
Oggi Rinascita ospita un interessante analisi di Nicola Zingaretti su come la sinistra dovrebbe tornare a proporre un’idea convincente di futuro.
Per troppo tempo abbiamo accettato che crescita, libertà e uguaglianza fossero obiettivi in contraddizione tra loro. Come se per essere competitivi fosse necessario ridurre il welfare, per innovare accettare nuove disuguaglianze, per produrre di più rinunciare alla sostenibilità.
È proprio questo paradigma che oggi mostra tutti i suoi limiti.
Le disuguaglianze crescono, il capitalismo digitale concentra una quantità enorme di potere fuori dal controllo degli Stati, la crisi climatica avanza e il ritorno dei nazionalismi rende il mondo più instabile. In questo vuoto prosperano destre che trasformano insicurezza e solitudine in paura dell’altro, offrendo l’illusione che ciascuno possa salvarsi da solo.
L’alternativa non può essere il ritorno nostalgico al Novecento. Serve un nuovo progetto capace di tenere insieme crescita, uguaglianza e libertà.
Crescita, perché senza una nuova politica industriale, investimenti e innovazione l’Europa rischia un declino produttivo strutturale. Uguaglianza, perché non esiste sviluppo duraturo se la ricchezza prodotta non migliora la vita delle persone. Libertà, perché democrazia significa anche impedire che poteri economici e tecnologici sempre più grandi diventino incontrollabili.
Ed è soprattutto in Europa che questa battaglia può essere combattuta. Non smantellando il modello sociale per diventare più competitivi, ma investendo per renderlo sostenibile, innovativo e capace di affrontare la transizione ecologica. Un’Europa più unita, più politica e finalmente all’altezza delle dimensioni delle sfide contemporanee.
La sinistra ha bisogno di tornare a suscitare speranza. Non basta difendere ciò che resta. Bisogna indicare ciò che ancora non esiste.
Enrico Rossi

Lascia un commento