Al direttore Claudio Martelli:
Egregio On. Direttore,
le chiedo una sua valutazione sull’affermazione di Mario Draghi,
che si è definito un socialista liberale.
E’ possibile una “sintesi” di questi due sostantivi.
Grazie. Un abbonato. Agostino Resmini
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Gentile Resmini,
le suggerisco di leggere “Socialismo liberale” di Carlo Rosselli lo trova anche su Internet. La conciliazione e la sintesi sono impossibili se per socialismo si intende dittatura del proletariato nazionalizzazione totale dei mezzi di produzione abolizione della proprietà privata e per liberalismo si intende l’opposto. Se parliamo del socialismo democratico europeo e del liberalismo democratico la conciliazione segna la storia del ‘900 nei suoi aspetti migliori. Da una parte i socialisti hanno fatto proprie le libertà politiche, hanno accettato il mercato e abbandonato l’dea di statalizzare l’economia. Dall’altro i liberali hanno accettato l’intervento circoscritto dello Stato nell’economia e, soprattutto, lo Stato sociale – Welfare State in in lese, ovvero stato del benessere diffuso – il carattere progressivo delle imposte (più guadagni, più paghi) le tasse di successione, la sanità, la scuola pubblica e un sistema previdenziale che garantisca la protezione degli anziani. In conclusione a seconda delle circostanze e del contesto delle varie nazioni si può spingere su riforme liberali o su riforme sociali in una varietà di esperienze riconducibili al binomio socialismo liberale e o liberal socialismo.
Cordialmente, Claudio Martelli(da avanti@centrobrera.it)
“Cosa è il socialismo liberale?” Domanda e risposta tra un lettore e Claudio Martelli
Un tema che ritorna di immediata attualità solo ora, giunti al fondo della crisi.

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