
Inizia così la lettera aperta appena consegnata all’arcivescovo di Firenze Giuseppe Betori. Una lettera che potrà essere sottoscritta dai fedeli sino a domenica 16 settembre 2012 nelle parrocchie e nelle comunità religiose di don Fabio Masi, parroco di Paterno a Bagno a Ripoli (Provincia di Firenze), don Alessandro Santoro, prete delle Piagge (Firenze), don Giacomo Stinghi, parroco della Madonna della Tosse (Firenze), e suor Stefania Baldini, domenicana di Prato. Persone assai diverse ma unite, oltre che dall’appartenenza alla Chiesa cattolica, dall’impegno sociale diretto, «su campo», che spiegano, «che i tempi erano maturi», quantomeno per sollevare questo problema.
Perché, come ricorda la lettera aperta, già sottoscritta da numerosi fedeli, “Noi, e insieme a noi anche teologi, vescovi e laici cristiani, non ci riconosciamo in quell’analisi che traspare dagli articoli di ‘Toscana Oggi’. Quello che ha portato ad un cambiamento radicale nella comprensione dell’omosessualità è stato un tragitto importante. […] In questi ultimi anni è maturato un modo di comprendere l’omosessualità radicalmente diverso, che ormai, con varie sfaccettature, è accettato da quasi tutti. Si parla dell’omosessualità come di un elemento pervasivo della persona che la caratterizza nella sua profonda identità e le fa vivere la sessualità in modo ‘altro’. E’ importante che la Chiesa riconosca positivamente il cammino della scienza nella conoscenza dell’uomo e non dichiari verità assolute quelle che poi dovrà riconoscere errate, come è accaduto in passato. Questi fatti ci inducono a vedere l’omosessualità in un orizzonte nuovo e ad affrontarla con uno sguardo morale diverso”.
Un invito a riflettere a interrogarsi che viene lanciato a tutta la chiesa cattolica locale, e non solo, perché, come ci ricorda la lettera aperta “Tu, Signore, ami tutte le cose esistenti e nulla disprezzi di quanto hai creato; se avessi odiato qualcosa, non l’avresti neppure creata. Come potrebbe sussistere una cosa, se tu non vuoi? O conservarsi se tu non l’avessi chiamata all’esistenza? Tu risparmi tutte le cose, perché tutte son tue, Signore, amante della vita” (Sapienza 11, 24-26).
(Progetto Gionata – Portale su Fede e omosessualita’ )

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