Intitolare una via o un giardino di Milano a Craxi significa assolverlo
da tutte le accuse infamanti addossate allo statista politico Craxi da un
manipolo di giudici giustizialisti.
Craxi, per conservare la propria libertà, andò in esilio, ove continuò ad
amare l’Italia, la sua Milano, il Duomo e il cimitero di Musocco, dove sono
seppelliti i suoi genitori.
L’atto milanese sarà da stimolo per aprire una riflessione sulla vicenda
politica e umana dell’ex segretario del Partito Socialista Italiano, sia pure a
dieci anni dalla sua morte.
Craxi è stato un grande protagonista della storia politica italiana e la
lettura giustizialista, da parte del “Pool Mani Pulite” è sbagliata.
L’opportunità di rileggere la storia della prima Repubblica non è avvertita
solo dai socialisti, ma da tanti politici, pure avversari di Craxi oltre che da
studiosi della storia italiana.
L’opportunità di un esame della storia, relativa agli anni ottanta e novanta,
è avvertita anche da D’Alema leggendo quanto dichiarato in una trasmissione
televisiva le “Iene”.
D’Alema si definisce “un democratico e anche socialista” e avrebbe fatto un’
alleanza con Craxi se fosse stato per lui. Oggi si potrebbero dire cose alle quali un
tempo sarebbe stato assolutamente impossibile fare cenno.
Le dichiarazioni di D’Alema, alla trasmissione le “Iene”, chiariscono il
clima politico di quel tempo, quando il Partito Socialista Italiano
rappresentava per il PCI di Berlinguer la pecora nera da abbattere. Craxi ha
sempre mirato a riunire la sinistra per un’alternativa alla Democrazia
Cristiana. Se Craxi avesse voluto indebolire i comunisti, l’avrebbe fatto
andando a elezioni anticipate quando ci fu la scissione di Rifondazione
Comunista.
Anche De Mita propone una lettura tutta politica di Craxi.
Antonio Di Pietro e il comico Beppe Grillo hanno inscenato una manifestazione
di piazza per dire no alla proposta del Sindaco di Milano di intitolare una via
o un Giardino alla memoria di Craxi. Si è lamentato anche Borrelli dicendo che
Craxi è stato un latitante e non un esiliato.
Forse lo sconforto di Borrelli nel vedere scricchiolare tutta l’impalcatura
accusatoria e correre il rischio di rimanervi sepolti sotto le macerie delle
false accuse a Craxi, non gl fa distinguere la differenza sostanziale tra
latitante ed esiliato.
L’esito dell’esame storico delle vicende politiche e umane di CRAXI mai più
appagherà il suo sogno: TORNARE A MILANO, SOSTARE SULLA PIAZZA DEL DUOMO,
VISITARE LA TOMBA DEI GENITORI NEL CIMITERO DI MUSOCCO, PERCHE’ E’ MORTO IN
ESILIO.
CIO’ PREMESSO, INVITO I COMPAGNI SOCIALISTI AD ADERIRE AL COMITATO
NAZIONALE PER PORTARE LA SALMA DI CRAXI IN ITALIA, FARE UN FUNERALE DI STATO E
SEPELLIRLO ACCANTO AI GENITORI NEL CIMTERO DI MUSOCCO.
QUESTA E’ LA BATTAGLIA POLITICA E UMANA CHE I SOCIALISTI DEVONO
COMBATTERE E VINCERE.
Domenico Civitano – Responsabile del Comitato ( domenico.civitano@libero.it)

Solo un’aggiunta che considero importante dal momento che Syefano è un giovane: Craxi non era il segretario del mio partito.
Caro Stefano,
non so se sia necessario parlare ancora di Craxi. Però sono sicuro che non ti sfugge del valore emblematico della figura di Craxi.
E se parlare ancora di Craxi significa contribuire a diradare i misteri di una intera stagione, quella degli anni novanta, la mia risposta è si: è necessario parlare di Craxi e di molte altre cose.
Voi giovani avete altri problemi?
E’ vero. Ma è anche vero che quei problemi sono condizionati da ciò che avvenne in quegli anni oscuri. Qualcuno venne messo in galera giustamente, molti furono rovinati ingiustamente e molti altri (in Italia e all’estero) lucrarono politicamente ed economicamente. Rispetto alla torta di aziende pubbliche saccheggiate e di benefits conquistati grazie ai nuovi assetti politici e di potere da imprenditori che scatenarono SENZA RISPARMIO I GIORNALI DI CUI ANCORA SONO PADRONI, LE TANGENTI DI ALLORA E QUELLE CHE CONTINUANO ORA, sono bazzecole.
Capire tutto questo non interessa a voi giovani? Peccato se fosse veramente così, ma non lo credo.
Gentile direttore Cariglia,
ha ragione, il tono del mio intervento era sbagliato, scritto di impulso dopo aver visto e rivisto manifestazioni di buonismo ai Tg verso il compianto Craxi. D’accordo anche con chi dice che probabilmente è stato uno dei pochi a pagare.
Ma è così necessario parlare ancora di Craxi? E sottolineo la parola “necessario”. Io, insieme a tanti ragazzi, studiamo e facciamo ricerche scientifiche senza stipendio, probabilmente non avremo una pensione e dovremmo rimandare ancora il tempo per costruirci una famiglia. Mi voglio fermare qui perchè sarebbe lunga la lista delle cose che non vanno.
Quello che mi infastidisce è cercare la riabilitazione di un uomo che ha contribuito all’arretratezza dell’Italia, contribuendo alla formazione di un debito pubblico spaventoso.
Ed è per questo che sono e siamo arrabbiati perchè ci sarebbero tante cose da portare avanti, di cui discutere per migliorare questo Paese mentre i nostri rappresentati politici parlano di “vittima” riferendosi ad una persona che prendeva tangenti.
Non crede che questo sia un pericoloso messaggio per i più giovani, per chi crede nell’onestà? Funerali di Stato a chi ha preso tangenti? Mi perdoni ancora per il mio tono, ma è davvero difficile per me accettare tutto questo. Io credo che il pericolo sia in un diffondersi di un modus operandi e pensandi che privilegia la furbizia e la scaltrezza all’onestà e al senso civico.
Solo per fare un esempio di ciò che intendo: avrei preferito che ai Tg si ricordasse la nascita di Paolo Borsellino, nato appunto il 19 gennaio, piuttosto che la morte di Craxi.
Mio nonno socialista, lavorava per l’Avanti, nel 1923 fu assassinato dai fascisti, padre di 7 figli fu trovato morto per strada ucciso a randellate. E’ morto per i suoi ideali, quellli di giustizia e onestà! Si rivolterà nella tomba.
Lasciamo perdere Craxi che ha confessato il suo errore, unico fra molti che invece non sono stati incriminati e hanno continuato a fare politica.
L’errore della magistratura è proprio questo
limite, non averli presi e condannati tutti.
Se vogliamo ancora poter dire con onore di essere socialisti, lasciamo perdere Craxi e ricominciamo dai punti validi ed eterni del socialismo, giustizia sociale e onestà.
Non è necessario per essere dei buoni socialisti essere anche craxiani.
Anzi, anzi.
Caro Stefano,
Pensalibero accoglie tutte le opinioni: non le censura e, sopratutto, le rispetta.
Non pensi che sarebbe già un buon punto di partenza?
Quando leggo iniziative del genere capisco perchè i giovani sono sempre più lontani dalla politica. Quando si vogliono fare funerali di Stato a chi ha contributo (d’accordo non da solo) a creare quel baratro che l’Italia ancora oggi paga in termini di debito e di arretratezza economica non resta altro che andarsene da un Paese che ama chi lo distrugge.
Nel periodo di governo del tragico Caf (Craxi, Andreotti e Forlani) Il nostro debito pubblico è volato dal 60 al 120% del Pil, in dodici anni è raddoppiato il rapporto tra debito e prodotto interno lordo; di qui il macigno che tutt’ora grava sulle spalle del Paese e ne frena lo sviluppo, che ancora oggi paghiamo con 80 miliardi di Euro all’anno di soli interessi. Senza parlare dell’aumento dei costi delle opere pubbliche dovuto alle tangenti, scoperte grazie a Mani Pulite.
E’ chiaro che non era solo Craxi ad essere colpevole ma per favore non abbiate la sfrontatezza di dire con spavalderia che era un grande statista.
Se a noi giovani volete continuare a metterlo in quel posto, fatelo pure, non abbiamo i mezzi per fermarvi, ma almeno fatelo di nascosto.