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Chiude tra gli applausi, la stagione della Camerata Strumentale città di Prato

di Enrico Martelloni | 14 Aprile 2013

Chiude Trionfalmente con l’ottavo concerto diretto da Alessandro Pinzauti, la prolifica stagione della Camerata Strumentale della Città di Prato. 

BeethovenChiude Trionfalmente con l’ottavo concerto diretto da Alessandro Pinzauti, la prolifica stagione della Camerata Strumentale della Città di Prato.  In memoria di Piero Bellugi, come lo stesso direttore ha voluto ricordare al folto pubblico del Politeama, che giovedì sera 11 aprile, ha applaudito fin quasi all’ovazione il maestro Pietro De Maria. Era giusto il tributo al celebre virtuoso. Pochi mesi prima della scomparsa, avvenuta il 10 giugno 2012, aveva diretto l’orchestra pratese. Il suo contributo alla Camerata è stato di fondamentale importanza anche per il suo successo fin ad oggi consolidato. Programma alla mano, l’incipit serale è toccato a De Maria e al concerto numero 4 in sol maggiore opera 58 per pianoforte ed orchestra di Beethoven. E’ per me un mistero quell’attimo che congiunge l’avvio artistico, con l’attesa partecipazione creativa che pervade l’anima, prima che l’ascolto in sala. Trovare quel tocco che scioglie il limbo dei dubbi nel morbido avvio del concerto, questo, per pianoforte, dove l’orchestra ha ricevuto quasi uno standing ovation alla conclusione del vivace rondò, ha dell’arcano. A quest’appuntamento, complice, protagonista, De Maria, veneziano per nascita, colmo di riconoscimenti internazionali. Il quarto concerto in sol maggiore, apre con la morbidezza di una prima intima idea, tessuto armonioso che l’orchestra raccoglie e sviluppa nell’Allegro del primo movimento, seguita dall’evoluzione solista del pianoforte. E’ un concerto importante, scritto dal genio di Bonn, fino a quel momento influenzato dall’esempio di Mozart, e dedicato all’Arciduca Rodolfo. Il ruolo del pianoforte si compenetra all’orchestra sinfonica. Debutta una espressine organica, non più solistica del concerto per pianoforte, e manifestamente evolve, dai primi concerti fino all’ultimo, il quinto, secondo una varietà dei climi spirituali ricercati, che l’ispirata opera 58, testé, espone. Le triomphe, se enfatizziamo l’avvenimento, lo ha giustificato il pubblico, in parte alzatosi in piedi, mostrando plaudente prova, consapevole dell’esecuzione del maestro De Maria. Termina la prima parte, tre fuoriprogramma: una Mazurka, un Siciliano, e dalle Stagioni di Cajkovskij, l’autunno; offerta del riconoscente pianista. La seconda, invece, è il saluto dell’orchestra in omaggio al suo pubblico. Tributo degno per ogni platea, loggione e galleria: la quinta Sinfonia di Piotr Ilijc Cajkovskij. Per la bacchetta del suo direttore, Alessandro Pinzauti ecco, una delle più belle creazioni del compositore russo, dai colori timbrici e suggestivi valori poetici.  Gioia, tragedia, e inquietudine, sgorga dalla vena della quinta sinfonia, non apprezzata dal pubblico di San Pietroburgo al suo debutto nel 1888 e che, dopo la morte del musicista, ottenne giusto riconoscimento. Si apre, allora, con l’Andante, il tema ricorrente del destino che percorre nei differenti contrasti espressivi tutta l’opera. E’ il corno, ispirato da evocata bellezza, che accompagna il secondo movimento. Segue un Waltzer nel terzo. Questo, appare sofferto, a tratti, disteso e sereno. Il Finale, ripercorre trasfigurato il sentimento poetico del maestro con gran ritmo e suggestione, ma incompleto di libera espressività che il movimento dell’Andante cantabile, invece, ritrova nell’esposizione del corno. Applausi, perciò, a questo solenne strumento e agli altri, indicati dal direttore Pinzauti in conclusione di serata. A Tutti, poi il mio saluto e riconoscimento di scriba. In alto gli schiocchi di mano, dunque, per auspicio a nuovi successi.

Pubblicato in : Musica

Info Enrico Martelloni

Fiorentino di nascita ma senese d’adozione, disegna su qualsiasi elemento gli capiti in mano, passando da una vignetta pungente ed irridente ad un ritratto del proprio interlocutore con estrema naturalezza. Nasconde una profonda sensibilità ai temi ucraini, ben raccontati su questo sito.

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