L’emozione trasmessa dalla vibrante interpretazione di Chiara Muti ha prevalso su un’esecuzione discreta da parte dell’orchestra, guidata da Angius.
Si intitola “Specchi” la 71° edizione della Settimana Musicale Senese, sotto la direzione artistica di Aldo Bennici, che, attraverso questo accattivante titolo, ha inteso realizzare un affascinante gioco di rimandi (“specchi”, appunto), allo scopo di unire musica popolare e colta, spesso mettendo in relazione passato e contemporaneità. Come è avvenuto proprio con l’inaugurazione al Teatro dei Rinnovati, dove l’Orchestra della Toscana, diretta da Marco Angius ed unita alla voce recitante di Chiara Muti quale assoluta protagonista, ha dato vita ad uno spettacolo di pregevole fattura, costituito nella prima parte da “Blanquette”, per voce recitante e orchestra da camera, con musiche di Azio Corghi, e nella seconda dalle musiche di scena de “L’Arlésienne” di Bizet, nella revisione critica di Giacomo Zani della versione originale per 26 strumenti.
“Blanquette”, in prima esecuzione assoluta, è tratto da La chèvre de M. Seguin di Alphonse Daudet (stesso autore del testo de “L’Arlésienne”) e narra di una capretta dal manto bianco, che, volendo raggiungere la luminosa montagna non lontana dalla sua stalla, trascorre una giornata felice in piena libertà, ma alla fine deve affrontare la terribile notte, al termine della quale viene divorata dal lupo. La sottolineatura dei diversi stati d’animo vissuti dall’animale – tristezza, felicità, terrore – è risultata di grande efficacia espressiva, grazie sia alla musica di Corghi, insinuante e al tempo stesso incisiva, sia alla recitazione seducente di Chiara Muti, con il suo ottimo francese ed in perfetta sintonia con l’orchestra, ben diretta da Angius.
Ma il vero banco di prova per la nota artista italiana è stato la lunga ed impegnativa “Arlésienne”, in cui si è cimentata nella traduzione in italiano e riduzione per voce recitante fatta da Vincenzo De Vivo, ispiratosi all’omonimo dramma di Daudet. Chiara Muti ha affrontato il testo unendo rigore e passione in modo assolutamente sublime, dimostrando estrema attenzione agli aspetti ritmici ed espressivi presenti nella magnifica partitura di Bizet. L’emozione trasmessa dalla vibrante interpretazione di Chiara Muti ha prevalso su un’esecuzione discreta da parte dell’orchestra, guidata da Angius in modo ordinato, ma senza infondere in essa la medesima intensità manifestata dall’attrice. Molto buona le prova del Coro Polifonici Senesi, istruito da Raffaele Puccianti. Ottimo successo di pubblico. La Settimana Musicale Senese prosegue mercoledì 16 con l’omaggio a Luciano Berio con “Naturale” per viola, percussione e nastro magnetico su canti popolari siciliani (Cortile di Palazzo Chigi Saracini, ore 21,15) e si conclude con il doppio appuntamento di giovedì 17 dedicato alla tarantella: il primo (ore 17,30, Palazzo Chigi Saracini) con l’esecuzione di brani popolari e tarantelle di autore di vari musicisti – Stravinskij, Beethoven, Szymanowski e Sarasate – eseguiti dal duo violino-pianoforte formato da Edoardo Zosi e Maria Grazia Bellocchio, il secondo con lo spettacolo “Taranta d’amore. La notte del grande ballo”, con l’Orchestra popolare Italiana diretta da Ambrogio Sparagna (Piazza Jacopo della Quercia, ore 21,15).
Per info Accademia Musicale Chigiana, tel. 0577-22091 e www.chigiana.it

Lascia un commento