Berlusconi non ce l’ ha proprio fatta a compiere l’ ennesimo miracolo elettorale. Ha combattuto da vecchio leone, ma i voti non sono arrivati e si è fermato ben sotto il 10 per cento. Tante preferenze per lui e pochi consensi per il partito. Nonno Silvio andrà in Europa e per lui è una bella rivincita, ma, come era prevedibile, Forza Italia è implosa. Tutti contro il cerchio magico che lo tiene prigioniero. Il primo a prendere le distanze è stato il governatore della Liguria,Toti. Ha già il nuovo simbolo pronto, ed una assemblea convocata per il 6 luglio a Roma. Il grande successo di Salvini ha lasciato senza casa gli elettori moderati, come ancora vengono definiti anche se la vulgata non è esatta. Dipende cosa ha in mente di fare. Se Toti vuole solamente creare una costolina al fianco di Salvini chiuderà bottega in breve tempo; se invece il progetto è di più grande respiro per la nascita di una formazione liberal popolare, allora la prateria è vasta. I tempi della politica si stanno accorciando e il voto è sempre più liquido, e quindi ha fatto bene il governatore della Liguria ad affrettarsi. Mentre sbagliano Calenda e Renzi a vivacchiare aspettando Godot. Renzi farà l’ ennesima Leopolda in autunno, ma potrebbe essere fuori tempo massimo. La Chiesa e il voto cattolico stanno a guardare, con molti contro Salvini, ma molti altri a favore di Salvini. Sicuramente gli elettori non sceglieranno soluzioni di serie c. Di quelle hanno piene le scatole.
Roberto Caputo


Analisi precisa saggia e condivisibile. Da anni, dopo l’uscita da Forza Italia perchè non condividevo la scelta del PDL, auspico la formazione di cui parli. Peccato che Toti senza Berlusconi non sarebbe nessuno. Deve tutto a lui. E non riesco a tollerare l’irriconoscenza. Un caro saluto.
Carla