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Coronavirus e provvedimenti emergenziali. Siamo a tempo per rimediare a ciò che non funziona?.

di Vincenzo Donvito | 30 Marzo 2020

Un Dpcm segue un altro, ed ora siamo arrivati al Dpcm che cerca di porre ordine a quelli precedenti (1) con qualche puntualizzazione. Siamo convinti che non è facile scrivere un provvedimento d’urgenza con il Paese sottosopra, abbastanza nel panico, e con la maggior parte della sua forza lavoro bloccata, spesso nella totale inezia/attesa, e quindi anche insensibile a far sentire la propria voce. Ma questa difficoltà crediamo che debba servire perché chi decide si concentri meglio nelle scelte. E crediamo che volendo/potendo il governo possa farlo. Ma con una filosofia di base: non chiedendo solo obbedienza a sudditi e rappresentanti delle istituzioni, ma collaborazione. E quest’ultima crediamo si possa ottenere dimostrando la propria disponibilità al gioco di squadra che coinvolga tutti.

I provvedimenti finora presi, il cui fulcro è il cosiddetto “Cura Italia” (2) hanno una caratteristica di fondo:
A – per il lavoro/imprese tutelano essenzialmente i lavoratori dipendenti, di più se sono del pubblico;
B – per i servizi tutelano essenzialmente i fornitori di questi servizi che non i consumatori e gli utenti.

A: per esempio si sospende il pagamento delle ritenute sul lavoro dipendente e assimilato, ma non viene considerato il lavoro autonomo, base molto ampia dell’economia di tutto il Paese. Le letture e le interpretazioni degli stessi provvedimenti sono essenzialmente per capire chi gode o meno dei benefici… ma qualcuno crede che gli esclusi dai benefici non avranno ripercussioni sul blocco dell’economia in corso? Suvvia… Autonomi e imprese hanno qualche concessione su versamenti e adempimenti di breve respiro. Per i dipendenti c’è la cassa integrazione e non potranno essere licenziati, mentre per gli autonomi c’è una sorta di elemosina (600 euro) per questo mese e per il futuro si vedrà. Autonomi e professionisti è quindi sicuro che avranno maggiori danni in seguito. Il tutto sembra frutto di una concezione dei rapporti di lavoro e della struttura economica basata sul lavoro dipendente, meglio se è nel pubblico. Questo nel 2020, non nel 1980!

B: per esempio si stabilisce, in modo fumoso e contraddittorio rispetto alle norme di garanzia del settore (3), che i viaggiatori rimasti a terra, e gli acquirenti di servizi di sport, cultura e spettacoli, debbano essere rimborsati con un voucher per un futuro utilizzo degli stessi servizi. E’ ovvio che si vogliono tutelare le aziende, ché gli utenti e consumatori comprano certi servizi per la fruizione in un determinato momento scelto in base alle proprie disponibilità (di tempo e denaro) e non in assoluto. E altrettanto si fa per i servizi postali (4): non ci sono più notifiche al diretto interessato ma solo avvisi di andar alle Poste per il ritiro… tutelano la salute dei postini (che non avrebbero avuto problemi mantenendo il classico metro di distanza), ma non quella degli utenti che devono andare negli uffici postali (quelli aperti…) e i lavoratori di questi stessi uffici postali. Esempi a iosa, ma ci fermiamo qui.

In una crisi del genere dovremmo tutti essere uguali. Nella difficoltà, ma uguali. Invece sembra che ci sia qualcuno che è più uguale di altri. E il problema è che questi altri (che negli esempi abbiamo esemplificato in lavoratori autonomi e professionisti, nonché utenti e consumatori)… non è detto che non rappresentino la maggior parte della popolazione…. E non crediamo che il nostro osservatorio sia con le bende sugli occhi.

Certo, è difficile fare provvedimenti d’urgenza…. Questi rilievi li facciamo non certo per essere “bastian contrari” per definizione. Auspichiamo che possano servire a chi abbiamo eletto per rappresentarci tutti: ricordiamo che gli eletti rappresentano la nazione non i propri elettori.


1 – https://www.aduc.it/articolo/coronavirus+consumatori+non+solo+disposizioni_30905.php
2 – https://sosonline.aduc.it/scheda/coronavirus+misure+decreto+cura+italia_30853.php
3 – https://salute.aduc.it/coronavirus/comunicato/rimborso+viaggi+coronavirus+chi+paga+consumatore+no_30861.php
4 – https://salute.aduc.it/coronavirus/comunicato/coronavirus+poste+italiane+rischio+invalidita_30808.php


Vincenzo Donvito, presidente Aduc

Pubblicato in : Tutela e diritti - A cura di ADUCTag: aduc, consumatori, crisi, danni, euro, forza lavoro, futuro, governo, integrazione, italia, la nazione, lavoratori dipendenti, lavoro, misure, nazione, provvedimenti

Info Vincenzo Donvito

Vincenzo Donvito, giornalista classe 1953, è fondatore ed animatore di Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori), della quale è Presidente.

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