Gemellaggio con l’Australia. In arrivo caravan di canguri. Fra divise e grembiuli eventuali e varie.
E l’occidente, vecchio e giovane che fine fa..fermo e inteccherito come una salacca, fra proclami e bla bla infiniti. In questo mondo caotico come una immensa centrifuga.
Matteo 2 , nel corso di una conferenza stampa alla Camera dei Deputati, attacca duramente il Mattero 1, che aveva auspicato la via diplomatica e non l’uso della forza contro lo Stato islamico. Parole di fuoco anche contro, Angelino. Come dargli torto stavolta? Come si può percorrere insieme la via della diplomazia quando non esiste un idem sentire che possa catalizzare un minimo di consapevolezza di intenti almeno paralleli.
Ma oggi, dato che la mia vocazione da pedagoga incompiuta sta prendendo il sopravvento, vorrei esprimere due parole anche sul piercing. I ragazzi vanno a scuola 4, 5 ore al dì. Possono in questo lasso di tempo abbandonare il consueto look, esteriore e anche interiore, e immergersi, fin dalla prima ora di scuola in un ruolo consono al luogo preposto alla loro educazione erudizione e cultura. Lasciando alle ore di relax di gioco e di discoteca, nelle opportune location, insomma al tempo libero, tutta la loro sfrenata fantasia e la giusta voglia di alternatività.
La divisa, il grembiule. Non incontrerò molti adepti, ma sostengo il loro ripristino. Quando si indossa qualcosa che accomuna, che crea senso di appartenenza come ricorda un amico feisbukiano, ci si immerge in un ruolo preciso che è più facile rispettare con autodisciplina.
“In India la mattina si vedono, anche sulle strade dei villaggi più sperduti , i bambini che portano tutti la loro camicia quasi sempre bianca su calzoncini o gonnelline azzurri o verdi o di qualche altro colore, la divisa della scuola. Non immaginatevi le divise di Eton, sono pochi cm di cotone, ma bastano a dare il senso di appartenenza”.
Ecco quel senso di appartenenza che autentica e facilita l’autodisciplina, nel momento in cui indossi qualcosa che ti fa essere parte di un gruppo.. come, giustamente si indossa ciò che detta la moda, ci si infilano i piercing ovunque e ci si riempie , ahime di tatuaggi. Si perchè li detesto, ma questa è solo una mia opinione. Credo che i giovani debbano esprimere la loro creatività al meglio, ammesso che di creatività si tratti e non di bisontismo. In senso di gregge. Ma l’abbiamo fatto tutti, dal 68 in poi.. capelli lunghi, lisciati figli dei fiori.. hot pants, minidimary.. insomma ogni generazione ha il diritto di estrinsecarsi abbellirsi o abbrutirsi come vuole.
Ma a scuola ci si va puliti. Si tolgono i piercing amovibili, e si coprono il più possibile i tatuaggi, magari. Si diceva di grembiule e/o divisa, che non evoca necessariamente militarismo ed è per giunta molto pratica. Quando, il secolo scorso lavoravo in Alitalia, era un piacere non dover pensare a cosa mi metto e indossare la divisa, bella e decorosa. La parola decoro non è una parolaccia come alcuni ragazzi, per colpa di alcuni adulti, sono portati a pensare. Ma l’affermazione esteriore di un ruolo professionale. Non si vede perchè non possa esserlo anche per l’abbigliamento scolastico.
Un accenno è opportuno anche alla teoria gender a scuola. Ora, se vogliamo la par condicio, giustissima, si dovrebbe indicare ai giovani la strada del rispetto per gli altri. Tutti gi altri, e tanto dovrebbe bastare. Fra gli altri ci sono persone di diverse tendenze di genere, di ogni colore e di ogni religione. Semplicissimo. Tutti i bla bla del mondo non cambiano il fatto che per convivere occorrono educazione e rispetto reciproci, per altri da noi e per loro idee.
Non erano solo pagliacciate. c’era disciplina e ordine che ci piacciono, almeno quanto la libertà. In più furono fatte opere per il popolo di una imponenza e importanza eccezionale, di cui godiamo ancora oggi. No, non perchè si ama il fascismo e la dittatura, Dio ce ne scampi, almeno quanto non si ama la corruzione, che all’epoca, ce n’era poca. Così almeno sostiene una scuola di pensiero che viene smantellata dalla scuola opposta. Naturalmente ogni medaglia ha il suo rovescio.
Quanto alla vicenda dell’ora di romeno obbligatoria, stendiamo un velo pietoso. Sarebbe augurabile che certi slanci del cuore rimanessero un’opportunità, per dirla con Gramellini.
Per tutto quanto sopra e per ben altro occorre urgentemente leader apprendista competente.
Nota a margine
Quelli della nostra generazione non si sono resi conto che il mondo è cambiato e ha fatto le capriole. Ma almeno i giovani…E intanto la Cina si allea con la Russia e invia le truppe contro i bruti.. E l’occidente, veccho e giovane che fine fa..fermo e inteccherito come una salacca, fra proclami e bla bla infiniti.
In casa nostra mentre si assiste all’ennesima bagarre, Boschi e Finocchiaro si abbracciano dopo e per una scelta già presa a tavolino..quello del tè con le amiche.

Cara Carla,
Credo che inconsciamente forse, ma hai toccato il punto dolente.
Oggi il problema che tutti abbiamo è che il Mondo non lo capisce più nessuno, solo quelli di fede se la cavano, nella convinzione che ci penserà Dio, ma allora non si capisce perchè Dio non faccia anche i televisori ed ogni altra cosa, ma dovrebbe salvare il Mondo.
Oggi tutti e proprio tutti i leaders, parlno delle crisi nel Mondo in falsetto, non per cattiveria, ma perché davvero anche loro non sanno che pesci pigliare da quanto complicate sono le conseguenze di ogni azione.
Quindi venendo a noi, sarebbe facile per l’Italia tornare grande semplicemente anticipando di un anno le elezioni rispetto alla presa di potere usando questo tempo per meglio preparare i nostri leaders.
Visto che è impossibile prevedere chi andrà in alto, insegnamo a gestire il potere a chi lo ha preso! Così ogni Presidente e Capo di Governo e della Banca d’Italia appena eletto si faccia un anno a scuola dai suoi predecessori, prima di entrare, magari assieme a leaders Stranieri che vogliano partecipare alla migliore scuola per leaders del Mondo.
Perchè alla fine vince chi più sa anche se di un piccolo paese.
Credo che anche a somaro Renzi appena eletto, un anno di Inglese e di scuola con Prodi, D’Alema, Napolitano, Draghi, Letta, se accettava anche il Papa etc. almeno in parte pubblica ed in streaming, avrebbe dato la possibilità di poi partire meglio in campo internazionale e diventarne un vero leader.
no no, in piena coscienza