Si da’ quasi per certo che l’attacco contro l’Iran sara’ fatto prima delle elezioni presidenziali americane del 6 novembre anche per mettere in difficolta’ il presidente Barak Obama.

Al momento non risulta che gli israeliani intendano armare con testate nucleari i missili di questi sottomarini. Anche se in molti ambienti della Capitale degli Stati Uniti si da’ quasi per certo che l’attacco contro l’Iran sara’ fatto prima delle elezioni presidenziali americane del 6 novembre con lo scopo non solo di infliggere una pesante lezione ai Mullah della teocrazia al comando nell’ex Persia, ma anche per mettere in difficolta’ il presidente Barak Obama i cui rapporti con l’attuale primo ministro di Israele, non sono improntati al massimo della cordialita’ e reciproca collaborazione. Dietro Netanyau vi sono i circoli ebraici americani che controllano larga parte dei media e dell’economia statunitense, orientati a dare un appoggio consistente al candidato repubblicano Mitt Romney. I sottomarini Dolphin sono mossi da motori diesel-elettrici, portano sedici siluri e missili che hanno un raggio d’azione di 1500 chilometri.

Cari Oskar e Marzio,
Personalmente noto che da un paio d’anni ci sono mesi in cui Borsa e Titoli di Stato Europei salgono molto, poi Israele improvvisamente sta per attaccare l’Iran e tutto crolla, malignamente mi chiedo, se gli amici e poi la stampa lo sanno prima di questi minacciati attacchi, che impongono i crolli, quanti Miliardi di dollari possano averci guadagnato?
Dimenticavo, scusate, che Netanyahu e company, non farebbero mai una cosa del genere, non sono certo come me, ma semmai arrivassi al loro posto, a me controllatemi, vi prego o non resisterei alla tentazione.
Gentile anonimo, tirare in ballo Goebbels mi sembra del tutto insensato, quanto alla difesa preventiva le ricordo che simile strategia sta anche nei progetti iraniani i quali sanno benissimo nonostante roboanti minacce che Israele c’è e ci sarà, che è una realtà nazionale indiscutibile. Piuttosto noto nella sua critica la solita tiritera da cui l’ebraismo mondiale non sa emanciparsi, ossia la caccia all’antisemita pur che sia. Ho parenti isrealiti, non israeliani, che la pensano come me. Ossia che l’ex ebraismo della diaspora non può continuare a credere d’essere garantito da questa Israele, in mano a politici d’una mediocrità penosa perché frutto d’una società, quella israeliana che si recita democratica ma che è priva di una dinamica interna che prima non rimbalzi da Parigi, NewYork, Londra, Johannesburg o chissà dove. Finché l’ebraismo mondiale sarà appiattito su governi israeliani poveri di idee e progetti, governi fondamentalisti anche se intrisi di spirito hollywoodiano, finché l’ebraismo mondiale accetterà questa identificazione rozza tra la sua tradizione e l’attuale politica di Israele, la ridicola caccia all’antisemita non finirà mai, come purtroppo lei dimostra. Con la mia piccola voce da questo piccolo sito mi permetto un invito all’ebraismo mondiale: ebrei occorre uscire davvero da Auschwitz, non dimenticate ma uscite davvero da Auschwitz, il mondo aspetta. Solo in questo contesto si spiega l’abissale cecità del farsi dare i sommergibili “Dolphin” dalla Germania. Come può l’ebraismo mondiale ancora totalmente dentro Auschwitz ammettere che Israele si procuri sommergibili tedeschi dopo appena settant’anni dal massacro? Perché la Germania li dà a Israele a prezzi stracciati? Ma non posso credere che l’ebraismo mondiale sia così cieco da scambiare settanta anni di Repubblica Federale per una svolta antropologica del popolo tedesco. Allora? Qua l’aporia etica rischia di diventare aporia storica, un nodo indistricabile dove l’ebraismo si insacca in se stesso senza vie d’uscita. Concludo con una breve considerazione. Ancora prima dei Protocolli di Sion l’ebraismo è sempre stato tacciato di complottismo. Allo stato delle cose, a sentire che Israele, circondata da centinaia di milioni di arabi o presunti tali, sarebbe difesa da missili a lunga gittata, mi sembra che l’ebraismo mondiale stia vivendo un’ingenuità colossale. Consiglio l’ebraismo mondiale a riprendere in mano Israele a condurla fino alla maggiore età.
E dopo tante vacche magre da premi nobel dell’ex scibile umano lasciamo agli israeliani la gioia di emulare i loro persecutori. Un solo neo inconfessabile, non poter chiamare U-Boot i sommergibili della classe “Dolphin”.
Ed a Lei la gioia di inventarsi una ennesima scusa per calunniare il perseguitato che cerca solo di assicurarsi una legittima sopravvivenza, attribuendogli inventate e superficiali similitudini con il persecutore di ieri per distrarre dalla legittimita’ della auto difesa, anche preventiva nei confronti di un minacciato nuovo genocidio ed in tempi di missili a lunga gittata posseduti dal persecutore di oggi. Goebbels vive !