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Quando i nodi vengono al pettine se sono troppi bisogna tagliare i capelli

Dall’ideologia al pragmatismo. Di necessità virtù.

di Carla Ceretelli | 16 Agosto 2017

ONG Giano bifronte e ora siamo noi nel mirino. Non facciamo mai la cosa giusta al momento giusto, attraverso una dilettantistica gestione del fenomeno migratorio e delle ONG. Pugno di ferro, dice  Matteo.. ma fino a ora?

Le ONG disattendenti,  hanno il loro modus operandi e vogliono continuare ad esercitarlo  senza controlli, il conquibus è questo. Ma pian piano e a piccoli passi se ne aggiungono altre a  sottoscrivere il codice.

Minniti si è fatto carico della totale assenza del’EU che non solo ci ha detto che gli immigrati devono arrivare tutti in Italia e che ce li dobbiamo tenere, ma ha aggiunto che l’organizzazione dell’accoglienza fa acqua e che dovrebbe essere migliorata.

Oltre al danno anche la beffa.

E  francamente l’interno  ha dato una soluzione realistica e anche umanitaria. Poi si possono  criticare alcune scelte, ma sta facendo un lavoro egregio. Personalità e carisma non da poco e anche molto coraggio. Finalmente. Senza ragionare in senso ideologico e culturale il ministro ha fatto un scelta pragmatica e praticabile.

Difesa del pragmatismo di Minniti anche dal Quirinal. E fa piacere. Finalmente il presidente dice qualcosa di sano e empirico,  nè di destra nè di sinistra. Appoggia l’azione del governo che non è il caso di far cadere ora.

Il  Quirinale ha dunque aperto ombrelli in difesa di un governo che al momento è necessario, qualunque sia e qualunque fosse.  Stiamo parlando di polizia di uno stato democratico non di un dittatorello qualsiasi. Mentre Angelino auspica e incita a un intervento dell’ONU. Ma chissà perchè si ha la sensazione che qualcuno lo abbia imbeccato.

 

Intanto si inizia a sparare nel mediterraneo, in aria, per ora. E, per dirla con Daniele Capezzone, l’Italia politica giochicchia sulle alleanze elettorali in Sicilia  mentre esponenti libici ci minacciano in modo esplicito.

 

Intanto certo don Zerai, prete nero,  se è permesso dirlo, altrimenti  africano, di colore come aggrada, viene indagato dalla procura di Trapani  per connivenza con schiavisti..ops scafisti, Probabilmente è solo una persona che soccorre , come dovrebbero fare tutti gli esseri umani. La giustizia farà il suo corso.

A Taranto un altro prete, Larizza, considerato da alcuni  fascista leghista xenofobo, anti migranti, difende  certe  priorità. Accusa il comune di aiutare gli immigrati prima degli italiani. Ma il vescovo se la prende col suo prete: “Ha un’idea distorta della carità”.  Davanti a sè vede solo i poveri, senza distinzione etniche e religiose e tutto ciò è facilmente rintracciabile nelle attività quotidiane delle Caritas parrocchiali e delle associazioni. Forse ignora, il vescovo,  che esistono anche le priorità, appunto. Naturalmente il paese si divide in due.

Varie amenità.

A Tripoli un italiano, certo  Karim Lolli,  blocca i barconi contro  i trafficanti. Opera, così asserisce,  in conforto  al governo riconosciuto dall’ONU. Sostiene inoltre  che l’Italia deve decidere se vuole o meno i migranti.

Ma, come l’uomo in frac non si sa da dove viene nè dove va…

Sul professore sospeso per aver parlato del corano in classe,  non ci sono parole. Gli islamici possono vietare il nostro presepe, nel nostro paese,   noi neppure osare parlare della loro religione in classe.

Mentre il giovane sindaco di Licata che cerca di lottare contro l’abusivismo edilizio, viene sfiduciato.

Siamo arrivati all’ammazzacaffè.

Carla Ceretelli

Pubblicato in : EditorialeTag: caritas, governo, italia, lavoro, polizia, religione, sicilia, soluzione, stato democratico

Info Carla Ceretelli

Nata a Sesto fiorentino, risiede da sempre a Firenze, attualmente nella Piazza di Santa Croce. Laureata in in Pedagogia qualche decennio fa, non ha mai amato l’insegnamento e ha scelto di affiancare il marito farmacista nella conduzione della Farmacia Logge del grano, nella Via de’ Neri, per oltre 25 anni. Impegnata in politica attiva sul territorio è stata Consigliere del Quartiere Uno Centro Storico dal 99 al 2009. Da qualche anno si è affrancata dal lavoro e si dedica a varie occupazioni nel sociale, nel volontariato e canta nel coro “Accademia del Diletto” di Giorgiana Corsini. Ha sempre amato scrivere e avrebbe voluto fare la giornalista ma da giovane non ne ha avuto l’opportunità e forse neppure il coraggio. Ma ha sempre scribacchiato in modo non professionale. E, per la serie non è mai troppo tardi, collabora ora molto volentieri con Pensalibero.

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