Sempre più soli e in balia degli effetti devastanti che la lunga crisi economica riflette sulle singole comunità locali. Sempre più abbandonati al loro destino gli 8500 sindaci italiani forti del ruolo assegnato loro dalla elezione diretta da parte dei cittadini ma sempre più deboli e disarmati per far fronte ad ogni emergenza e quasi impossibilitati ad attuare le normali politiche dei gestione e di semplice manutenzione dei propri territori. Da anni scriviamo della solitudine di sindaci e assessori nella complicata conduzione quinquennale delle amministrazioni civiche, investiti da mille e più responsabilità attribuite dalla legge, frenati da una burocrazia cervellotica e asfissiante, e sempre più in difficoltà a far quadrare i conti visti i continui tagli e riduzioni di trasferimenti finanziari da parte dello Stato centrale. Certo non tutte le amministrazione pubbliche dello Stivale negli ultimi anni hanno brillato per efficienza, e moralità dei loro amministratori e funzionari ( sicuramente i fatti corruttivi smascherati negli scorsi mesi nelle grandi città hanno scosso l’opinione pubblica) ma di sicuro non è giusto e non è corretto far di tutta un erba e fascio con le migliaia di piccoli comuni che compongono il territorio nazionale che invece si battono onestamente e orgogliosamente ogni giorno per far funzionare le mense e i trasporti scolastici, per dare assistenza domiciliare agli anziani, per controllare e proteggere i propri territori contro la criminalità crescente e per assicurare centinaia di servizi di pubblica utilità. Nei giorni scorsi a Milano il presidente dell’Associazione nazionale comuni italiani, il sindaco di Torino Piero Fassino, ha incontrato i giovani amministratori italiani per cercare di motivare e sostenere una nuova classe dirigente locale che deve e dovrà far fronte nei prossimi anni alle difficoltà sempre più grosse alle quali vanno incontro le amministrazioni locali. E parlando proprio di temi di interesse generale per tutti gli amministratori dei Comuni italiani, Fassino ha ricordato che questi “sono anni che spesso ci rappresentano in modo caricaturale, enfatizzando isolati episodi di inefficienza in realtà locali per offuscare il fatto che più di 100mila amministratori opera ogni giorno con passione e trasparenza”. Ma non solo: “I Comuni – ha detto poi il presidente Anci – vivono ormai da anni in una tenaglia che li stringe tra aspettative, sempre più crescenti, e la riduzione delle risorse e degli strumenti a disposizione per potervi rispondere”. “Non c’è problema – ha continuato – che non investa le responsabilità di un’amministrazione comunale. Siamo i naturali destinatari di ogni aspettativa e ansia: da una crisi aziendale ai problemi di chi ha in casa anziani non autosufficienti, da chi ha problemi con asili e scuole a chi pretende a buon diritto una migliore qualità della vita e dell’ambiente. Per Fassino però “la centralità fondamentale dei Comuni non è così scontata nel Paese e non c’è un pieno riconoscimento di ruolo nell’opinione pubblica. Abbiamo quindi bisogno di riconquistare questa. Le politiche di questi anni hanno contratto la nostra possibilità di investimento. Siamo stati caricati di un onere e un peso maggiori rispetto ad altri livelli istituzionali. Dal 2010 al 2015 – ha ricordato Fassino – ai Comuni è stato chiesto per il risanamento dello Stato qualcosa come 17 miliardi di euro. Poi, fatta cento la spesa nazionale, quella dei Comuni è solo del 7,6% e sul debito incidiamo per il 2,5%. E’ evidente che il problema non siamo noi. Chiediamo quindi che si dia una definitiva autonomia ai Comuni e non si tratta di una richiesta corporativa ma un qualcosa di inevitabile perché i problemi dei cittadini li governa meglio chi è a loro più vicino”. “Sia chiaro, non chiediamo di spendere senza controllo o una facile finanza ma contribuire a risanare il Paese esercitando a pieno la nostra funzione”. E ancora autonomia fiscale, ugualmente “compressa e ridotta”, “autonomia ordinamentale, coerente con indirizzi, obiettivi e macroscelte ma basata sull’autonomia gestionale e flessibilità nelle scelte a seconda delle diversità dei territori e delle aspettative”.
Comuni senza soldi: “il problema del debito pubblico non siamo noi i tagli li abbiamo già fatti”
Info Cesare Mannucci
Direttore Responsabile ad interim, già Vice Direttore vicario di PensaLibero.it, svolge una intensa attività giornalistica da oltre 40 anni. Ha cominciato nel settimanale L’Eco di Milano e provincia, come collaboratore, per ricoprire poi incarichi di responsabilità come caposervizio, caporedattore sino alla condirezione dello stesso. E’ stato collaboratore esterno del quotidiano del pomeriggio La Notte (gruppo Rusconi Editore), e per oltre 24 anni giornalista al quotidiano nazionale Il Giorno (Eni e poi Poligrafici Editoriale) per il quale si è occupato di cronaca nera, amministrativa, sindacale e giudiziaria. Componente del Cdr de Il Giorno in qualità di fiduciario. E’ stato anche collaboratore del quotidiano della Cei, L’Avvenire e dell’Unione Sarda. Ha svolto, inoltre, intensa attività politica come Sindaco del comune milanese di Mediglia, Vicepresidente vicario del consiglio direttivo del Parco Agricolo del Sud Milano, per il quale è stato componente del consiglio d’amministrazione di Fedenatur la rete dei parchi periurbani della Comunità Europea (con sede a Barcellona) in rappresentanza della Provincia di Milano. Componente del comitato tecnico intercomunale per la trasformazione del Consorzio dell’Acqua Potabile di Milano (Cap) in società di capitali (Cap Holding SpA). E’ stato anche delegato per la Lombardia al congresso nazionale dell’ Associazione nazionale comuni italiani (Anci) del 1999 a Catania. Capo Segreteria a Milano di un noto europarlamentare (2016). Consigliere comunale all’opposizione a San Donato Milanese, cittadella che ospita Metanopoli e il quartiere generale dell’Eni (2017-2022). Da giugno 2022 Consigliere comunale di minoranza a Dresano (Mi). Dal 2023 al 2024 Responsabile della comunicazione di un conosciuto europarlamentare pavese. Direttore Responsabile de “Il Giornale dei Laghi” mensile della Gestione Navigazione Laghi-Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (dal luglio 2025)

Non parliamo dei sindaci che tagliano la sanità col mantra del ” non ci sono soldi” ma poi affidano consulenze milionarie sul sesso della foca monaca a figli, cugini e nipoti per non parlare delle società ” private” ( evidentemente private di qualsiasi scrupolo) in realtà al 100% di comuni, province e regioni che sono semplici assumifici di amici ed amici di amici!