La discussione che è avvenuta in Consiglio regionale sull’ interrogazione presentata dal Gruppo dei Comunisti italiani relativa al caso di Carla Carrillo, deceduta al Pronto Soccorso dell’ospedale Misericordia di Grosseto, oltre e precisare la dinamica dei fatti e a prospettare l’attesa dei risultati che verranno dalla commissione di inchiesta promossa dal Direttore Generale della ASL di Grosseto dr. Calabretta, è stata l’occasione per toccare la questione dell’organizzazione del Dipartimento di Emergenza ed Urgenza e sulle funzioni attribuite agli operatori medici ed infermieristici.
A fronte di ipotesi che stanno sempre più circolando anche in Regione Toscana in base alle quali la funzione di triage ( assegnazione dei codici di gravità da collegare ai casi di emergenza che si presentano al Pronto Soccorso degli ospedali) è da attribuire agli operatori infermieristici, i Comunisti Italiani sostengono invece che questa delicata funzione spetti al personale medico e precisamente al medico dell’ emergenza ed urgenza, che deve essere presente in ogni DEA- Pronto Soccorso di secondo e terzo livello (ossia negli ospedali generali di zona e nei presidi ospedalieri delle area vaste, Careggi , Siena Pisa).
Il vivace dibattito che c’è stato ieri in Consiglio Regionale con l’assessore al Diritto alla Salute ha riproposto l’attualità di questa discussione anche perché l’Assessore Rossi ha sostenuto che ormai in Europa si sta andando verso questa ipotesi, che prevede appunto la figura dell’infermiere professionale come figura portante per la funzione di triage.
Nel ribadire l’opinione diversa che sosteniamo come gruppo consiliare abbiamo anche sostenuto con determinazione la necessità che accatto alla figura del medico di emergenza ed urgenza al Pronto soccorso degli ospedali di secondo e terzo livello, si debba rafforzare il coinvolgimento degli operatori specialistici (traumatologi, chirurghi, ortopedici, ostetrici, rianimatori, cardiologi, medici internisti) nei casi che richiedono una valutazione ed un intervento assistenziale specifico.
Inoltre crediamo che sia matura la situazione per tradurre in fatti concreti alcuni indirizzi della programmazione regionale che attengono alla organizzazione territoriale dei punti di primo soccorso per la gestione dei casi di bassa criticità di urgenza.
Luciano Ghelli
Capogruppo PdCI
Firenze, 4 maggio 2006
Ufficio stampa
Susanna Bagnoli

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