La scuola di danza di Centocelle sui cui muri hanno scritto di notte offese e frasi del tipo “Via i froci da Centocelle”, viene accusata dai vicini di non avere pareti insonorizzanti.
Il rumore delle musiche avrebbe dato fastidio, dunque, ai vicini. Evidentemente però, qualcuno ha trovato che dessero fastidio anche i balli sui tacchi a spillo.
Ora, nei servizi dei telegiornali che ho visto finora, il taglio era del tipo “ok le scritte omofobe, però questi rompevano i coglioni con la musica”. Servizi farciti delle solite interviste del cazzo al passante (il quale che cosa cazzo vuoi che ti dica?).
Ecco, prima che questa lettura demenziale, che nasconde dietro il dito della musica alta un atto di intollerabile omofobia di merda, sarebbe opportuno che Arcigay o altre associazioni, per non dire direttamente il Comune, si accollassero le spese di insonorizzazione delle aule della scuola di danza.
Per togliere ogni alibi non solo agli omofobi in servizio permanente, ma anche ai riservisti che non vanno a fare scritte, ma che pure non è che gli diano fastidio. Perché dell’omofobia chissenefrega, ma guai a toccare il sacrosanto diritto di non volere la musica della scuola.
Bene, signori di Centocelle, sarebbe il caso di togliervi ogni alibi e maschera.
Spero che qualcuno mi rubi questa idea e la faccia propria.
Tommaso Ciuffoletti (pubblicato su facebook)

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