Ne hanno scritto e detto di cotte e di crude. Radicali, socialisti liberali forzisti e altri polivalenti e variopinti esponenti politici, intellettuali, noti ediorialisti della carta stampata e dei media. E ora anche gente comune che si esprime sui social a casaccio e sgangheratamente. E quello che viene in mente si scrive, si butta là, senza riflettere. E’ il meglio dei social, bellezza.
Si sono stracciate le vesti per adeguarsi ad aforimi volteriani, François-Marie Arouet per gli amici, uno in particolare che recita:
“È meglio rischiare di salvare un colpevole, che condannare un innocente“. Tutti garantisti, tutti contrari agli arresti preventivi.
Meglio sarebbe una magistratura obiettiva e competente che sappia riconoscere colpevoli e innocenti e dia loro la giusta collocazione. In tempi giustamente brevi evitando punizioni preventive. Ma sembra diventata un’utopia.
“Comunque i reati contestati sono gravissimi e credo basati su fatti. Discutibili i magistrati ma questa è ormai consuetudine e purtroppo strumento politico”. Ma, nonostante ciò e ammettendo che alcuni magistrati agiscono con intenzioni politiche, li hanno già giudicati colpevoli.
“No mi dispiace informatevi meglio sullo schifo e le intercettazioni dimostrano chi sono veramente costoro” Ci si chiede come possono conoscere le intercettazioni.
“Diciamo che saranno tutte calunnie ma è curioso che i soldi destinati a Save the Children siano finiti sui conti di Renzi, che le false fatturazioni ricadano sui genitori, che i soldi destinati ai terremotati siano finiti nelle disponibilità del Monte dei Paschi…..Certo non metto in dubbio che la famiglia Renzi sia di specchiata onestà finché non venga provato il contrario, ma qualche dubbio è legittimo…..” Si arriva ad ammettere questo paradosso.
Appunto, qualche dubbio. li conosco per motivi indipendenti dalla politica e dagli affari, e ho visto una famiglia meravigliosa. Certo la mano sul fuoco non posso metterla. Non la metterei neppure su mio fratello. Ma neanche mi va di condannarli a priori, per tutte quelle nefandezze di cui si sente parlare. Dunque al momento li ritengo innocenti. Con il cuore, per amicizia, ma anche con la mente.
Chissà perchè mi sovvengono due figure lontanissime fra loro nel tempo e nella fattispecie. Giordano Bruno e Enzo Tortora, che ha aperto, anzi spalancato i portoni degli errori giudiziari e, poi, forse Bettino. Per l’invadenza della magistratura nella politica. E poi il Cavaliere, ex, in verità.
Ah, sì, ecco, subito l’obiezione. “Non è successo soltanto a loro”. E si ricorda il figlio che faceva un po’ il castigamatti, dallo scranno di Palazzo Chigi. Qualcuno sostiene, addirittura, che hanno avuto un trattamento di favore. Forse avrebbero dovuto metterli in un carcere di massima sicurezza a 41 bis.
Evidentemente non hanno trovato nulla di sostanzioso per buttare fango su di lui. E incriminarlo. Viene trattato, sì, in modo inverecondo, ma, d’altra parte questo lo facciamo un po’ tutti anche con i governanti attuali. E non dovremmo farlo, e lo dico a me stessa. Ma, si sa, chi tocca i fili muore.
Ma oggi sono loro che subiscono il linciaggio morale e psicologico, e a loro dedico questo mio sostegno a tutto campo. Perchè, anche se fossero colpevoli, sono certa che hanno già cominciato a pagare abbastanza.
Forza Lalla, forza Tiziano.
L’autodifesa.
“E fosse anche l’ultima cosa che faccio combatterò fino all’ultimo giorno per vederla affermata. Sto per arrivare ai 70 anni: non pensavo di passare in tribunale la mia vecchiaia ma lo farò a testa alta perché io conosco la verità.
Non entro nel merito del procedimento.
Né della enormità della misura degli arresti domiciliari. Non vi dico come stiamo a saperci trattati come delinquenti, esposti tutti i giorni sui Tg e sui media, insultato sui social. Siamo rappresentati come criminali, i criminali più pericolosi d’Italia.
Mi sembra un incubo allucinante.
Mi dicono: confessa e ti faranno uscire. Non posso confessare ciò che non ho fatto.
Noi non abbiamo commesso i fatti per i quali siamo privati della libertà.
Carla Ceretelli

al popolo cattolico apostolico romano piaceva non solo la gogna ma anche le decapitazioni e i roghi. tutta le gente di tradizionale fede, quindi ai revolussionari desinstra, bisogna ogni tanto dare in pasto qualcuno. Tutti sappiamo chi sarà il prossimo.