Nell’anno cento cinquantenario dell’ Unità d’ Italia, la celebrazione del XX settembre, anniversario della breccia di Porta Pia e dell’unione di Roma all’Italia, ha avuto, a Firenze, un rilievo particolare.
La manifestazione, promossa dal Circolo Piero Gobetti e dalla Fondazione Rossi – Salvemini, ha ottenuto il patrocinio del Comune, che , peraltro, per volontà del sindaco e del presidente del consiglio comunale Eugenio Giani, ha “istituzionalizzato” la ricorrenza, inserendola nel “cerimoniale “ ufficiale della Amministrazione
In piazza dell’ Unità d’ Italia , intorno all’ obelisco ai Caduti, proprio il presidente Giani, per primo, ha ricordato la “ breccia ” del 1870, sottolineandone l’importanza come tappa decisiva del nostro Risorgimento e come fatto di straordinaria importanza non solo per l’ Italia , ma per l’ Europa intera .
Il Risorgimento italiano – lo hanno detto in molti, nell’occasione – fu movimento anticlericale, avversario deciso del potere temporale dei Papi, ma non movimento antireligioso.
Così il senatore Marco Perduca , a nome di tutti, ha reso omaggio alla figura di “un laico credente”, Giancarlo Scheggi, protagonista , a Firenze e in Toscana, di tante battaglie per le libertà civili. Presenti , tra il pubblico, i familiari , Perduca ha ricordato l’amico militante radicale, la sua bella figura di cittadino, la coerenza politica, la passione personale , capace di trasmettere entusiasmo e simpatia.
Sono intervenuti i consiglieri regionali Pieraldo Ciucchi, Mauro Romanelli, Marco Taradash, il consigliere comunale Tommaso Grassi, quello provinciale Massimo Lensi.
Presente anche il direttore di Pensalibero.it e presidente della fondazione Turati Nicola Cariglia .
Davanti all’obelisco e alla corona d’alloro del Comune, inoltre, i rappresentanti dell’associazione veterani e reduci garibaldini e del Comitato Fiorentino per il Risorgimento, guidati da Paola e Rossella Fioretti.
Brevi , ma particolarmente significativi, i saluti del pastore valdese Pawel Gajewski e del presidente della comunità ebraica Guidobaldo Passigli, i quali hanno fatto riferimento, tra l’altro , a quello straordinario documento del 1848 – le Lettere Patenti del re Carlo Alberto di Savoia – al quale risale il pieno riconoscimento dei diritti civili e religiosi per Valdesi ed Ebrei .
Il professor Fabio Bertini – il noto storico e docente universitario , presidente, tra l’altro, del Comitato risorgimentale livornese – ha sottolineato il valore e l’ampiezza della partecipazione popolare, nelle tante città d’ Italia , alle insurrezioni , alle cospirazioni e alle battaglie per l’indipendenza, la libertà, l’unità nazionale.
Marco Mangani dell’unione atei, agnostici, razionalisti , ha rinnovato la critica verso il persistere di privilegi del clero e del Vaticano; privilegi – ha detto – che non hanno più ragione di esistere.
Alla figura di Mazzini e al suo insegnamento si è richiamato il repubblicano Armando Niccolai, presidente della Fratellanza Artigiana ; all’opera e alla lezione, proprio oggi straordinariamente attuale, di Cavour , si sono collegati, nel loro saluto, i liberali Fabrizio Prosperi e Alberto Lopez .
Un preciso riferimento al cavouriano libera Chiesa in libero Stato è stato fatto, infine, da Valerio Giannellini, al quale il pubblico ha risposto, in conclusione, intonando – discretamente – l’inno di Mameli.
A.S.

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