Le sue sorti sono in mano al Grande Ufficiale Luigi Abete, figlio di editori beneventani. Più che imprenditore, un rappresentante corporativo.

Le sue sorti sono in mano al Grande Ufficiale Luigi Abete, figlio di editori beneventani. Più che imprenditore, un rappresentante corporativo.

Studi tra Bologna, Firenze e Mosca.Già attore negli ’80, giornalista dal 1990, blogger dal 2005. Consulente UE dal 1997. Sindacalista della comunicazione, già membro della commissione sociale Ces e del tavolo Cultura Digitale dell’Agid. Creatore della newsletter Contratt@innovazione dal 2010. Direttore di varie testate cartacee e on line politiche e sindacali. Ha scritto Former Russians (in russo), Letture Nansen di San Pietroburgo 2008, Dal telelavoro al Lavoro mobile, Uil 2011, Digital RenzAkt, Leolibri 2016, Renzaurazione 2018, Smartati, Goware 2020,Covid e angoscia, Solfanelli 2021, Il Male assoluto sullo schermo 2022.

cari signori il problema e’ un’altro il sig. abete dice che tutto questo serve come servizi x attirare le produzioni estere e rilanciare il cinema, nello stesso tempo sta spacchettando tutti i dipendenti fuori da cinecitta’ come e’ possibile produrre dentro cinecitta’ senza un operaio, la sua intenzione e’ di utilizzare quei 400000 metri cubi di cemento che non centrano nulla con cinecitta’ per attirare turisti ospitarli nel suo alberghetto fargli spendere i soldi nei negoziucci e navette in quantita’ che fanno cinecitta’ parco a tema pontina, tipo valmontone solo che le navette partono dalla stazione termini. ( chi vuole prendere x il culo? ) grazie