Come è potuto accadere che l’Europa si sia potuta trasformare nell’arco di pochi anni, nel teatro delle due guerre più sconvolgenti della storia umana e possa aver creato delle altrettanto terribili dittature, l’ultima durata fino al 1989?
Pierre Faillant De Villemarest, è stato uno degli storici e ricercatori di fatti, tra i più singolari del ‘900. Giornalista, scrittore, patriota anti-nazista, abituée dei servizi occidentali, particolarmente attivo nel contro-spionaggio, uomo di destra controcorrente e soprattutto fedele alle sue scoperte ed intuizioni che divulgherà in oltre una trentina di opere delle quali nessuna (un caso?) tradotta in italiano. E’ per incarico degli alleati, alle costole dei nazisti in fuga in tutta Europa e redige rapporti sui principali campi di concentramento tedeschi che visita a decine tra la fine della guerra e il dopoguerra. E’ un uomo puntiglioso e ha rispetto per i grandi numeri, si convince che i dati diffusi dai media sull’olocausto non corrispondono a quelli in suo possesso e mettendo da parte il suo viscerale risentimento anti-germanico, diffonde i suoi studi, attirandosi gli strali del mondo accademico, letterario, politico e giornalistico francese ed internazionale. Non solo, in Francia e in molti altri paesi occidentali esiste il reato di negazionismo, e De Villemarest va incontro a processo penale e mediatico. Non era la prima volta, già nel ’64 per la sua attività “patriottica” nei ranghi dell’OAS nell’Algeria francese subi’ una condanna a 5 anni, lestamente amnistiata pochi mesi dopo dal presidente Pompidou. Un uomo che resterà praticamente tutta la vita in quel milieau fatto di patria e onore da un lato e ricerca e difesa della verità e delle libertà intellettuali, dall’altro. Durante la lunga e intensa attività negli archivi nazisti e poi in quelli sovietici, annota nomi, numeri, relazioni internazionali, spie, doppiogiochisti, e segue come un vero segugio, una pista sempre poco battuta dagli storici “tradizionali” quella dei soldi. Un fiume in piena che attraversa e invade l’Europa del secolo scorso, come accerterà e come appare oggi del tutto evidente.
Fonda e dirige nel 1970 il CEI (Centre Europeanne d’Information) e attraverso le sue “lettres” diviene il periodico più letto dalle elites politiche e diplomatiche europee. Prima di molti altri e in anni dove andava poco di moda, scopre le trame della Trilaterale, del NWO, del Bilderberg e di quello che ruota loro intorno, e ad un certo punto collegando e intrecciando ancora dati su dati, ricostruisce l’apparentemente assurdo: Hitler e Lenin furono finanziati dalle stesse banche (svedesi ed angloamericane per la precisione)!!!Una notizia che meriterebbe quantomeno una eco mondiale, mentre invece resta nel circolo di una ristretta cerchia di appassionati di contro-storia. Anche perchè nei libri, negli articoli, nelle numerose trasmissioni radiofoniche e nelle interviste rilasciate, De Villemarest fa nomi, cita dati, luoghi e date precise. La domanda delle domande che voglio pero’ sottoporre ai miei pochi ma affezionati lettori è oggi la seguente: come è potuto accadere che l’Europa più libera, moderna, culturalmente effervescente e se vogliamo anche frivola e mondana di sempre, ovvero quella di fine ‘800 e inizi ‘900, si sia potuta trasformare nell’arco di pochi anni, nel teatro delle due guerre più sconvolgenti della storia umana e possa aver creato delle altrettanto terribili dittature, l’ultima durata fino al 1989? Cui Prodest, a chi è giovato e giova tutto questo? Proviamo a darci una risposta e forse capiremo meglio quello che ci sta accadendo intorno. Adesso.

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