Come ogni anno i socialisti del nord-est, più altri sparsi per l’Italia, si ritrovano per una settimana di divertimento sulla neve, organizzata dai circoli amici dell’Avanti! di Bologna e Ferrara.
Quest’anno il ritrovo è stato a Fiera di Primiero, nelle dolomiti trentine, tra il massiccio della Rosetta e le Pale di S. Martino.
Un folto numero di appassionati, con l’assenza di ogni “capetto che conta”, ha goduto di una settimana in libertà in mezzo a neve fresca dove ognuno, “secondo le proprie capacità e i propri mezzi”, ha partecipato a passeggiate, sci di fondo, briscolate, tombole, lotterie, serate danzanti, con tanto di arte varia rappresentata dalla compagnia del teatrino di Ferrara, ovvero dal complessino musicale di Bologna e dal cantante Padovano.
Una goduria, direbbe qualcuno, se aggiungiamo a questo un’ospitalità e una cucina favolosa.
La cosa più interessante però, in costanza del congresso della Rosa nel pugno, è stato il confronto tra le varie anime del socialismo libertario e riformista e le intenzioni di voto dei singoli. Non c’è stata acredine ma solo discussione, a volte accesa, ma portata con grande cognizione di causa e col rimpianto di quanti ricordavano gli stessi, infuocati – se non di più – dibattiti nel vecchio Partito Socialista di Nenni, di Lombardi, di De Martino e soprattutto di Bettino (è doveroso specificarlo per non confondersi) Craxi, quando nessuno si sarebbe sognato di rompere il Partito.
Ma la passione che animava tutti è stata quella di sentirsi orgogliosamente”socialista”, magari ciascuno più socialista degli altri, ma senza prevaricazioni e soprattutto senza interessi di trovarsi una sedia su cui posare il fondoschiena.
Forse è stata proprio la mancanza di questi cercatori del “postesin sicuro” che ha liberato gli animi e i cervelli di quanti poi tornando ridiventano plagiati e disponibili a supportare i litigi che questi capetti sono abituati ad attizzare con gli antagonisti, rigorosamente socialisti come i galli di Renzo!
Quanta differenza con i cugini, che, diversamente da pochi anni fa, fanno a gara per sentirsi ciascuno meno comunista degli altri – anche se formalmente loro sono considerati gli onesti, mentre, secondo il caposcuola Beppe Grillo e i Nanni Moretti di turno, noi, ancor oggi orgogliosi di essere socialisti, saremmo stati i disonesti e i traditori della classe operaia.
In alto i cuori, amici e compagni (del compromesso cattocomunista intendo), il 9 aprile è vicino e chi avrà tela da tessere la tesserà.
Noi lavoreremo sempre pensando positivo. Finché c’è vita c’è speranza, e anche quest’anno questo bagno di ottimismo dell’unità di base “laico-socialista” del “garofano della neve”, l’ha fatta aumentare.
Almanacchi, almanacchi nuovi: l’anno prossimo sarà meglio di quello passato e anche di tutti quelli di prima!
Giampaolo Mercanzin

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