Sarà dunque l’ex sindaca di Cascina a sfidare il presidente del Consiglio Regionale nel duello per le elezioni toscane del 20 e 21 Settembre 2020. Dopo lunghi mesi di attesa, sappiamo finalmente chi sarà l’antagonista di Giani (che ha già un margine del 5% sulla Ceccardi, secondo sondaggi commissionati proprio da Lega, FI e destre) dopo che molti tra gli alleati avevano espresso dubbi e timori, ma senza essere stati capaci di trovare la quadra su nessun candidato in grado di impensierire il centro-sinistra.
E così l’europarlamentare leghista alla fine si giocherà la sua partita, dovendo recuperare i mesi perduti proprio per i precedenti veti degli alleati. Una campagna elettorale anomala e non facile già per conto suo, caratterizzata nel frattempo dal travaso di consensi nel campo della Ceccardi, dalla Lega a Fratelli d’Italia. Dipenderà quindi molto anche da come la sua compagine si spenderà per la candidata, che se non aspira a vincere, ci tiene sicuramente a fare una buona prestazione e raggiungere almeno il 40% dei consensi, con l’incognita di Irene Galletti dei 5 Stelle data intorno all’8%.
Eugenio Giani dal canto suo, continua con la nota costanza a martellare e a visitare i territori e le comunità toscane dalla Versilia (Viareggio, Forte dei Marmi, Stazzema) a Bocca d’Arno e San Rossore (attrattive naturali e ambientali bellissime che intende valorizzare anche turisticamente) da Scandicci e Montelupo Fiorentino all’inaugurazione a Firenze del ponte che collega via Baracca a piazza Puccini, intitolato ad Enzo Ferrari alla presenza di molti “Ferrari Club” della Toscana con l’auspicio che le gare di Formula 1 si possano correre (magari proprio da questo autunno) per la prima volta nella storia della competizione motoristica regina, anche all’Autodromo del Mugello.
Nelle altre regioni dove si vota quest’anno confermati Zaia in Veneto, Toti in Liguria, Stefano Caldoro sfiderà De Luca in Campania, Raffaele Fitto invece Emiliano in Puglia. Situazione più complicata nelle Marche dove il Presidente uscente Luca Ceriscioli del centro-sinistra non si ripresenta e la sua coalizione ha scelto il sindaco di Senigallia Maurizio Mangialardi (PD) che sfiderà il candidato di FdI Francesco Acquaroli.
Anche nelle altre 6 regioni al voto nessuna chanche per i candidati del 5 Stelle, che vedono svanire definitivamente il sogno di divenire il terzo polo permanente della politica italiana.
Discorso a parte per la Valle d’Aosta dove si vota con legge proporzionale e poi si elegge il Presidente tra i 35 consiglieri eletti, regione dove tradizionalmente i partiti locali godono di un consenso molto forte, ma dove proprio nel 2018 la Lega aveva fatto cappotto con oltre il 37%. Risultato probabilmente ormai da incorniciare tra gli exploit del passato, anche nella piccola regione di tradizione francofona.
Il 20 e 21 Settembre sarà dunque “Election-Day” con il voto in tutta Italia per il Referendum confermativo sul taglio del numero dei parlamentari, dagli attuali 915 a 600.
Una consultazione popolare il cui esito appare scontato, anche se forse era meglio non accorpare un tipo di votazione così particolare, a delle elezioni amministrative con una forte valenza politica.
Alessandro Silvestri

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