
La scorsa settimana il presidente cinese Xi Jinping ha nominato il nuovo capo della Commissione di ispezione disciplinare della Commissione militare centrale, ovvero il massimo organo di anticorruzione legato all’esercito (PLA). Si tratta di Zhang Shuguang, che ha assunto anche il ruolo di direttore del comitato di supervisione della Commissione militare centrale. La televisione statale cinese ha inoltre riportato della promozione del generale Wang Gang alla guida dell’Aeronautica del PLA. I due annunci sono arrivati dopo anni in cui molte figure di spicco dell’esercito sono cadute in disgrazia a causa della campagna anticorruzione, che ha colpito tra gli altri due ex vicepresidenti della Commissione militare centrale (Chang Youxia e He Weidong) e due ex ministri della difesa, Li Shangfu e Wei Fenghe, questi ultimi condannati a morte con la condizionale.
Secondo gli osservatori, anche l’attuale ministro della Difesa Dong Jun e il capo del Comando del Teatro Centrale del PLA, Han Shengyan, potrebbero ricevere presto una promozione e diventare membri della Commissione militare centrale. Il segnale sarebbe arrivato durante la cerimonia per i 105 anni del Pcc della scorsa settimana, quando sono stati visti per la prima volta al fianco di altri vertici dell’esercito.
Stretto di Hormuz, l’Iran applicherà alla Cina trattamento di favore
L’Iran applicherà “tariffe di servizio” “speciali” alle navi cinesi che utilizzano lo Stretto di Hormuz. Lo ha annunciato l’ambasciatore iraniano Pechino, Abdolreza Rahmani Fazli, secondo il quale la Repubblica popolare potrebbe ricevere un trattamento “speciale” in quanto nazione “amica”. “La visione del [Guida Suprema Mojtaba Khamenei], così come quella del nostro leader martire [Ali Khamenei], riguardo alle relazioni tra Iran e Cina è stata positiva, attiva e di sostegno”, ha dichiarato Fazli in occasione del Forum Mondiale per la Pace, organizzata dalal Tsinghua University nel weekend. Fazli ha ribadito che Teheran non ha intenzione di imporre pedaggi, ma addebiterà “tariffe di servizio” – che, a suo dire, non violerebbero il diritto marittimo internazionale – “con la partecipazione dell’Oman”. In questa eventualità “prenderemo sicuramente in considerazione privilegi speciali per i paesi amici, soprattutto quelli che ci sono stati vicini durante le difficili condizioni del periodo bellico”, ha aggiunto. Nella giornata di venerdì il ministero degli Esteri cinese ha auspicato “un rapido ripristino del passaggio sicuro e senza ostacoli attraverso lo stretto serve agli interessi di tutte le parti”.
Cina, la portaerei Fujian la prima al mondo dotata di un sistema antisiluro?
La Fujian, la terza portaerei della Marina dell’Esercito popolare di liberazione cinese (PLA) entrata in servizio a novembre 2025, sarà probabilmente dotata di un sistema antisiluro (ATT) che la renderà in grado di neutralizzare gli attacchi dei sottomarini più avanzati al mondo, come gli americani Seawolf e SSN(X). Lo ha riportato una rivista militare cinese, citando le caratteristiche dei lanciatori di siluri leggeri presenti sulla Fuijian, che differiscono da quelli delle altre due portaerei cinesi Liaoning e Shandong. La Fujian sarebbe così anche la prima portaerei al mondo dotata di un sistema ATT simile, che le farebbe “raggiungere livelli di eccellenza a livello mondiale in termini di precisione di rilevamento, affidabilità di neutralizzazione e integrazione di sistema”, si legge nell’articolo, visto che il sistema sarebbe in grado di consentire alla nave manovre pressoché istantanee e di garantire la distruzione dei siluri nemici con un singolo colpo.
Cina, pubblicata bozza di legge sulla censura online
L’autorità cinese di regolamentazione di internet (CAC) ha pubblicato una nuova bozza di legge per revisionare le misure sui servizi internet, che formano il fulcro del sistema di censura online in vigore in Cina da oltre 26 anni. Secondo l’esperto Henry Gao, i cambiamenti significativi sarebbero soprattutto due: il passaggio dalla responsabilità delle piattaforme alla responsabilità dei singoli utenti, colpendo così direttamente chi produce o condivide contenuti proibiti; e la possibilità di perseguire legalmente chi diffonde contenuti vietati – che minano la sicurezza nazionale o gli interessi cinesi – anche al di fuori del territorio della Repubblica popolare. Pechino starebbe quindi rivendicando formalmente il diritto di applicare le norme di censura nazionali oltre i propri confini, riservandosi la possibilità di perseguire chi ha pubblicato contenuti anti-cinesi, anche sui social occidentali, una volta che quell’individuo entrerà eventualmente nella Repubblica popolare.
Un esempio del rafforzamento del sistema censorio si è potuto osservare anche negli ultimi giorni. A seguito dello schianto di un aereo sulla CITIC Tower di Pechino dello scorso 26 giugno, le autorità hanno cancellato da internet ogni singolo riferimento all’incidente che non provenisse da fonti statali. Come riportato da China Media Project, non si tratta di una prassi così comune per il Pcc: è il risultato di un progressivo rafforzamento del controllo sull’informazione (ri)cominciato durante l’era Xi Jinping.
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