San Paolo – L’uso o meno della clorochina è stata la miccia che ha fatto scoppiare la crisi nella relazione tra Bolsonaro e l’ex ministro Nelson Teich. Il ministro è al corrente che non ci sono prove effettive sull’efficacia del farmaco nella cura contro il coronavirus, oltre a tantissime controindicazioni del farmaco stesso, così ha deciso di non utilizzare il farmaco nel sistema pubblico.
Non è dello stesso avviso Bolsonaro che pensa alla clorochina come una specie di “elisir magico” contro il virus e non intende abbandonare questa idea, così come era successo quando era ministro Mandetta.
Conoscendo il pericolo di liberalizzare questa cura a tutto il paese, Teich, che è un prestigioso professore universitario ha deciso di tornare sui suoi passi e di lasciare la carica. Nella lettera di dimissione ha confermato che non voleva creare durante il suo mandato un pericolo nazionale. “È certamente il giorno più triste della mia vita. Non voglio macchiare la mia storia a causa della clorochina”, ha detto l’ex ministro.
Insieme a Nelson è tutta la classe medica brasiliana a mettere in guardia sull’uso del medicinale che può provocare come una delle controindicazioni, l’arresto cardiaco. “Adesso non possiamo approvare l’uso della clorochina contro il COVID-19 perché per ora non esistono prove verificate sull’effetto della cura nel sistema umano e nemmeno possiamo affermare che effettivamente aiuta coloro che sono risultati positivi positivo al coronavirus”, ha detto il dottore Danilo Klein.
Nel mondo, la pensano come Bolsonaro sia Donald Trump che il Presidente del Venezuela Nícolas Maduro, che raccomandano la clorochina come principale cura contro il COVID-19. Dopo le dimissioni di Teich il ministero della sanità già lascia intendere che raccomanderà il farmaco a tutto il sistema pubblico sanitario, principalmente ai pazienti che hanno sintomi deboli del coronavirus.
Enio Ricanelo – dal Brasile

Lascia un commento