Sintesi dell’intervento in aula del Presidente di An Maurizio Bianconi
«Io penso che questo non sia il momento della polemica ma della riflessione. Siamo arrivati a un punto purtroppo temuto in cui l’economia toscana comincia a denotare e a segnalare in maniera drammatica avvisaglie di un processo che avevamo preannunciato ma che l’accelerazione degli eventi e dell’economia mondiale hanno posto come realtà ormai ineludibile in questa regione. E questa regione soffrirà di più, perché meglio stava».
«Però penso anche che non si possa ricorrere sistematicamente a criteri di dottrine economiche o alla lettura del lavoro come momento di conflitto sociale e ideologico. Io credo che in questo momento si debba ricorrere ai valori, e noi di Alleanza Nazionale poniamo al centro dei nostri valori il lavoro. La centralità del lavoro non si discute. Noi siamo per un’economia di mercato perché secondo noi garantisce il lavoro, non per l’economia di mercato tout court. Per noi l’economia di mercato non è un totem. La nostra valutazione è che rechi maggior benessere. Ma siamo anche convinti che l’economia di mercato debba essere attenuata dalla socialità, per cui il profitto non fa, da solo, le regole. Invece nell’economia finanziarizzata il lavoro non è più un valore».
«Si sono privatizzati ma non liberalizzati i servizi, così si sono fatti contenti gli amici senza produrre benefici per i cittadini. Qui si prendono i soldi della cooperazione e si fanno le scalate. Poi in Toscana noi abbiamo un tessuto di imprese e microimprese con punte di eccellenza come di vetustà industriale: ma questo nanismo imprenditoriale va valorizzato e messo a sistema. Non è trasformabile, perché è una caratteristica territoriale. Ma questa è un’economia che messa a sistema può funzionare. Altrimenti arriveranno altri a sostituirci nell’impresa: e questo vorrà dire minor tutela per il lavoro».
«Il presidente degli industriali Ceccuzzi si ripara dietro le medie europee. Comodo: lui dice che la media europea è del 19%, qui invece noi siamo al 26% e così si consola. Ma che significa? Che se qui ci sono più botteghe che a Dusseldorf se ne possono anche chiudere un po’ perché tanto siamo in media? O perché bisogna riferirci alle media europea solo quando ci si rimette e mai per prendere a modello altri sistemi di tutela e di sviluppo dell’occupazione? Che sistema è, questo, di fare il presidente degli industriali?»
«In questo marasma, però, ci sono state parole importanti. Turiddu Campaini ha detto che alla cooperazione va tolto il colore. E’ una cosa vera e santa. Bisogna mettere a disposizione dei toscani il mondo della cooperazione, con un sistema bancario che garantisca ai toscani un servizio e bisogna che il tutto sia sganciato dal partitismo. Questa sì che sarebbe una saldatura sensata, una ripartenza per l’economia toscana. Ma bisogna trovare l’unità del sindacato toscano, essere coraggiosi e difendere l’economia del territorio, perché nel territorio noi abbiamo un futuro. Sennò, per tutti il futuro sarà una bara. Per tutti».
Monica Nocciolini – Ufficio Stampa AN in Consiglio regionale toscano

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