Questo o quello per me pari sono. Quando si parla di economia o di politiche sociali, centrodestra e centrosinistra rivelano insospettabili punti di contatto che hanno il populismo come unico denominatore comune. Di fronte all’incessante aumento dei prezzi e all’impoverimento delle famiglie, nel centrodestra alcuni economisti pensano a tariffe differenziate per i ceti deboli. Al che sono costretto a ripetere la litania tante volte snocciolata invano ai rappresentanti del centrosinistra. Pienamente d’accordo, purché la giustizia sia sostanziale e non formale. In altri termini, vogliamo definire una buona volta chi sono i ceti deboli? Una famiglia con 50.000 euro e due figli a carico è più ricca di una coppia con 30.000 euro? Una famiglia con un reddito basso e due case di proprietà è più povera o più ricca di una con reddito più alto e affitto da pagare? Uno stipendio di 2.000 euro è uguale a Firenze o in un piccolo centro di provincia? E quali regali inattesi, se non stabiliamo precise normative, potremmo fare agli evasori? Pagheranno acqua a tariffe agevolate magari per riempire la piscina? Torniamo al vecchio dilemma fra reddito familiare e reddito individuale mai risolto. Ma di tutto questo che importa alla classe politica? Quando ho posto i quesiti mi è stato riposto con dispetto: come si fa a controllare tutte queste cose? Già, come si fa? E allora, che ingiustizia sia fatta. Anni fa feci una verifica: per usufruire dei libri scolastici gratuiti c’era un limite di reddito così basso che, se fosse stato il reddito realmente percepito, avrebbe impedito a quei bambini non solo di andare a scuola ma anche di mangiare. Chiesi ad alcuni consiglieri comunali di verificare quante fossero le agevolazioni e che genere di controlli si esercitassero. Per risposta ho avuto il silenzio. La politica del governo ha impoverito i ceti medi con ben altre misure che la tariffa dell’acqua o del gas; ad esempio, con il travaso di imposte dal governo centrale agli Enti locali, perché aver ridotto i trasferimenti ai Comuni e aver consentito aumenti delle tariffe è stata solo una partita di giro ai danni dei consumatori. L’esperienza dimostra che le tariffe agevolate fanno scattare una corsa agli escamotages per usufruirne. Nelle seconde case le utenze sono più alte? Ebbene, quante seconde case, per un tocco di bacchetta magica, sono divenute prime case? Perché, mi rispondono alcuni, come si fa a controllare se la residenza sia effettiva? Già, come si fa? Si rischia di passare per inquisitori.
Gabriele Parenti

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