Il denaro contante è per eccellenza ancora molto
utilizzato per i pagamenti, sopratutto per quelli di piccola entità. Nello
stesso tempo tutti sappiamo che il denaro contante (soprattutto le banconote)
sono un canale di trasmissione di ogni tipo di sostanza (1). Questi giorni al
bar, per esempio, tra addetti in guanti e mascherina che devono far rispettare
il metro di distanza e trasmissione di soldi, ci sembra logico se qualcuno si
chieda a cosa serva la bardatura del barista, rispetto al fatto che, magari,
con le stesse mani inguantate prende i soldi e ci porge una pasta (caso limite?
Mica tanto…).
Se si chiede di pagare con un bancomat o una carta
di credito, si viene guardati di traverso, e in alcuni bar vigono anche i
cartelli che recitano “pagamenti con carta minimo 10 euro”…. Comprensibile!
Visto che per ogni transazione, i gestori dei pos trattengono ai commercianti
commissioni tra l’1 e il 3 per cento, dipende dai loro specifici contratti
legati alla quantità del giro d’affari.
E’ da tempo che si parla di queste questioni e,
mentre in genere in altri Paesi è normale il pagamento con carta anche per
piccole consumazioni, da noi sembra che istituti di credito, gestori di pos e
commercianti non riescano a trovare un qualche accordo.
Oggi la motivazione/occasione c’è, ed anche di
un certo peso: prevenzione trasmissione coronavirus.
Visto che in questo periodo alcuni istituti si
sono anche esposti in donazioni consistenti a destra e a manca per aiutare
istituzioni private e pubbliche, quindi un po’ di soldi da parte li hanno…
perché non si affronta anche in modo più radicale l’attenuazione preventiva
della trasmissione del virus intervenendo sulle commissioni delle carte,
incentivando quindi i commercianti a farle utilizzare ai consumatori?
Un suggerimento per istituti di credito e
legislatori. E anche per i commercianti che, commissioni o meno cambiate,
possono dare un loro contributo alla prevenzione e incentivare i consumi presso
i loro esercizi.
Ricordiamo che, con l’uso di carte per piccoli
importi, vigendo il sistema contactless, non si devono neanche toccare i tasti
per inserire il proprio pin.
1 – nella varie indagini specifiche, in Italia e
non solo, vengono trovate anche tracce di cocaina.
COMUNICATO STAMPA DELL’ADUC

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