E’ come arrampicarsi verso una vetta e poi scoprire che è un passo come tanti altri e si comincia a scendere. Scavallare Ferragosto è un po’ così: tanta attesa, tante preparazioni, prenotazioni, code, viaggi, calori e sapori e poi ti ritrovi a passare una giornata forse come tante altre, magari con intensità inferiore delle aspettative. Un 15 del mese che fa da barriera tra il prima e il dopo, tra il crescere dell’estate e il calare del tempo delle vacanze.
Anche se negli ultimi decenni molto è cambiato e il calendario dell’estate si è frammentato con abitudini e costumi giustamente personalizzati, rimane sullo sfondo questo orologio collettivo che segna l’ora delle svolta. Cambia il modo di vivere il Ferragosto. Quest’anno più che mai segnato da due sostanziali novità: la paura del fuoco e la paura di attentati o gesti inconsulti. Prevenzione e sicurezza cambiano anche i nostri tradizionali Ferragosti e anche nelle pratiche più comuni e quotidiane. In molti borghi e paesi del nostro territorio saltano sagre e feste perché il costo delle misure di prevenzione e sicurezza se non supera economicamente il capitolo delle entrate mette comunque a dura prova la tenuta del sistema e la tenacia degli organizzatori, spesso volontari e animatori generosi.
In mezza Italia poi con tutti gli incendi di queste ultime settimane scattano le ordinanze anti fuoco.
Dall’Abruzzo alla Sicilia, dalla Calabria alla Campania stanno uscendo ordinanze comunali per vietare grigliate all’aperto e falò, accampamenti non autorizzati, detti anche selvaggi, e l’uso di barbecue e fornelli vari in tante zone sensibili tipo crinali dei boschi.
Ad Agrigento il questore ha fatto una convocazione specifica con tutti i sindaci delle località costiere per coordinare tutte queste ordinanze. E’ giusto prevenire e coordinare, vietare attività rischiose per non piangere dopo morti e feriti.
Saltiamo per un giorno una costina e una bistecca alla griglia per non rischiare di bruciare ettari di bosco. In fondo si può passare un bel ferragosto anche senza la tradizione della grigliata e provare una nuova insalata: frutta e verdura di stagione magari a chilometro zero condita con un goccio di olio buono e un libro che da tanto volevi leggere sotto un pianta ombrosa e profumata. Meglio che stare in riva ad una strada fondo cemento e asfalto accanto a un camper e implorare una frescura che non arriva.
Il bel Ferragosto non è solo quello imposto dalla tradizione ma quello che ci capita per caso usando il (buon) senso del naso.
Fabrizio Binacchi

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