

“Nessuno vuol vivere in Russia, chi può fugge. Perché la Russia è il
passato, vive nel fatuo immaginari di quello che era e quello che era non era nulla di buono. Nessuna
prospettiva nessun futuro. Un presente, solo costruito sull’omofobia e l’oligarchia nata dallo safaldamento
dell’Unione Sovietica che ha generato Putin, grigio funzionario del kgb. Il costo della libertà passa
attraverso l’Ucraina, la sua gente oggi ma ancora per poco, extracomunitaria, combatte per il suo paese
libero, completamente libero dove vuole vivere e costruire il suo presente e futuro lontano dalla barbarie”.
Lo ha detto con forza al Gabinetto Vieuxsseus l’altra sera, Il professor Vittorio Emanuele Parsi, presentando il suo ultimo
libro, “ Il posto della guerra: E il costo della libertà “. Il luminare ha affrontato importanti aspetti della guerra in Ucraina
e tra questi, il comportamento di Putin e della Russia anche in chiave cinese. “L’Europa, l’ampliamento dei
confini difesi dalla NATO causati dall’invasione dell’Ucraina, verso Finlandia e Svezia, il coraggio e l’esempio
del popolo ucraino – ha spiegato il professore – mette in evidenza il posto della guerra che è l’Europa e mette
in gioco non solo la nostra libertà di occidentali, ma mette in crisi e un ampio punto interrogativo per i paesi
che ambiscono a diventare liberi e democratici anche oltre l’Europa. Il costo della libertà che potremmo
pagare è un sentimento riconosciuto? “
Ma non è tutto:
“Un popolo che non emigra ma vuol fare di casa propria un esempio di emancipazione libertà e democrazia
che sono le uniche vie concrete di uno sviluppo sicuro e diffuso – ha aggiunto -. Questo è il motivo principale che Putin e la
Russia vuole impedire”.
Nella serata fiorentina con Riccardo Nencini e il giornalista Riccardo Amati, si è così assistito ad una
presentazione intervista che ha coinvolto il pubblico e che ha partecipato con interesse su uno dei problemi
più importanti e attuali.
Enrico Martelloni

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