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Cinecittà muore? La Film Commission fa festa

di Giuseppe Mele | 10 Maggio 2015

Anni fa l’industria audiovisiva laziale fatturava 3 miliardi con 2.500 imprese e 80mila lavoratori. Ad aprile l’industria cineTv lombarda ha superato con quasi 6 miliardi quella laziale.

 

Stridono per contraddittorietà le notizie attorno al cinema, settore che la Regione Lazio vanta come seconda industria del territorio. Un’affermazione che dipende da come si calcolano fatturati ed addetti. Anni fa l’industria audiovisiva laziale fatturava 3 miliardi con 2.500 imprese e 80mila lavoratori, contando su fatto che il 63% dei film europei viene da 4 capitali: Parigi, Londra, Roma e Berlino. L’audiovisivo europeo fattura 107,4 miliardi per 1,2 milioni di posti di lavoro concentrati in Italia, Francia, UK, Spagna e Germania.

 

La Cna che ha costituito recentemente il suo coordinamento del cinema e dell’audiovisivo (Industria Roma) affiancandolo al distretto Ict&audiovisivo di Confindustria, parla ora di 1.500 imprese, 55mila addetti e 200mila di indotto, cumulando però cinema, Tv con il web. Ad inizio aprile la Fondazione Lombardia Film Commission ha annunciato che l’industria cineTv lombarda ha superato con quasi 6 miliardi quella laziale che manterebbe però più occupazione, ricalcolata a solo 15mila lavoratori. L’audiovisivo laziale è secondo, nel contesto del crollo delle attività produttive; vale a dire che cala meno di altri settori.

 

Le recenti produzioni Spectre – 007, Ben Hur e Zoolander 2 dimostrano che Roma resta un sito di grande attrazione. A riguardo, la Regione Lazio, nel convegno del 24 u.s, ha enfatizzato il ruolo positivo dei 15 milioni di contributi annui (lg. regionali 2\2012 e 7\2013) e della sinergia tra la Fondazione Film Commission Roma Lazio e gli assessorati Sviluppo Economico, Formazione e Cultura.

 

La Film Commission ha sede nella storica sede di Cinecittà a Tuscolana, proprio il luogo dove tutte le belle speranze scompaiono. Qui la IEG di Abete, tra lavoratori cassintegrati in via di licenziamento, altri di ritorno dalla multinazionale Deluxe e destinati alla cassa e cento in solidarietà, ha ribadito al Mibact, l’intenzione di procedere al progetto alberghiero che due anni fa provocò l’occupazione degli studios. Abete, mentre cerca 2500 nuovi addetti per il Cinecittà Park, costruito dove erano i Dino studios, ritiene indispensabile licenziare almeno 50 lavoratori. In soldoni, il settore tira, i film si fanno, ma il lavoro viene meno. Nemmeno sembrano utili, a fermare l’emorragia, gli sforzi ministeriali che si traducono in nuovi favori all’IEG, come 7 milioni di investimento, la rateizzazione in 8 anni del debito di 5 milioni nei confronti dell’Istituto Luce ed i contributi Inps a fronte di 110 contratti di solidarieta’.

 

“Salviamo Cinecittà” sembra non finire mai. Pochi giorni fa l’associazione Anica si è affiancata ai sindacati per chiedere chiarimenti alla competente Commissione Parlamentare. In particolare sul progetto, presente in un indirizzo Mibact, della Rai che avrebbe dovuto entrare nei Cinecittà Studios, durante il periodo della bonifica di altre sue sedi. In realtà anche questo progetto “non avanza, né se ne formulano altri”. La Film Commission del presidente Sovena, dei consiglieri Siciliano e De Nardo e della direttrice PRIARONE, gli assessori, la  Fondazione Cinema per Roma della presidentessa Detassis dovrebbero verificare quale sia l’esito di tanti sforzi e buoni progetti.

 

Oltre a felicitarsi per il buon esito degli incentivi, per i progetti formativi di CineCampus Masterclass e Torno Subito, per l’ABC Arte Bellezza Cultura, per l’Italian Film Boutique, per il CRC Coproduction Meetings (piattaforma di coproduzione con le film commission d’Ile de France Parigi, Berlin-Brandenburg e Comunidad de Madrid), per il “Casa tua diventa un set”, per i set ecologici e le missioni in Marocco, Brasile, Cuba e Argentina, potrebbero verificare chi sia meritevole di una targa commemorativa.

Il presidente Sovena, appena premiato dal BA Film Festival 2015 – BAFC, potrebbe doverne consegnare una all’ultimo lavoratore professional di Cinecittà, futuro animatore dell’omonimo Luna Park.

Pubblicato in : Primo piano

Info Giuseppe Mele

Studi tra Bologna, Firenze e Mosca.Già attore negli ’80, giornalista dal 1990, blogger dal 2005. Consulente UE dal 1997. Sindacalista della comunicazione, già membro della commissione sociale Ces e del tavolo Cultura Digitale dell’Agid. Creatore della newsletter Contratt@innovazione dal 2010. Direttore di varie testate cartacee e on line politiche e sindacali. Ha scritto Former Russians (in russo), Letture Nansen di San Pietroburgo 2008, Dal telelavoro al Lavoro mobile, Uil 2011, Digital RenzAkt, Leolibri 2016, Renzaurazione 2018, Smartati, Goware 2020,Covid e angoscia, Solfanelli 2021, Il Male assoluto sullo schermo 2022.

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