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“Costruire una iniziativa importante sull’antisemitismo che sta pericolosamente  riemergendo”

Le nostre interviste. A tu per ti con Anna Bucciarelli nuova coordinatrice di Libertà Eguale Toscana.

di Marco Mayer | 7 Novembre 2025

1)Venerdì scorso hai parlato a Livorno sulla Sicurezza in Europa insieme a Lia Quartapelle, Lorenzo Guerini, Enrico Morando e altri interlocutori. Puoi illustrare il senso di questa iniziativa?  

R) Questa iniziativa è stata un grande  merito del Circolo Libertà Eguale di Livorno  e dell’ottimo rapporto con Libertà Eguale Nazionale. Mi ha fatto molto piacere esserci e portare un saluto. Soprattutto  ascoltare. Non c’è dubbio che le voci  presenti siano tra quelle che in questi mesi hanno teso di più a non farci smarrire posizioni riformiste sui temi della difesa e della politica estera: la discriminante di qualsiasi coalizione di governo. L’iniziativa di sabato scorso è stata davvero importante; con interventi di merito di gran pregio. Ho pensato che se, invece delle solite interviste di maniera, i responsabili delle varie formazioni del ” campo largo” avessero l’umiltà di ascoltare quelle 4 ore di interventi, il proporsi come alternativa di governo a questo centro destra farebbe realmente passi avanti. E’ facile reperire la documentazione:  invito tutti coloro che non hanno potuto esserci ad ascoltarla  su Radio Radicale.

2)Da poche settimane hai assunto il ruolo di coordinatrice di Liberta’Eguale Toscana. Quali sono le priorita’ che intendi perseguire?

 Intanto bisogna ripartire perché  i fatti della vita  ci hanno portato a ridurre molto la presenza negli ultimi anni, in cui pur tuttavia si è consolidato moltissimo il circolo di Livorno. Un’associazione politico culturale che pur nei suoi limiti si rifà al socialismo liberale e alle tante piccole filiere in cui si è “rismarrito” il riformismo italiano, dopo il venir meno – nella sostanza-  del PD come  partito a vocazione maggioritaria,  ha un obbligo quasi morale di porsi tre obbiettivi: 

a) non smettere mai di interrogarsi e interrogare su cosa fare per  costruire l’alternativa di governo in Italia. Le forme e i modi li individueremo: ma l’interrogativo deve essere il nostro “delenda chartago est”.E non dimenticare mai che a noi interessano i contenuti da sempre e per sempre….b) In questa fase è obbligatorio impegnarsi per la separazione delle carriere e per riparlare di giustizia, non accettando che posizionamenti congiunturali facciano terra bruciata di tante elaborazioni passate della sinistra. 

c) Costruire una iniziativa importante sull’antisemitismo che sta pericolosamente  riemergendo. La sinistra non è immune, purtroppo, da errori.  sono passate posizioni tiepide , quando vere e proprio distrazioni t La Shoah, il più grande male del novecento, non è e non potrà mai essere dimenticata: una questione cardine per valutare se si è uomini o no. Penso che in questa fase il silenzio sia colpevole. 

E, infine, perché non rifare un po’ di chiarezza sull’acqua? Ci vorrebbero molti nuovi arrivi nella nostra associazione per occuparci dei tanti temi  c’è la necessità di occuparsi. 

 3)Come ‘e possibile creare un canale di comunicazione tra i  riformisti del PD e l’ arcipelago  dei gruppi che si richiamano al riformismo all’ esterno del partito?.

Ah saperlo , saperlo! Ho già detto che mi pare un punto prioritario del nostro impegno associativo  anche per il fatto che in Toscana si è presentata Casa Riformista /lista Giani. Dovremmo costruire una rete permanente tra le varie componenti che hanno espresso candidati in quella lista. Nel PD in tutti questi anni mentre l’uscita da sinistra (V. art.1) ha visto poi un rientro e un sostanziale spostamento di linea politica a sinistra, la parte  riformista ha visto uscite senza rientri, in forme collettive, ma soprattutto singole e silenziose. E’ ovvio che se nel 2008, alla nascita del PD, eravamo 12 milioni di elettori con un percentuale di oltre il 33% eravamo sulla buona strada per realizzare quella forza di centrosinistra che poteva ben proporsi come alternativa di Governo. Oggi la grande preoccupazione (per me) è questa: che “ il campo largo” non sia molto diverso dall’Unione del 2006, con tante formazioni che si spartivano un pezzo di programma e visibilità. Un incubo. Nelle nostre elezioni regionali il programma ha avuto una partenza a due: PD – 5 Stelle. Non mi risulta si sia mai pervenuti ad un programma unitario di tutti. Si potrebbe dire che in Toscana è bastato così. Ma é  materia  che dovrebbe essere approfondita e se pensiamo che il centro destra è partito quasi fuori tempo utile e che sono andati a votare meno del 50% degli elettori


4) Con il recente  incontro di Milano la minoranza riformista del PD si e’ davvero risvegliata?

Lo spero. Ancora da iscritta al PD registro che in questi due anni anche la base del PD si è fortemente radicalizzata e che non era possibile identificare chi davvero  rappresentasse davvero i riformisti, peraltro in un partito che non riuniva quasi mai gli organismi dirigenti e in cui, in nome dell’unità, sfuggivano le diversità di posizioni. Siamo addirittura al paradosso che chi, nel Parlamento europeo, votava secondo le decisioni del proprio gruppo parlamentare, si è visto attaccato dal proprio partito nazionale. Milano, “Crescere” è stato, almeno per me, un momento di chiarezza e di verità: ingredienti fondamentali  per stare insieme. Peraltro rivolgo a tutti  i riformisti questa domanda: davvero si pensa che se il maggior partito della coalizione non persegue con intelligenza e realismo, anche al proprio interno, una linea fortemente inclusiva e di governo, sarà possibile sconfiggere il centro destra?


5) Anna Bucciarelli se tu fossi al posto di Elly Schlein come prepareresti una credibile alternativa di governo?

L’immagine che non mi tolgo dagli occhi è quella del Cristo Redentore di Rio de Janeiro: quelle braccia così aperte da rendere chiaro a  tutti che ci possiamo sentire accolti. Spariglierei i giochi, perché ciò che è nato fuori del PD non è in grado di offrire risposte soddisfacenti al Paese.  Offrirei disponibilità vera ai tanti che sono andati via dal PD . Il bisogno è tanto e ancora un po’ di merito esiste. Invece siamo qui a dover  combattere per affermare che un bambino ucciso è una tragedia sempre: palestinese, israeliano , ucraino , sudanese che sia… E poi come si fa a non fare una battaglia esplicita e permanente alla politica di aggressione di Putin? Secondo me in politica ci sono anche tempi per legittime mediazioni o per  attenzioni particolari, ma ora il tempo della lotta politica e ora questo un partito dovrebbe fare, non preoccupato di non disturbare eventuali alleati come i 5stelle.  Lasci perdere  la Meloni (altri possono attaccarla) e si ponga giovane, coraggiosa, combattiva, fiduciosa nei nostri valori.  Se si trasforma tutto in un rito Costituzione/antifascismo o ancora peggio se il PD si  trasforma in un ufficio di collocamento minuzioso…A  quanti italiani può interessare?

Marco Mayer

Pubblicato in : Editoriale, Primo piano

Info Marco Mayer

Nell’arco degli ultimi trenta anni Marco Mayer ha svolto un’ intensa attività in campo internazionale, ricoprendo una molteplicità di ruoli : dalle relazioni commerciali alla promozione del Made in Italy, dalle operazioni civili e militari di pace alle attività di ricostruzione e riconciliazione post/conflitto; dall’emergenza umanitaria alla cooperazione allo sviluppo . Nell’ultimo decennio Marco Mayer, a lungo negli anni Ottanta Assessore alla Cultura della Regione Toscana, ha messo a frutto la sua esperienza sul campo, dedicandosi prevalentemente alla ricerca ed all’insegnamento universitario presso l’Università di Firenze dove insegna “Politica Internazionale” Dal 2003 insegna, inoltre, “Responsibility to Protect” and Post Conflict Management al Master “Human Rights and Genocide Studies” , promosso dall’Università di Siena, Kingston University – Londra , Collegium Civitas – Varsavia, Universität Viadrina – Francoforte. . Dal 2011 partecipa, infine, al programma di ricerca “Global Governance Programme” promosso dal Robert Schuman Centre for Advanced Studies dell’Istituto Universitario Europeo di Fiesole.

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