L’Italia non ha bisogno d’essere salvata perché è più di una patria e di una nazione. L’Italia è una Heimat per il mondo intero, un Focolare.

Anche Monti, lasciato il ruolo di spalla nella coppia e forte di grafici e dati, si è nominato bagnino esperto in respirazione bocca a bocca per aver salvato la patria in procinto d’affogare, mentre emulo di Alberto Sordi non vede che l’Heimat annaspa altrove. Ma se in Napolitano il copione è studiato, rallegra invece che in Monti la predica proceda anche a braccio, come con gli studenti ciuchi, ma cosa stranissima per un professore con meriti altissimi. Parlo degli estimi catastali che devono essere adeguati al mercato. Cosa significa? Quali sono i valori degli immobili secondo un mercato ballerino e impaurito? La richiesta esosa d’un proprietario grassatore che vendendo due monolocali a Montenapoleone vuole farsi la villa nello Yukatan? Oppure i valori dell’offerta che sogna aizzata dagli addetti del settore? Oppure i valori della vendita effettiva, se fosse conosciuta? A proposito, perché non si parla mai d’una riforma radicale del notariato? E quali algoritmi, usciti naturalmente eleganti da menti di matematici sinistri come Odifreddi, concilieranno le dinamiche dell’infinità varietà di parametri sul territorio? In realtà anche l’operazione dell’adeguamento degli estimi è un gioco di cattoprestigio. Da una parte mira a impedire che gli italiani perdano l’illusione di essere in maggioranza dei milionari del mattone, creando però l’ennesimo cortocircuito tra ricchezza presunta e reale, che è il lontano morbo planetario della situazione attuale. Dall’altra prepara una patrimoniale collettiva visto che la patrimoniale sulle grandi ricchezze è tecnicamente impossibile. Il tutto, e non è un caso, mentre il mercato immobiliare in stallo viene tenuto in caldo dalla canaglia cattolica dell’accoglienza che attirando ondate di disperati del quarto e quinto mondo cuoce a fuoco lento la carne da mattone di domani. E per capire quanto il governo dei cattotecnici stia prendendo gusto al quadretto della patria accogliente, basta studiare seriamente la pupilla cattolica d’un Monti, d’un Riccardi o d’una Severino, pupilla identica a quella della Bindi o di Rossi, presidente della Regione Toscana, pupille subito riconoscibili, di qualsiasi colore ma sempre acquose e sfatte, pupille che non guardano mai cose e persone ma restano dilatate nel loro sogno malsano e patologico, unificare l’umanità per salvarla, ossia seppellirla.
In questa antifona s’imbroda la coppia Napolitano-Monti. Ma sembra impossibile che Bersani e Berlusconi non si accorgano come in nome della salvezza della patria venga loro sfilata la suola dalle scarpe. Poiché è molto probabile che a vincere le prossime elezioni sarà chi staccherà per primo la spina, allora ci vuole coraggio, non farsi incantare dalla salvezza della patria per un mondo senza patrie, invocare la patria da salvare è un’antichissima balla che da destra oggi rimbalza a sinistra e magari domani ritornerà a destra, ma è balla che sferraglia sempre al centro sul trenino cattolico carico di valori mondani usa e getta. Non saliteci, l’Italia non ha bisogno d’essere salvata perché è più di una patria e di una nazione. L’Italia è una Heimat per il mondo intero, un Focolare. Ma i patrioti Napolitano e Monti che ne sanno di Heimat?

Caro Giannellini,
premetto che un refuso ha eliminato la frase iniziale:
Le trovate della coppia patriottica Napolitano-Monti
Ciò detto, la contraddizione tra rinascita e democrazia à la carte penso sarà superata da generazioni non terrorizzate dai libri di storia, generazioni che oseranno uscire da un seminato che non frutta più. Bisogna pensare il vero nuovo e occorre coraggio ma anche scrollarsi l’ipoteca dei padri fondatori, le conquiste eterne, se feticci, pian piano diventano sconfitte. Invece bisogna studiare molto per dimenticare molto, lì sta il nuovo. Per passare dai giusnaturalisti alla Rivoluzione francese ci vollero quasi due secoli, figurati allora se tu e io vedremo la rinascita. Studiare per dimenticare.
Chiediamo scusa ai lettori, le parole iniziali dell’articolo sono state inserite solamente ora. C.T.
un bell’affresco di regime; ma come sarà possibile un Rinascimento in tempi di democrazia à la carte? e con tutti questi occhi che non guardano..