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La squadra del sindaco…la decidono i partiti

di Cesare Mannucci | 5 Maggio 2013

La grande illusione di scegliere ed eleggere il sindaco della propria città si infrange subito a poche ore dall’elezione del primo cittadino.

elezioniPrimarie per la scelta del candidato sindaco, elezione diretta del primo cittadino, trionfo della democrazia. Ma la squadra del sindaco chi la decide? Naturalmente i partiti che hanno sostenuto il candidato vincitore tenendo conto del peso elettorale di ciascuna aggregazione e poi delle “competenze” degli aspiranti assessori. Fatta la legge, trovato l’inganno. Ecco le prime frustrazioni del “diario minimo” di un neosindaco eletto di qualsiasi comune italiano. Macroscopiche storture o inevitabili mediazioni della legge 81/93 di riordino delle autonomie locali? La grande illusione di scegliere ed eleggere il sindaco della propria città si infrange subito a poche ore dall’elezione del primo cittadino. Il frastornato neo-eletto è immediatamente subissato dalle pressanti richieste dei partiti politici e delle cosiddette liste civiche pronte a rivendicare per i loro accoliti l’agognata carica assessorile. Una guerra feroce per accappararsi gli importanti dicasteri comunali dell’Urbanistica, dell’Ecologia, dei Lavori pubblici, dei Servizi sociali, dell’Istruzione, Cultura, Sport e Tempo Libero. Sono questi i gangli vitali e i centri di potere dove si può esercitare in modo efficace il sotto-governo locale. Eppure la legge, nei suoi principi, ispiratori doveva garantire al sindaco la possibilità di scegliere autonomamente gli assessori, assicurandogli così la competenza, la professionalità e soprattutto la lealtà durante l’azione di governo quinquennale. Insomma la cosiddetta squadra dei tecnici che si sarebbe dovuta attenere scrupolosamente al programma votato dai cittadini e che si doveva confrontare con il consiglio comunale, espressione democratica e politica della volontà popolare. Ma i partiti, in terribile affanno agli inizi degli anni Novanta (l’epoca in cui fu varata la legge), “rinunciando” all’elezione del sindaco (in realtà sino al timido avvento delle primarie, il candidato veniva scelto in gran segreto dalle segreterie politiche dei partiti), non potevano rinunciare anche alla partecipazione diretta del governo locale. E allora la formazione della Giunta diventa il mercato delle vacche, con la scientifica applicazione del manuale Cencelli. I metodi di persuasione per il sindaco neo-eletto? Il semplice ricatto: “o prendi questa persona in Giunta, o al primo consiglio comunale ti sfiduciamo e te ne vai a casa”. O più morbidamente: “inizia a nominarlo assessore, poi al primo rimpasto lo revochi e lo piazziamo in qualche consiglio d’amministrazione di società pubbliche”. Come si vede la malapianta della partitocrazia è radicata fortemente anche in quelle leggi che oggi vengono prese a modello per riformare il sistema elettorale nazionale. E’ necessario da subito modificare anche l’elezione diretta del sindaco, introducendo innanzitutto l’indicazione del ticket di sindaco e vicesindaco. I due candidati prima di andare alle urne, oltre alla presentazione del programma dovranno rendere da subito pubblico l’elenco dei nomi e delle competenze dei potenziali assessori che li accompagneranno durante il mandato, indipendentemente dal numero di seggi che i partiti otterranno dal consenso popolare.

Pubblicato in : Primo piano

Info Cesare Mannucci

Direttore Responsabile ad interim, già Vice Direttore vicario di PensaLibero.it, svolge una intensa attività giornalistica da oltre 40 anni. Ha cominciato nel settimanale L’Eco di Milano e provincia, come collaboratore, per ricoprire poi incarichi di responsabilità come caposervizio, caporedattore sino alla condirezione dello stesso. E’ stato collaboratore esterno del quotidiano del pomeriggio La Notte (gruppo Rusconi Editore), e per oltre 24 anni giornalista al quotidiano nazionale Il Giorno (Eni e poi Poligrafici Editoriale) per il quale si è occupato di cronaca nera, amministrativa, sindacale e giudiziaria. Componente del Cdr de Il Giorno in qualità di fiduciario. E’ stato anche collaboratore del quotidiano della Cei, L’Avvenire e dell’Unione Sarda. Ha svolto, inoltre, intensa attività politica come Sindaco del comune milanese di Mediglia, Vicepresidente vicario del consiglio direttivo del Parco Agricolo del Sud Milano, per il quale è stato componente del consiglio d’amministrazione di Fedenatur la rete dei parchi periurbani della Comunità Europea (con sede a Barcellona) in rappresentanza della Provincia di Milano. Componente del comitato tecnico intercomunale per la trasformazione del Consorzio dell’Acqua Potabile di Milano (Cap) in società di capitali (Cap Holding SpA). E’ stato anche delegato per la Lombardia al congresso nazionale dell’ Associazione nazionale comuni italiani (Anci) del 1999 a Catania. Capo Segreteria a Milano di un noto europarlamentare (2016). Consigliere comunale all’opposizione a San Donato Milanese, cittadella che ospita Metanopoli e il quartiere generale dell’Eni (2017-2022). Da giugno 2022 Consigliere comunale di minoranza a Dresano (Mi). Dal 2023 al 2024 Responsabile della comunicazione di un conosciuto europarlamentare pavese. Direttore Responsabile de “Il Giornale dei Laghi” mensile della Gestione Navigazione Laghi-Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (dal luglio 2025)

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