Dopo aver inserito la lotta al populismo nella Carta di intenti della coalizione di centrosinistra, si indice una bella manifestazione contro la povertà. Populismo allo stato puro, anzi purissimo.

Invece il cambiamento è quello delle idee, poche e perdenti, agitate in campagna elettorale e poi prontamente rimosse. Dopo aver inserito la lotta al populismo nella Carta di intenti della coalizione di centrosinistra che tutti i partecipanti alle primarie hanno dovuto firmare, pena la scomunica di Stumpo e la fatwa perenne della Bindi; dopo aver ripetuto in ogni comizio, intervista, talk show e balletto sui tetti del Nazareno, che il populismo è il nemico numero uno della democrazia e che in Italia, va da sè, si è personificato nel mai abbastanza demonizzato Berlusconi, ragione prima ed unica della nostra eterna immaturità politica; dopo aver magnificato la “ditta” Pd che viaggia sull’usato sicuro della parola asciutta e sobria, del tutto scevra da ogni e qualsiasi artificio retorico atto a gabbare il popolo bue – sottinteso: come invece fanno regolarmente tutti gli altri, quelli che non sono noi, i puri, i migliori, gli unici che parlano con rigore e serietà. Ecco, dopo tutto, sapete cosa si fa? Si indice una bella manifestazione contro la povertà – sissignori, la povertà, e non vorrete negare che sia un problema da poco. Globale, generale, diffuso, un obbiettivo da abbattere a colpi di parole. Populismo allo stato puro, anzi purissimo, dunque.
D’altronde, da che mondo e mondo qualunque candidata ad un concorso di bellezza vince a mani basse quando sospira di fronte alla giuria che no, il suo sogno non è il paginone centrale di Playboy – giammai, e peste colga chi osi solo ipotizzarlo – bensì adoperarsi per la pace nel mondo che, come si sa, si ottiene molto più facilmente a colpi di tette. Fate l’amore e non la guerra, oltretutto fa anche dimagrire. Così il Pd si propone di vincere nella gara della democrazia manifestando contro la povertà – che poi, secondo la nota teoria bersaniana della negazione positiva, la povertà è una non ricchezza, la ricchezza è una non povertà, e insomma s’è fatto un pò di casino ma ci siamo capiti.
Ora, in attesa spasmodica della manifestazione contro la povertà annunciata per sabato prossimo, commossi ed invero molto toccati da questo empito di sensibilità nei confronti di un problema mondiale e dalla ammirevole volontà di affrontarlo e risolverlo una volta per tutte, ci permettiamo di suggerire fin d’ora le tematiche delle prossime manifestazioni che ci permetteranno di migliorare definitivamente la qualità della nostra miseranda vita, elevandola ad uno stato di benessere mai conosciuto finora dal genere umano. Quindi:
Manifestazione contro le zanzare: uno dei maggiori motivi di irritazione, fastidio ed irascibilità per almeno sei mesi l’anno – dipende dalla zona del mondo in cui si vive. Abolire per sempre le zanzare significa recuperare serenità ed ore di sonno perse, tagliare radicalmente la spesa farmaceutica per l’Autan, e riconvertire in energia eolica tutti gli sforzi vani per schiacciare le suddette – in subordine, si manifesterà poi contro le mosche, la peronospora e i moscerini della frutta. Sui bachi da seta siamo indecisi, chè in fondo non hanno mai fatto del male a nessuno – e neanche i compagni cinesi ne fanno più l’uso di una volta.
Manifestazione contro la cellulite: una battaglia sacrosanta di civiltà che permetterà di recuperare in modo definitivo il voto delle donne, la cui sempiterna gratitudine premierà ad ogni elezione il partito che le libererà in via permanente dal più grande problema che le affligge. Ora, ad essere sinceri, il più grande problema delle loro vite sarebbe costituito dagli uomini immaturi, bugiardi e traditori, ma non potendo sponsorizzare un campo di rieducazione di massa, ci si accontenterebbe almeno di vincere la battaglia sul piano dell’estetica. Ed una sinistra moderna ed evoluta si è ormai affrancata dal mito della compagna rude e poco curata – le contadine sovietiche stazzate come la corazzata Potemkin hanno ceduto il passo alla Moretti, chè magari non ha tanti contenuti, ma vuoi mettere come indossa bene la sua carineria pret à porter?!
Manifestazione contro la calvizie: e qui si annuncia il plebiscito, il capello dell’avvenire che risorge in fronte, anzi in testa, a masse sterminate di uomini sgomenti dal mistero biologico della capigliatura berlusconiana epperò mortalmente invidiosi della chioma boccoluta di Grillo, ragion per cui lo votano, nella segreta quanto vana speranza di ottenere da lui il miracolo follicolare. Dunque, abolite la calvizie e vincerete tutte le elezioni da qui alla fine del mondo.
Manifestazione contro la non vittoria e la non sconfitta: ecco, a ben pensarci, forse è più facile manifestare contro la povertà. Il risultato è lo stesso, ma la difficoltà è maggiore – se non perdi ma non vinci, e non vinci ma non perdi, è come dire che sì, insomma, magari sei un tipo, ma a Miss Italia non vincerai mai. Anche se vuoi la pace nel mondo.

piu’ che di populismo, purtroppo é l’inciucio che andrà avanti!
Cioè i partiti, responsabili del disastro che loro stessi hanno causato, si alleano per soffocare il voto di chi questi partiti coi loro rappresentanti non li vuole piu’, e mandando al Quirinale un candidato dell’inciucio!
Tutti i sondaggi, su qualsiasi pagina internet , danno Emma Bonino come candidata preferita dagli italiani, grido che come al solito non sarà ascoltato!
Mi dispiace che un fatto cosi grave non sia abbastanza segnalato su queste pagine, è vero, sono i parlamentari che eleggono il Capo dello Stato, ma perché non ascoltano il grido e la domanda della maggioranza degli
italiani?!? L’inciucio avrà la meglio sulla volontà del popolo che i parlamentari non ascolteranno.
Grazie a te, Mirco. Come vedi, si ride per non piangere.
Grazie Chiara per il Tuo servizio. Queste son considerazioni reali e di un umorismo, purtroppo, assai prossime alla triste singolarità italiana di oggi!! Se dovessimo trattare con persone che dall’estero ci osservano, dovremmo aspettarci giudizi ancor più duri sulla situazione di questo Paese. Certo che, avendo anche tra politici, di peso, anche dei comici, il quadro è completo. Ormai la stampa e l’informazione nel nostro paese, dovrebbe darsi da fare per ricostruire una cultura ai partiti e un maggior senso di dignità, in Europa. Non parliamo poi di dignità nazionale o di patria. I nostri nipoti o i nostri soldati che all’estero rischiano la pelle, cosa ne pensano del nostro e loro paese . Quale futuro ? Mirco
Grandissima Chiara!!!!
Chiara io manifesterei anche contro la discrezionalità della decisione del Consiglio Superiore della magistratura di non concedere l’aspettativa ad Ingroia anche perchè lui è l’unico tecnico della società civile prestato alla poltica, immediatamente restituito alla stessa, senza andare quanto meno in prigione o a ritirare i 20 dollari per essere già passato dal via come al gioco del Monopoli!!!
Grazie Chiara per il Tuo servizio. Queste son considerazioni reali e di un umorismo, purtroppo, assai prossime alla triste singolarità italiana di oggi!! Se dovessimo trattare con persone che dall’estero ci osservano, dovremmo aspettarci giudizi ancor più duri sulla situazione di questo Paese. Certo che, avendo anche tra politici, di peso, anche dei comici, il quadro è completo. Ormai la stampa e l’informazione nel nostro paese, dovrebbe darsi da fare per ricostruire una cultura ai partiti e un maggior senso di dignità, in Europa. Non parliamo poi di dignità nazionale o di patria. I nostri nipoti o i nostri soldati che all’estero rischiano la pelle, cosa ne pensano del nostro e loro paese . Quale futuro ? Mirco