Imposto da Napolitano, il nuovo governo può rapidamente prendere forma e forza propria. Se non viene soffocato in culla, finirà per rompere il ghiaccio formatosi in un ventennio di vecchia, rissosa e insopportabile politica. E sarà un’altra Italia.

Forse si è messo in moto un meccanismo che, sempre per lo stato di necessità, finirà per portare tutti ben oltre le intenzioni con le quali ognuno ha iniziato il viaggio. PD e PDL hanno dovuto fare buon viso a cattiva sorte. Molto più il PD del PDL. Bersani ha iniziato la campagna elettorale su una linea e ora si trova sulla linea esattamente opposta. Ha dovuto rinnegare l’alleanza a sinistra ricacciando Vendola all’opposizione, ha subito l’umiliazione di andare a mendicare l’appoggio dal M5S, ha bruciato le icone delle due anime del PD, Marini e Prodi, e poi ha dovuto ingollare il boccone amaro di una alleanza con il Cav. Berlusconi esce dalla vicenda quasi da vincitore. Lo volevano mandare all’opposizione e invece il suo partito si trova al governo. Certo, ha dovuto rinnegare una parte importante della campagna elettorale praticamente azzerando tutti i suoi falchi e rivalutando di fatto la maggioranza che sosteneva Monti (infatti è la stessa che ora sostiene Letta) ma indubbiamente ha vinto la partita ai punti. Il futuro però è gravido di insidie. Non solo per le attese sentenze giudiziarie. Le insidie maggiori vengono dalla politica e non a caso sono le stesse che pesano sul PD. Con Letta parte il tentativo, ma forse è qualcosa di più di un tentativo, di mettere la parola fine alla Seconda Repubblica. Sia che l’esperimento funzioni sia che non funzioni tutta una classe politica è stata di fatto pensionata.
Se il governo va avanti, il quadro politico futuro sarà completamente stravolto. Può davvero succedere di tutto. Secondo noi in positivo. La politica urlata e il muro contro muro andranno definitivamente in soffitta. Se non si dividono, PD e PDL dovranno cambiare natura. Non potranno più farci risentire la musica del nemico da contrastare a tutti i costi. Dovranno emergere nuovi vertici e nuovi leader. E questo potrebbe favorire non poco il PD che, rispetto al PDL, si trova un bel pezzo avanti.
Se il governo non va avanti, il Paese sarà travolto, letteralmente travolto, da un’ondata di qualunquismo e di demagogia. In questo momento è il pericolo maggiore. La vecchia classe politica potrebbe anche essere tentata di dare un colpo di coda in questa direzione quando si accorgerà che un derivato della durata di Letta è proprio la sua scomparsa. Sta a tutti noi tenere alta la guardia perché questo non avvenga.

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