse persone sonostate uccise proprio davanti a me”, ha detto. Un altro testimone, Abdullah Barbakh, 58 anni, ha anch’egli dichiarato all’Afp che “l’esercito ha aperto il fuoco con droni e carri armati”. Mentre queste affermazioni non sono verificabili, l’Idf nega di aver sparato sulla folla e afferma che alcuni soldati hanno sparato in aria. Soldati e poliziotti israeliani hanno impedito a un gruppo di giornalisti stranieri di entrare nel villaggio del regista palestinese premio Oscar Basel Adra che li aveva invitati a farlo. Il suo film ‘No Other Land’, co-diretto con il regista israeliano Yuval Abraham, racconta la storia dello sfollamento forzato dei palestinesi da Massafer Yatta, un’area di circa 30 chilometri quadrati in Cisgiordania dichiarata zona militare ristretta da Israele negli anni ’80. Adra e Abraham avevano invitato i giornalisti a visitare Massafer Yatta, dove sorgono 19 villaggi, dopo diversi episodi di violenza nelle ultime settimane, tra cui incursioni violente di coloni. “Questi agenti e soldati, che sono qui oggi per impedire ai media internazionali di entrare, non solo non vengono per prevenire la violenza dei coloni, ma spesso vi partecipano”, ha assicurato Abraham. Sulla stessa linea Adra: “Le demolizioni effettuate dai soldati e dalle autorita’ israeliane contro le nostre case, scuole e proprieta’ si stanno moltiplicando in modo frenetico”, ha sottolineato. Proprio come ‘No Other land’ ha mostrato al mondo. Un attacco israeliano contro un’abitazione nella città di Jabalia, nella parte settentrionale di Gaza, ha ucciso 14 persone. Lo ha dichiarato l’agenzia di difesa civile di Gaza, gestita da Hamas. “Il numero di martiri dell’attacco all’abitazione della famiglia Al-Bursh è salito a 14, tra cui sei bambini e tre donne, oltre alle oltre 20 persone disperse ancora sotto le macerie”, ha dichiarato il portavoce dell’agenzia, Mahmud Bassal. Per il momento non sono arrivati commenti da parte delle Idf. Con quale criterio, con quale diritto?
Giuseppe Basilico

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