
Ma la gente dopo il profumo si aspetta la pietanza e assaporata la spuma vuole la birra. In altre parole dal centro-destra si aspettava di più, perchè alle promesse ci credeva davvero.
Poi c’è il problema Forza Italia. La coalizione vince se il principale partito va bene; altrimenti, e si è visto alle europee, alle regionali e alle amministrative, perde di brutto.
Berlusconi insiste: faccio tutto io. E i sondaggi sembrano assecondare il suo straripamento mediatico delle ultime settimane.
L’incognita è data dalle deprimenti condizioni in cui si trova il suo partito in tutta Italia.
Le strutture periferiche, i quadri dirigenti, quando non danneggiano, certamente non aiutano la risalita elettorale. Quasi ovunque liti e, soprattutto, esclusioni, come se ognuno si sentisse custode di un tesoro da non dividere con nessun altro. In queste condizioni, togli oggi e togli domani, è dura risalire fino a quel 25%, senza il quale la vittoria è impossibile.
Per quanto riguarda gli altri tre tradizionali alleati della coalizione, AN, nonostante qualche isolata defezione (Fisichella, ad es.) ha superato il brutto momento della estate scorsa e si presenta all’appuntamento abbastanza su di giri. Le candidature stanno filando lisce in tutta Italia senza particolari sconquassi. Lo stesso discorso vale per UDC e Lega. I tre partiti sono dati, dai sondaggi, sopra il risultato conseguito nel 2001. Il problema per tutti e tre è il seguente: riusciranno a tenere o saranno in parte cannibalizzati dall’attivismo di Berlusconi? In questo secondo caso, ovviamente, la somma algebrica sarebbe zero, e addio speranze di recupero.
Infine, gli altri partiti “minori” che appoggiano il centro destra. Senza il loro contributo- è opinione di tutti- la CdL non ha possibilità di vittoria. E qui le cose sono messe veramente male.
La DC di Rotondi e il Nuovo PSI di De Michelis costituiscono un’incognita: si presentano assieme e non si sa se potranno sommare i loro elettori e attrarne di nuovi.
L’estrema destra, Alessandra Mussolini ed altri sono sempre a litigare. E, soprattutto, la Casa delle Libertà non è riuscita a dar vita ad una credibile formazione liberale laica e socialista. Tutti, proprio tutti, da La Malfa a Della Vedova, da De Luca a Stefania Craxi, si sono messi a fare la fila avanti all’uscio del Cavaliere, per spremere seggi sicuri.
Ma con la legge elettorale proporzionale solo presentando i loro simboli avrebbero potuto costituire un valore aggiunto. E’ talmente evidente da far venire un dubbio: che Berlusconi si sia preoccupato solo di salvaguardare il risultato di Forza Italia?
Centro destra: le troppe attese, Forza Italia e i “piccoli” i punti deboli
La gente dopo il profumo si aspetta la pietanza. La coalizione vince se il principale partito va bene; altrimenti, e si è visto alle europee, alle regionali e alle amministrative, perde di brutto. Con la legge elettorale proporzionale solo presentando i loro simboli i piccoli partiti avrebbero potuto costituire un valore aggiunto. E’ talmente evidente da far venire un dubbio: che Berlusconi si sia preoccupato solo di salvaguardare il risultato di Forza Italia?

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