
Ha fatto scalpore, qualche mese fa, la notizia che i cinesi avevano allestito un ospedale in tempi da record per far fronte alle esigenze di posti letto per i malati di coronavirus nella città di Wuhan. Ma non sono stati i primi. Nel 1767 durante una delle tante epidemie che circolavano in Italia e in Europa, gli organi sanitari del Granducato di Toscana cominciarono ad organizzarsi per una eventuale recrudescenza dell’epidemia.[1] Avvicinandosi l’estate si temeva una ricomparsa della malattia e gli organi sanitari del Granducato di Toscana pensarono di porvi un rimedio. Il timore, molto giustificato, è che gli ammalati delle zone intorno a Firenze si riversassero tutti sull’ospedale di Santa Maria Nuova, confermando il detto, un po’ malizioso, secondo il quale “a S. Maria Nuova chi non ha male ve lo trova”, e lo portassero al collasso.
Allora si decise di attivare quattro nuovi ospedali decentrati intorno a Firenze: si inizia con il vecchio lazzeretto di Savignano, poi altre strutture vengono reperite nella villa dei monaci di Badia alle Campora (destinato al ricovero delle donne), nel convento dei padri a Borgo San Lorenzo e l’ultimo ospedale viene allestito nell’oratorio della Madonna del Giglio a Montevarchi. Questi ambienti, vinte le resistenze degli enti proprietari, sono attrezzate di tutto il necessario per il ricovero dei malati nel giro di soli otto giorni. Leggi tutto: https://larno.ilgiornale.it/2020/05/06/come-ti-avvio-un-ospedale-in-otto-giorni-correva-lanno-1767/

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