
Mentre va avanti lo sterminio dei palestinesi a Gaza -condotto con le bombe e con la fame Netanyahu, il criminale di guerra, sostenuto dall’Occidente, intensifica i bombardamenti in Iran colpendo direttamente i civili che fuggono dalle città.
Alla riunione dei G7, Trump si rifiuta persino di firmare un blando documento in cui veniva chiesta una de-escalation, una tregua graduale tra Israele e Iran.
Ancora una volta in Medio Oriente viene assegnato a Israele il ruolo di avamposto del mondo occidentale a cui tutto è permesso in violazione del diritto internazionale e dei più elementari principi di umanità.
È la solita politica razzista e colonialista che usa due pesi e due misure, pronta a giustificare per sé stessa e in nome dei propri interessi ogni nefandezza e ogni crimine.
L’Europa alla fine si accoda agli USA di Trump. E così anche Meloni che si muove in una girandola di incontri senza risultati perché non si può che inchinarsi ai dicktat del capo americano.
Intanto, riprendono le speculazioni sul pretolio il cui prezzo sta di nuovo crescendo.
In borsa, i titoli che aumentano di valore sono quelli delle multinazionali delle armi.
Il gioco spudorato del capitalismo è stato sempre questo e lo è anche ora: approfittare delle guerre per far profitti.
Difficile pensare che non valga anche oggi, cioè che gli interessi economici non siano la motivazione profonda dei conflitti accesi in varie parti del mondo, in Ucraina come in Iran, e, insieme, la causa dell’incapacità di risolverli con la politica e con la diplomazia.
I leader dei paesi occidentali ormai lo teorizzano apertamente: la corsa agli armamenti serve a sostenere la ripresa economica.
È evidente che senza le guerre mal si giustificano queste politiche.
Il 21 giugno ci sarà la manifestazione a Roma contro il riarmo che è parte della campagna europea, Stop ReArm Europe.
In Italia è stata promossa da Arci, Ferma il riarmo (Sbilanciamoci, Rete Italiana Pace e Disarmo, Fondazione Perugia Assisi, Greenpeace Italia), Attac e Transform Italia, ed ha ricevuto oltre 430 adesioni.
Tra le sigle che hanno aderito alla campagna ci sono la Cgil, l’Anpi, il mondo cattolico delle Acli, e altre associazioni.
Sul piano politico si rivedrà in piazza il Pd, che invierà una delegazione, e il M5s e Avs, insieme a Rifondazione comunista. I leader di Avs e M5S Angelo Bonelli, Nicola Fratoianni e Giuseppe Conte saranno in piazza.
Oggi l’unica risposta possibile alla cecità e alla follia delle classi dominanti politiche ed economiche è la lotta, in parlamento e nelle piazze, contro il riarmo e per la pace.
Spero che il PD faccia con nettezza questa scelta.
Enrico Rossi

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