ONG Giano bifronte e ora siamo noi nel mirino. Non facciamo mai la cosa giusta al momento giusto, attraverso una dilettantistica gestione del fenomeno migratorio e delle ONG. Pugno di ferro, dice Matteo.. ma fino a ora?
Le ONG disattendenti, hanno il loro modus operandi e vogliono continuare ad esercitarlo senza controlli, il conquibus è questo. Ma pian piano e a piccoli passi se ne aggiungono altre a sottoscrivere il codice.
Minniti si è fatto carico della totale assenza del’EU che non solo ci ha detto che gli immigrati devono arrivare tutti in Italia e che ce li dobbiamo tenere, ma ha aggiunto che l’organizzazione dell’accoglienza fa acqua e che dovrebbe essere migliorata.
Oltre al danno anche la beffa.
E francamente l’interno ha dato una soluzione realistica e anche umanitaria. Poi si possono criticare alcune scelte, ma sta facendo un lavoro egregio. Personalità e carisma non da poco e anche molto coraggio. Finalmente. Senza ragionare in senso ideologico e culturale il ministro ha fatto un scelta pragmatica e praticabile.
Difesa del pragmatismo di Minniti anche dal Quirinal. E fa piacere. Finalmente il presidente dice qualcosa di sano e empirico, nè di destra nè di sinistra. Appoggia l’azione del governo che non è il caso di far cadere ora.
Il Quirinale ha dunque aperto ombrelli in difesa di un governo che al momento è necessario, qualunque sia e qualunque fosse. Stiamo parlando di polizia di uno stato democratico non di un dittatorello qualsiasi. Mentre Angelino auspica e incita a un intervento dell’ONU. Ma chissà perchè si ha la sensazione che qualcuno lo abbia imbeccato.
Intanto si inizia a sparare nel mediterraneo, in aria, per ora. E, per dirla con Daniele Capezzone, l’Italia politica giochicchia sulle alleanze elettorali in Sicilia mentre esponenti libici ci minacciano in modo esplicito.
Intanto certo don Zerai, prete nero, se è permesso dirlo, altrimenti africano, di colore come aggrada, viene indagato dalla procura di Trapani per connivenza con schiavisti..ops scafisti, Probabilmente è solo una persona che soccorre , come dovrebbero fare tutti gli esseri umani. La giustizia farà il suo corso.
A Taranto un altro prete, Larizza, considerato da alcuni fascista leghista xenofobo, anti migranti, difende certe priorità. Accusa il comune di aiutare gli immigrati prima degli italiani. Ma il vescovo se la prende col suo prete: “Ha un’idea distorta della carità”. Davanti a sè vede solo i poveri, senza distinzione etniche e religiose e tutto ciò è facilmente rintracciabile nelle attività quotidiane delle Caritas parrocchiali e delle associazioni. Forse ignora, il vescovo, che esistono anche le priorità, appunto. Naturalmente il paese si divide in due.
Varie amenità.
A Tripoli un italiano, certo Karim Lolli, blocca i barconi contro i trafficanti. Opera, così asserisce, in conforto al governo riconosciuto dall’ONU. Sostiene inoltre che l’Italia deve decidere se vuole o meno i migranti.
Ma, come l’uomo in frac non si sa da dove viene nè dove va…
Sul professore sospeso per aver parlato del corano in classe, non ci sono parole. Gli islamici possono vietare il nostro presepe, nel nostro paese, noi neppure osare parlare della loro religione in classe.
Mentre il giovane sindaco di Licata che cerca di lottare contro l’abusivismo edilizio, viene sfiduciato.
Siamo arrivati all’ammazzacaffè.
Carla Ceretelli

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