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Chi l’avrebbe detto: liberali tentano una lista unitaria ma litigano fra loro!

di Redazione Pensalibero.it | 28 Gennaio 2013

Fallita la lista dei liberali – Liberalitalia lancia la CAMPAGNA NESSUNO MI RAPPRESENTA per boicottare l’attuale legge elettorale.

logo_liberalitalia3Liberal’Italia, movimento politico di ispirazione liberal-democratica, nelle settimane scorse si è impegnato nella costituzione di una lista elettorale che rappresentasse non solo i suoi associati, ma anche diverse entità politiche di matrice liberale.

Questo ambizioso progetto, che racchiudeva oltre alla nostra formazione politica, lo storico Partito Liberale Italiano, Costituente Liberale, la Federazione dei Liberali ed altri soggetti di ispirazione liberale, è stato vanificato dalla mentalità personalistica di due di questi vertici associativi.

Dopo mesi di impegno indirizzato a lasciare da parte il conflitto generazionale e le vecchie divergenze su chi fosse realmente erede del liberalismo italiano, è emersa l’intenzione di appropriarsi del lavoro di tanti per strumentalizzarlo a beneficio di pochi.

Liberal’Italia per queste ragioni, nonostante l’impegno profuso, intende non presentarsi alle prossime elezioni politiche.

Il fallimento di questa operazione è la tipica espressione di un male più profondo e diffuso nella politica italiana incapace di elevarsi a rappresentante dei cittadini. Il deterioramento del sistema politico ha portato al blocco del circuito democratico rappresentativo e l’annullamento della libertà di auto-governo propria di ciascun popolo sovrano.

“Dobbiamo essere coscienti – afferma il Presidente de Blasio – che per rendere l’Italia un Paese serio, libero e democratico è necessario cambiare le regole del gioco politico e rottamare l’attuale classe politica con persone che siano degne di rappresentare i cittadini”.

“Per facilitare questo processo oggi possiamo fare due cose” – prosegue il Presidente di Liberal’Italia – “la prima: gettare le basi per la costituzione di una ampia e capace rappresentanza politica che domani possa presentarsi a tutti i livelli della competizione elettorale.

La seconda: dare un segnale forte all’attuale classe politica che le regole vanno cambiate al più presto e questo può essere fatto rifiutando l’invito al voto. L’astensione non è però sufficiente, è necessario che i cittadini dichiarino apertamente di non sentirsi rappresentati chiedendo ai presidenti di seggio di mettere a verbale la loro volontà di non votare per nessuno”.

A questo fine Liberal’Italia lancerà tra pochi giorni la campagna “Nessuno mi rappresenta” per invitare i cittadini a dichiarare la loro volontà di non voto. Rivolgeremo anche un appello a tutti i movimenti e gruppi che si professano per il non voto, al fine di creare tutti insieme un’opposizione contro il rinnovo di un “Parlamento di non eletti”.

Pubblicato in : Primo piano

Info Redazione Pensalibero.it

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Interazioni del lettore

Commenti

  1. Alberto Lopez

    2 Febbraio 2013 alle 16:55

    “Cari Amici,
    grazie alla generosità di tanti amici che hanno sottoscritto la presentazione delle liste liberali per la Camera dei Deputati gli elettori troveranno sulla scheda rosa, tra i tanti simboli, anche quello di “LIBERALI PER L’ITALIA PLI” che, nella mia qualità di presidente del PLI, ho depositato l’11 gennaio presso il Ministero dell’Interno.
    In calce a questo messaggio potrete leggere i nomi di tutti i candidati nelle circoscrizioni in cui è stato possibile raccogliere le firme necessarie per la presentazione delle liste, e colgo l’occasione per ringraziarli vivamente per avere accettato di portare il loro personale contributo alla rinascita del liberalismo organizzato nel nostro Paese, che è il compito a quale, assieme a Stefano de Luca, mi sono dedicato, almeno a partire dalle elezioni del 2008, ben sapendo di andare incontro a molte delusioni ed a nessuna soddisfazione; al contempo ringrazio i dirigenti e militanti liberali che nelle altre circoscrizioni ci hanno egualmente provato, senza tuttavia riuscire, spesso per poco, a toccare la soglia del numero minimo di firme necessarie per fare altrettanto.

    Con la presenza della lista del PLI sulla scheda elettorale, dovunque è stato possibile, abbiamo inteso testimoniare dinanzi all’opinione pubblica l’esistenza in vita di un Partito che il sistema elettorale maggioritario, a partire dalle elezioni del 1994, ha emarginato dalla vita pubblica, sostituendolo con contenitori virtuali, in cui c’è di tutto e che quindi non sanno di niente, e che comunque, in questi ultimi venti anni, hanno dimostrato di non essere in grado di pilotare il Paese verso le riforme necessarie per farne una moderna democrazia liberale.

    A coloro che sono giustamente indignati per i vergognosi ladrocini che in questi anni hanno caratterizzato la vita politica italiana e di cui c’è sconcertante testimonianza sulla stampa nazionale e locale, il PLI intende offrire l’opportunità di indirizzare la loro sacrosanta rabbia verso una scelta valoriale positiva, piuttosto che verso la sterile astensione o il voto di mera protesta, così dimostrando che è possibile un modo diverso di fare politica, attento agli interessi generali del Paese e che abbiamo cercato di condensare nel nostro programma, che molti di Voi già conoscono e che potrà essere letto visitando il sito web del PLI (http://www.partitoliberale.it/).

    Nella consapevolezza di appartenere idealmente al centro dello schieramento politico, secondo l’insegnamento di Benedetto Croce e di Isaiah Berlin, avevamo immaginato di potere partecipare a pieno titolo alla coalizione di centro che si è andata formando intorno al premier uscente, pensando di poterne correggere in senso liberale l’agenda politica, altrimenti destinata ad aggravare i sacrifici sopportati nell’ultimo anno dagli italiani con nuove fantasiose forme di tassazione, che hanno prosciugato il nostro tessuto produttivo ed impoverito il ceto medio, già storicamente vessato da livelli insopportabili di fiscalità.

    Sta di fatto che, smentendo clamorosamente l’originaria e conclamata impostazione degasperiana, aperta al contributo di cattolici e laici, il presidente Monti ha invece preferito rinchiudersi in un fortino esclusivamente cattolico, presidiato dalle ACLI e dalla Comunità di S. Egidio, trascurando il contributo di partiti e movimenti di area liberale, disponibili a riempire di contenuti innovativi le tante riforme necessarie per fare ripartire la crescita del Paese, forse nell’illusione che la presenza di qualche esponente confindustriale potesse supplire in tal senso.

    La tradizionale rissa bipolare tra destra e sinistra si è così trasformata in una contesa tripolare, destinata ad allargare la dimensione dello scontro senza migliorarne la qualità, mentre ha inaridito le stesse fonti del pluralismo politico allorché ha lasciato senza rappresentanza quella parte dell’opinione pubblica che fa riferimento ideale ai principi ed alla pratica del liberalismo europeo, proprio nel momento in cui anche la destra e la sinistra dello schieramento politico hanno finito per emarginare del tutto i pochi liberali sopravvissuti politicamente alla diaspora del 1994.

    Questa inattesa involuzione ha rafforzato la nostra convinzione di presentare liste autonome per offrire al Paese l’opzione di un riformismo liberale, capace di contrastare il dirigismo statalista di una parte significativa della sinistra, il populismo a buon mercato della parte maggioritaria della destra, il ribellismo antisistema del grillismo, il giustizialismo finalizzato alla promozione politica, il tecnicismo senza anima del governo uscente.

    Ne è scaturita la necessità di affrontare queste elezioni in assoluta solitudine, senza alcun paracadute che ci permettesse di essere “nominati” qua e là, come purtroppo ancora consente questa vergognosa legge elettorale, che abbiamo invano tentato di cambiare promuovendo l’iniziativa referendaria poi sottoscritta da 1.210.000 cittadini e purtroppo infrantasi contro la chiusura pregiudiziale della Corte Costituzionale.

    Sappiamo quindi che andremo a scontrarci col “mantra” del così detto “voto utile”, che ci verrà apposto tutte le volte che andremo a sollecitare la preferenza per la lista del PLI; a costoro chiederemo se sia stato utile, o non piuttosto dannoso, il voto che hanno dato in passato ai partiti della destra, della sinistra e del centro, tutti impegnati a perseguire le loro egoistiche utilità, a partire dalle oscure operazioni dei grandi gruppi finanziari sino alle miserevoli spese voluttuarie dei singoli protagonisti, mentre il Paese affondava nella crisi più grave del dopoguerra senza che l’intera classe politica mostrasse alcuna capacità di prevenirla o di curarla.

    Se quindi non possiamo invocare a nostro favore l’argomento del voto utile, possiamo invece ben a ragione invocare l’opportunità del così detto “voto contro”, perché un voto dato al PLI è anche un modo ragionato e concreto di esprimersi contro tutti i fenomeni degenerativi che hanno caratterizzato gli ultimi venti anni del nostro Paese.
    Chi vota per il PLI deve avere la consapevolezza che il suo è un voto contro tutte le mafie (di sangue e di poltrona), contro lo spregiudicato uso personale delle risorse pubbliche, contro le leggi fatte ad uso e consumo di pochi piuttosto che nell’interesse generale, contro le volgari malversazioni dei politici corrotti e gli sprechi di quelli incapaci, contro il sistema tangentizio che si annida in buona parte delle decisioni del potere politico e di quello finanziario, contro chi fa uso politico della giustizia ma anche contro chi fa uso giudiziario della politica, contro i trasformismi del politico di turno che si ricolloca senza pudore secondo la convenienza del momento; insomma contro tutto ciò che abbiamo dovuto subire in questo sciagurato ventennio e di cui continuiamo a leggere e sentire anche in questi giorni con crescente indignazione.

    Ci accingiamo ad affrontare questa campagna elettorale senza godere di alcun contributo pubblico, senza alcun finanziamento privato e senza la più piccola esposizione mediatica su TV, radio e giornali, nazionali e locali, dai quali non emerge neppure la più pallida notizia sulla presenza delle nostre liste, nonostante l’AGCOM (per i media privati) e la Commissione Parlamentare di Vigilanza (per la RAI) abbiano emanato apposite delibere che imporrebbero pari condizioni per tutti i competitori elettorali e che vengono, giorno dopo giorno, puntualmente disattese nell’indifferenza generale.
    Lo stesso Corriere della Sera, che ama definirsi il quotidiano “liberale” per antonomasia, ha sin qui evitato accuratamente di informare i suoi lettori anche solo della presenza delle liste liberali in sette circoscrizioni elettorali, mentre i suoi commentatori (qualcuno liberale doc, qualche altro sedicente tale) dissertano su tutto, ma si guardano bene anche solo dall’accennare all’esistenza dell’unico partito italiano che del liberalismo fa esplicita e mai smentita affermazione.

    Gli italiani in genere, ed i siciliani in particolare, non vedranno quindi gigantografie del PLI sui muri delle loro città, non potranno ascoltare in televisione candidati liberali, non riusciranno a seguire l’evoluzione settimanale dei sondaggi sulla nostra lista (salvo quelli di Masia sul TG7 di Mentana, e ringrazio entrambi per la generosa attenzione), non avranno modo di leggere sui quotidiani nazionali e locali alcuna notizia che ci riguardi (salvo quelle occasionalmente indotte da qualche amicizia personale che osa sfidare l’ostracismo mediatico che ci avvolge).

    Così non dovrebbe essere, ma così è ormai da molti anni, e, non essendo nel nostro costume quello di effettuare forme clamorose e talvolta indecorose di protesta, ce ne siamo fatta una ragione.
    Non ci resta che di affidarci al passaparola volenteroso di chi, valutando positivamente la bontà della nostra proposta politica, quale emerge dal nostro programma, deciderà di sostenerci veicolando in tutte le forme possibili (mail, face book, twitter, giornali online, blog personali e di gruppo) il nostro messaggio tra amici e conoscenti, ben sapendo che non potremo dare nulla in cambio se non la serietà dei nostri passati, presenti e futuri comportamenti, che resteranno comunque tali nella vita civile di ogni giorno, anche se, com’è pure prevedibile, non dovesse toccarci la sorte di poterli tradurre in pratica nell’attività del nuovo Parlamento.

    Ma il sostegno dei non molti liberali in servizio permanente effettivo non basterà; ed è per questo che ho pensato di indirizzare questa lettera anche a tutti gli indirizzi mail delle persone con cui ho avuto negli ultimi anni occasioni di contatto epistolare, alle quali oso chiedere di inoltrare questa mia lettera alla loro “mailing list”, ben sapendo che molti di loro non si sentiranno in sintonia col messaggio politico che sto lanciando, ma anche sperando che ciascuno di essi vorrà valutare quanto, nella presente situazione, sia attuale la regola aurea del liberalismo, dettata da Voltaire: “non condivido la tua opinione, ma difenderò sino alla morte il tuo diritto ad esprimerla”.

    Qui ed oggi, nella società mediatica nella quale siamo immersi, non basta potere esprimere ciò che si pensa, ma occorre anche farlo sapere.

    Con un semplice clic di posta elettronica, e così via di seguito, sarà allora possibile creare una catena di solidarietà civica che farà giungere il nostro messaggio politico anche a chi, altrimenti, continuerebbe ad ignorarlo e non potrebbe quindi valutarlo ed eventualmente condividerlo.
    Quale che sia il risultato elettorale, desidero che si sappia che stiamo comunque costruendo qualcosa che resterà come testimonianza per il futuro, da consegnare alle nuove generazioni, sperando che possa toccare a loro di trasformarla in una significativa realtà politica, nel solo interesse della nostra Patria italiana, unità e solidale dalle Alpi al Lilibeo, mentre continuiamo a coltivare il progetto dell’Europa Federale, che, nel confino di Ventotene, fu il lucido sogno di Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, e che poi iniziò il suo cammino reale proprio in Sicilia, con la conferenza di Messina del 1955, voluta da quel grande europeista liberale che fu Gaetano Martino.

    Abbiamo un grande passato, un presente irto di difficoltà, un futuro tutto da costruire, senza attenderci nulla che non sia la soddisfazione di avere compiuto il nostro dovere verso noi stessi e verso la società.

    Il nostro compito, qui ed oggi, è quello di dirci e di essere liberali e basta, nelle idee, nei programmi, nei comportamenti: ieri, come oggi, e come domani!

    Con viva cordialità

    Enzo Palumbo ”

    Elezioni politiche 2013: I candidati della Lista “Liberali per l’Italia-PLI”:

    LAZIO 1: Renata JANNUZZI, Rosalba CAMPIONE, Massimiliano Girolami, Maurizio Irti, Sergio Pratellesi, Jacqueline Rastrelli, Grazia Maria Panessa, Claudio Vitali, Dora Massimi, Stefano Bruno Varini, Gianfranco Loreto, Angelo Marrocchini, Anna Lunghi, Anna Paola Mencuccini, Giovanni Morieri, Stefano Maria Cuomo, Cosimo Giannotta, Franco Cecili, Giovanna Piscopo, Marco Marucco, Adel Khatab, Francesco Napoli, Aurelio Giganti, Luisa Bifolchetti, Francesco Paolo Gava, Clara Di Benedetto

    CAMPANIA 1: Piero CAFASSO, Stefano Maria CUOMO, Francescopaolo Gava, Roberto Arcella, Carlalberto Marchesini, Francesco Pagano, Valeria Causa, Alfredo Santopietro, Ermanno Rosa, Giuseppe Del Giudice, Grazia Pellegrino, Sergio Neri, Marina Cretich, Ottavio Ruggiero, Dario Paduano, Raffaella Giove, Francesco Bava, Ciro Crispo, Luisa Bifolchetti, Domenico di Santo, Francesco Baiano, Concetta Romano, Carmine Mario Acierno, Lucia Ferrara, Ernesto Chirichella, Daniele Mancuso, Francesca Pelella, Francesca Biondi, Giovanni Morieri, Salvatore Miceli, Luigi Sedia, Emma Olivieri

    CAMPANIA 2: Pasquale FERRARA, Giuseppe DEL GIUDICE, Tonino Mirenda, Alberto D’Angerio, Patrizia Barbieri, Francesco La Sala, Annalisa Fierro, Stefano Letizia, Enzo Maria Giordano, Fernando De Paolo, Costantina Preziosi, Vincenza Valentino, Nicola Ferrara, Guido Benedetto Faugno, Domenico di Santo, Dario Paduano, Lucia Ferrara, Francesca Pelella, Raffaele Ferrara, Nicola Smaldone

    CALABRIA: Eugenio BARCA, Luca TIANO, Gianluca Barbarossa, Andrea Cavaliere, Antonio Aielllo, Francesco Gagliardi, Michele Olla, Luigi Gaudio

    SICILIA 1: Renata JANNUZZI, Salvatore BUCCHERI, Aurelio Giganti, Sonia Romano, Clara Di Benedetto, Giovanna Piscopo, Anna Caldarella, Roberta Catalano, Francesco Napoli, Vincenza Valenti, Andrea Mercadante, Angelo Antonio Salvatore Liuzza, Angela Moceri, Salvatore Gumina, Francesco Moscato, Giuseppina Scavone, Giuseppe Accardi, Sergio Maurizio Silvio Petta, Marco Marucco, Alfredo Santopietro, Francesca Pelella, Sergio Neri, Raffaella Giove, Ottavio Ruggiero

    PLISICILIA 2: Enzo PALUMBO, Massimo RIZZO, Enzo Lombardo, Natalino Carastro, Attilio Interdonato, Filippo Pizzino, Giuseppe Stella, Paolo Turiaco, Nicolò Bua, Salvatore Buccheri, Concetto Fabiano, Francesco Paolo Gava, Aurelio Giganti, Giuseppe Irrera, Maurizio Irti, Claudia Liuzzo, Dora Massimi, Antonino Morganti, Francesco Napoli, Giovanna Piscopo

    SARDEGNA: Roberto SORCINELLI, Alberto COCCO ORTU, Mario Carboni, Cinzia Anna Balzano, Roberto Pintor, Anna Maria Giua, Alberto Curreli, Emanuele Pizzoccheri Orofino, Giancarmelo Granata, Stefania Pandino, Giovanni Siotto Pintor, Raffaele Colonna, Carlo Vallebona, Francesco Morittu.

    Rispondi
  2. Alberto Lopez

    2 Febbraio 2013 alle 16:42

    “Cari Amici,
    desidero ringraziare tutti coloro che si sono prodigati per cogliere l’obiettivo di presentare le liste “Liberali per l’Italia – PLI”. In primo luogo la mia riconoscenza va a coloro che hanno deciso di mettere la propria faccia, candidandosi nelle nostre liste, a cominciare da Renata Jannuzzi, che ha accettato il difficile compito di presentarsi come capo della nostra forza politica, assicurando un non secondario segno di rinnovamento. I nostri capilista, oltre alla stessa Renata, Enzo Palumbo, Piero Cafasso, Pasquale Ferrara, Eugenio Barca, Salvatore Buccheri, Roberto Sorcinelli e tutti gli altri candidati, sono la prima linea del Partito in uno scontro terribile, perché ci vede diversi e distanti da tutti gli altri soggetti presenti in una competizione, che ha l’aria di essere una sorta di concorso a premi per dilettanti allo sbaraglio, mentre, secondo il nostro punto di vista, avrebbe dovuto caratterizzarsi come un’opportunità, che, temo, anzi sono certo, è stata irrimediabilmente mancata, per la modernizzazione del Paese ed il compimento della tanto attesa Rivoluzione Liberale.
    La mia gratitudine va inoltre, forse ancor di più, a tutti coloro che, con generosità, si sono prodigati nel difficile lavoro della raccolta delle firme. Opera titanica per un piccolo partito come il nostro, resa ancor più difficile, fino ai limiti dell’impossibile, come hanno dimostrato alcuni casi clamorosi dove l’obiettivo è mancato per un pelo, per l’indifferenza di molti, troppi, liberali, anche con responsabilità dirigenziali, che hanno rivelato tutto il loro egoismo e la mancanza di attaccamento al Partito ed al grande patrimonio ideale, culturale e morale, che esso rappresenta.

    Tranne qualche rara eccezione, (a queste persone va dato un riconoscimento particolare) l’operoso ed efficiente Nord del Paese, dove dovrebbe esistere il maggior numero di consensi liberali d’opinione, ha brillato per la sua assenza e per un insopportabile atteggiamento di disimpegno, a volte persino trasformatosi in disfattismo. In altre aree, rispetto alla volontà di conseguire un risultato comune, hanno prevalso logiche campanilistiche o di contrapposizione personale, insieme ad inefficienze organizzative. Soltanto la parte Centro – Meridionale ed insulare del Paese ha risposto con entusiasmo, e, pur tra mille difficoltà, i risultati sono arrivati.

    Le componenti liberali minoritarie od esterne al Partito, che abbiamo inutilmente corteggiato, fino a modificare il nostro storico simbolo per dare un segnale di apertura e di accoglienza, come ben sapevamo, si sono rivelate, i nostri veri avversari. Infatti la esistenza del PLI rendeva, come ha reso, più difficile la possibilità di offrirsi sul mercato della politica, sia come singoli esponenti che come rappresentanti di gruppetti, più o meno soltanto cartacei o individuabili dietro un sito web, cui corrisponde quasi sempre una sola persona. Tale comportamento non è stato neutro per il PLI, che spesso, da parte di chi cercava una buona scusa per scartare i liberali, dava luogo alla domanda: “ma quali liberali rappresentate”? In questo modo i nostri avversari politici sono stati serviti con un piatto, che noi stessi gli abbiamo predisposto e l’intero mondo liberale è rimasto fuori dalla possibilità, magari remota, di giungere ad un accordo di coalizione.

    Ancora una volta siamo condannati ad una battaglia che non potrà andare oltre la testimonianza, con una presenza delle nostre liste soltanto in poco più di un terzo del territorio nazionale. I risultati quindi ci penalizzeranno anche nel raffronto con le scorse elezioni, in cui eravamo in quasi tutte le circoscrizioni.
    Mi auguro che la scelta lungimirante di proporre un rinnovamento profondo, sia nella individuazione del candidato Presidente, che nella composizione delle liste, caratterizzate dalla presenza di moltissime donne e giovani, possa essere pagante. Infatti la capacità dimostrata dal PLI di sapersi rinnovare, pur non rinnegando la tradizione, sia nei personaggi, che, soprattutto, nelle proposte, significa che il nostro partito è ben lungi dall’estinzione, auspicata dai nostri avversari e da non pochi liberali opportunisti, per i quali il nostro Partito rappresenta l’immagine vivente di un senso di colpa, che non riescono a rimuovere.

    Dopo le elezioni, come avevo già annunciato all’ultimo Congresso, ne celebreremo un altro straordinario, che concluderà il mio lungo, difficile e sfortunato ciclo ed avvierà una nuova fase, che, mi auguro, possa essere più felice, alla quale, certamente, se mi verrà richiesto, non farò mancare il mio sostegno morale e personale, con le modeste energie che mi rimangono.

    Nonostante tutto, Viva il PLI, viva Le idee liberali!
    Un caro abbraccio.

    Stefano de Luca”

    Rispondi
  3. Ezio

    31 Gennaio 2013 alle 14:52

    Che vergogna e che delusione. Sono anni che andiamo avanti così.
    E non condivido questa campagna “Nessuno mi rappresenta”
    Qualcuno lo si può trovare, non sarà perfetto, ma qualche istanza liberale la sta portando avanti per esempio il movimento di Oscar Giannino.

    Rispondi

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