
È guerra aperta tra Israele e Iran, dopo l’attacco areo israeliano alle centrali atomiche e alla capitale e l’uccisione di capi dell’esercito e di pasdaran e dopo la risposta iraniana con i missili su Tel Aviv e Gerusalemme.
L’obiettivo finale di Netanyahu può essere quello di cambiare il regime degli ayatollah -come dicono gli analisti- mentre la causa occasionale è stata il pronunciamento dell’Agenzia Internazionale per l’atomica, secondo cui l’Iran sta lavorando per dotarsi della bomba atomica.
Ma la verità profonda di quanto avviene sta tutta nell’intesa tra il capo dell’Internazionale nera, Trump, e il criminale di guerra Netanyahu.
Il suo progetto di una guerra totale su tutti fronti per costruire la Grande Israele sterminando i palestinesi e dichiarando guerra agli avversari e ai nemici si sta realizzando.
Netanyahu non è stato fermato in tempo nell’attuazione del genocidio della popolazione di Gaza né quando ha invaso e bombardato il Libano.
Ora si sente libero di perseguire fino in fondo l’obiettivo di una vittoria finale.
Il rischio è che la guerra duri a lungo e possa espandersi coinvolgendo tutto il medio oriente e potenze che sono in possesso di armi nucleari.
Il diritto internazionale è ormai calpestato senza alcun riguardo; vige, infatti,solo la legge del più forte, che va oltre ogni limite umanamente concepibile fino al terrore praticato su larga scala sui civili, sui bambini, fino all’uso della fame e della sete per sterminare un popolo.
L’odio genera odio e ha origine nel mancato reciproco riconoscimento: il diritto dei palestinesi ad avere la loro terra negato da parte della destra israeliana e degli israeliani a vivere in sicurezza negato da parte delle organizzazioni estremiste come Hamas.
La responsabilità di tutto è degli USA e dell’Europa che non hanno fatto abbastanza per affermare il principio di due Stati e due popoli e che hanno lasciato fare la destra estrema israeliana nell’occupazione delle terre acconsentendo ad una politica razzista e colonialista.
Ora il mondo trema: il pericolo di una guerra mondiale cresce ogni giorno.
Chi aveva creduto, anche a sinistra, che Trump avrebbe portato la pace deve ricredersi di fronte alla attuale situazione in cui la guerra si intensifica e si allarga in Medio Oriente mentre in Ucraina è ben lungi dal cessare.
Trump plaude all’operazione militare in Israele
L’Europa tace e Meloni si chiude in un silenzio imbarazzante.
Per fermare l’odio che porta alla distruzione e alla morte e che minaccia il mondo intero non serve certo la corsa alle armi.
C’è bisogno di una grande mobilitazione dei popoli contro la guerra e contro il riarmo, per la pace e per la risoluzione delle controversie e dei conflitti con la diplomazia e con la ricostruzione e il ristabilimento del diritto internazionale.
Su questa linea a mio avviso deve impegnarsi tutta la sinistra in Italia e in Europa.
Oggi a Roma c’è una manifestazione contro il riarmo. Chi può vada perché può essere un primo segnale nella giusta direzione.
Domani, domenica, aspettiamo fiduciosi le parole di Papa Leone.
Enrico Rossi

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