Nel corso dei suoi tentativi per dividere Matteo Salvini da Silvio Berlusconi, Luigi Di Maio ha dichiarato a più riprese che Lega e Forza Italia sarebbero già due partiti molto lontani, avendo votato in maniera difforme in circa il 70 per cento delle volte durante la passata legislatura. Un recente fact-checking de lavoce.info ha corretto il leader dei 5 stelle: Lega e Forza Italia hanno votato insieme ben oltre il 50 per cento delle volte, pur essendo state una all’opposizione e l’altra al governo nei primi sei mesi della scorsa legislatura. Che due partiti, seppur alleati, non votino sempre in maniera identica appare abbastanza naturale: perché altrimenti dovrebbero essere due partiti e non uno solo? Tuttavia, resta la curiosità di sapere quale è stato il grado di convergenza in termini di votazioni espresse tra i principali partiti della XVII legislatura: un possibile aiuto per il Presidente della Repubblica o per eventuali incaricati?
I dati
La piattaforma web OpenParlamento dell’osservatorio Openpolis consente di verificare le espressioni di voto dei singoli senatori e deputati nei due rami del Parlamento. Per esaminare le convergenze, è interessante mettere a confronto esponenti di gruppi parlamentari differenti che abbiano un basso numero di voti ribelli (differenti rispetto alle indicazioni del loro gruppo) e, al contempo, un’alta percentuale di presenze alle votazioni elettroniche. I dati riguardano le sole votazioni in aula alla Camera (24.836 votazioni in totale) e non quelle nelle commissioni parlamentari e sono quindi da prendere con le dovute cautele.
Dall’analisi emerge come il grado di convergenza dei diversi partiti sia molto simile tra Forza Italia e Partito democratico (54 per cento di convergenze) e tra Forza Italia e la Lega (59,6 per cento), mentre i partiti più distanti sono Pd e M5s (poco più di 26 per cento), come è normale per forze politiche che sono sempre state su schieramenti opposti. La distanza tra Lega e Pd potrebbe invece dipendere dal fatto che le rilevazioni si basano su votazioni che non sono necessariamente identiche (per esempio, un partito può esprimere il dissenso anche uscendo dall’aula non solo votando “no”). Sulla base di questi dati, e applicando il “metodo Di Maio”, per il Movimento 5 stelle una coalizione con Forza Italia dovrebbe risultare molto meno indigesta di una col Pd.
Tabella 1 – Grado di convergenze nelle votazioni dei partiti
| Pd | M5s | Fi | Lega | |
| Pd | X | |||
| M5s | 26,2 | X | ||
| FI | 54,1 | 38,7 | X | |
| Lega | 33,0 | 50,2 | 59,6 | X |
Fonte: OpenParlamento, votazioni elettroniche alla Camera
Indicazioni per il prossimo governo
In effetti, l’eventualità di una coalizione tra Pd e M5s è stata finora esclusa più volte dal Pd; tuttavia, è ancora considerata possibile proprio dal M5s. In modo analogo, apparirebbe molto difficile una coalizione in cui siano presenti il Pd e la Lega (non a caso, almeno su questo Salvini e Maurizio Martina sembrano convergere). Piuttosto vicini appaiono invece M5s e Lega, concordi già per la metà delle votazioni, mentre si conferma una certa distanza tra M5s e Forza Italia.
Tuttavia, è evidente che la prospettiva di un governo, a costo di eccedere con la realpolitik, deve guardare più al futuro che al passato. Inoltre, risente anche dei rapporti di forza tra chi vi partecipa, in quanto le coalizioni si formano non solo sulla base delle convergenze programmatiche, ma anche della spartizione delle cariche (o più in generale, come dicono gli economisti, su quella delle rendite di posizione).
Quello che cosa succederà nei prossimi giorni dipenderà quindi principalmente dalla prospettiva che le forze politiche si vorranno dare. Più passa il tempo, più la fretta che il Presidente della Repubblica e le scadenze e i doveri politici e istituzionali imporranno ai leader potrebbero portare alla nascita di coalizioni che, sulla base delle convergenze passate, risulterebbero davvero poco intuitive.
Non certo una novità, nel paese che ha inventato le “convergenze parallele”.
Greta Ardito, Paolo Balduzzi e Lorenzo Borga (tratto da lavoce.info 24.04.18)

Lascia un commento