Il processo costituente del partito democratico si è messo in moto. Il via è arrivato dai congressi dei Ds e della Margherita. Non sarà facile andare avanti ma sarà quasi impossibile tornare indietro. Il nuovo partito nascerà nel giro di uno o due anni. Intanto a livello locale, ad iniziare da queste elezioni amministrative, saranno fatte liste unitarie dell’Ulivo poi alle Europee del 2009 il battesimo del fuoco. In questi tre anni cambierà l’intero panorama politico italiano perché la novità del PD è davvero grossa e, proprio per questo, innescherà cambiamenti e reazioni a catena sul piano politico e su quelli delle alleanze e degli schieramenti. Prima novità: il più grosso partito della sinistra abbandona, questa volta davvero, il retaggio comunista e la lotta di classe. Mussi l’ha capito ed è questa la vera ragione per cui lascia. E’ una rivoluzione copernicana. Da domani sarà difficile anche per Berlusconi continuare a sbandierare verso il PD la bandiera dell’anticomunismo. Secondo cambiamento: si inverte una storica tradizione italiana, ci si unisce invece di dividersi. Questi due aspetti non mancheranno di far sentire i loro effetti su tutti gli altri partiti. A sinistra si assisterà alla nascita di un rapporto più stretto, vedremo poi quanto, fra tutti quei soggetti che si richiamano alla sinistra radicale. Nel contempo si rafforzerà il loro ancoraggio ai valori propri di una sinistra vecchia e tradizionale. A destra sarà difficile per i partiti della Casa delle Libertà non dare vita a forme di federazione o di vera e propria unità. Sul piano dei contenuti poi la battaglia ed il confronto salirà di tono perché dovrà spostarsi, proprio per l’abbandono di alcuni canoni classici della tradizione comunista, dal piano della propaganda a quello delle idee. Restano due incognite: il ruolo del centro, sul fronte del centro destra, e quello delle forze socialiste e laiche, su quello del centro sinistra. Sarà una partita molto dura perché, è inutile farsi illusioni, dal fronte della legge elettorale non verrà nessun aiuto ma solo ostacoli nel senso che sarà quasi impossibile riuscire a far passare una riforma in senso proporzionale della normativa esistente. Questo però non vuol dire che la partita sia persa in partenza. Se il centro cattolico e il fronte laico e socialista giocheranno bene la partita potranno avere un ruolo molto importante. Nessun dei due nascenti partiti-polo può infatti ragionevolmente pensare di arrivare da solo ad avere la maggioranza dei consensi. Entrambi dovranno ricorrere a delle alleanze. Proprio qui però è il pericolo maggiore. Una volta avviati questi processi di rinnovamento, PD da un lato, Partito delle Libertà dall’altro, a più d’uno verrà la tentazione di dar vita ad una grande coalizione, magari limitata nel tempo, per dare all’Italia quelle riforme strutturali che oggi coalizioni rissose e limitate nei numeri non riescono a far arrivare in porto.
Con il PD cambia tutta la politica italiana
Gli scenari possibili e la voglia nascosta di grande coalizione. Restano due incognite: il ruolo del centro, sul fronte del centro destra, e quello delle forze socialiste e laiche, su quello del centro sinistra.

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