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Colle: Salvini brucia la candidatura di Draghi e Mattarella resta in campo per il bis

La riproposizione del nome di Mario Draghi a Presidente della Repubblica da parte della Lega costituisce -nei fatti- una candidatura di parte, comprensibilmente inaccettabile per il Partito Democratico ed il Movimento 5 Stelle.

di Daniele Marchetti | 23 Maggio 2021

Nel giorno in cui il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella conversando con alcuni alunni ribadisce con forza la sua intenzione di voler abbandonare il Quirinale alla scadenza naturale del settennato, Matteo Salvini torna a proporre la candidatura dell’attuale Presidente del Consiglio Mario Draghi.

Una candidatura che, nei giorni scorsi, il leader leghista (seguito a stretto giro di posta dal Ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta) aveva già avanzato in contrapposizione al fronte che, da tempo, perora la causa della riconferma di Sergio Mattarella. Un fronte sempre più folto e nel quale possono essere annoverati, per espressa dichiarazione,  sia l’ex Premier Giuseppe Conte che la Ministra Mara Carfagna.

Ma è credibile la proposta (fatta in questo modo, ed in certe occasioni le forme sono piena sostanza) del Capitano lumbard?

Assolutamente!

Ed i motivi sono presto detti. Innanzitutto perché la permanenza di Mario Draghi a Palazzo Chigi oltre a costituire una garanzia -preziosa- per tutti gli italiani rappresenta una certezza di competenza ed affidabilità per l’Europa finanziatrice -non lo si dimentichi mai- dell’indispensabile piano di rinascita per l’Italia: il cosiddetto PRNN.

Secondo perché, lo si voglia o no, la riproposizione del nome di Mario Draghi a Presidente della Repubblica da parte della Lega costituisce -nei fatti- una candidatura di parte, comprensibilmente inaccettabile per il Partito Democratico ed il Movimento 5 Stelle (che in Parlamento hanno la maggioranza dei voti).

Terzo perché, come ha esplicitato la stessa leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, il trasloco di Mario Draghi da Palazzo Chigi al Quirinale aprirebbe il rebus delle elezioni anticipate; argomento tabù per la maggior parte dei parlamentari di prima nomina (che non avrebbero maturato ancora il diritto al “vitalizio”). Ma anche, più prosaicamente, argomento delicatissimo che aprirebbe qualche gigantesco problema con l’Europa, sempre per quelle “garanzie politiche” insite nell’Esecutivo e, soprattutto, nella persona di Mario Draghi.

Insomma nel giorno in cui Sergio Mattarella ripete di non volerne sapere di una riconferma due sono i fatti di cronaca politica da registrare: 1) la Lega ha definitivamente bruciato il nome di Mario Draghi per il Colle, 2) la corsa si riapre e tutti i giocatori (meno il Presidente del Consiglio) rientrano in campo; Sergio Mattarella in primis.

Daniele Marchetti 

Pubblicato in : #Pensalibero24, SituazioneTag: 5 stelle, amministrazione, draghi, elezioni, lega, mario draghi, meloni, movimento, palazzo chigi, parlamento, partito democratico, presidente del consiglio, presidente della repubblica, repubblica, rinascita

Info Daniele Marchetti

Nato a Lucca nel gennaio 1965, sposato e padre di un furetto di nome Filippo, risiede a Firenze. Laureato in Scienze Biologiche, specializzato in Epistemologia presso l’Università degli Studi di Pisa e perfezionato in “Bioetica e Biotecnologie” all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, dal 1997 è abilitato alla professione di Biologo e dal 2003 è giornalista iscritto all’Ordine della Toscana e Direttore di alcuni periodici lucchesi. Già ricercatore presso l’Università degli studi di Firenze e titolare di una borsa di ricerca del Ministero degli Affari Esteri (bandita dall’Istituto Agronomico per l’Oltremare), nel 2000 ha pubblicato per lo Studio Editoriale Fiorentino (S.E.F.) il volume “L’Italia delle Agro-Biotecnologie”. Appassionato da sempre di politica (quella pensata più di quella “realizzata”), nel 2001 entra in Consiglio regionale della Toscana come funzionario e nel 2009 guida, con la carica di Dirigente, una Segreteria Istituzionale. Dal 2010 ha rivestito l’incarico di Responsabile dell’Ufficio stampa di un influente Gruppo consiliare.

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