Desideravamo, anzi pretendevamo che il governo “tecnico” ed il suo presidente, dimostrassero di essere al di sopra, non dei partiti decotti, ma delle parti e delle classi sociali.

Desideravamo, anzi pretendevamo che il governo “tecnico” ed il suo presidente, dimostrassero di essere al di sopra, non dei partiti decotti, ma delle parti e delle classi sociali. Non che si svenassero per chi non arriva alla fine del mese, è senza tetto, deve fare le acrobazie per recarsi al lavoro non avendo né mezzi di trasporto decenti e nemmeno dove lasciare la prole in età da asilo. No, non chiedevamo ai tecnici, bocconiani, alti burocrati del governo Monti di preoccuparsi di costoro e di rendere loro la vita meno grama. Ci bastava, appunto, che tra banche e finanza da un lato e persone meno abbienti dall’altro, il governo Napolitano-Monti, come promesso, marcasse la sua neutralità, stesse “al di sopra” delle parti.
Così non è stato perché il professore si è affidato alla scelta più facile, quella di mazzolare sempre i soliti. Ha spremuto i soliti limoni già abbondantemente strizzati e con questo compito svolto si è accreditato presso i circoli ed i poteri che pretendono ed impongono il primato dell’economia finanziaria rispetto a quella dei beni di consumo e dei servizi. In questo modo Monti si è accollato sulle spalle, a pieno titolo, “l’ultimo miglio” della parabola discendente italiana.
Le prossime elezioni, se correttamente interpretate, dovrebbero vedere ancora una volta una gara tra due schieramenti. Da un lato c’è chi vorrebbe vincere la partita per tutti mettendo in discussione tutti; puntare sul rilancio del lavoro, del prodotto interno lordo, dei consumi e perciò della capacità di spesa dei cittadini a danno della spesa pubblica. Insomma, una scommessa sulle capacità del nostro Paese. Dall’altro lato, però, c’è una squadra fortissima, che parte da una posizione di vantaggio. E’ fatta dei padroni della finanza che sono anche i padroni dei giornali e di tante altre cose utilissime ai fini del risultato.
Ancora una volta, lo si è ben capito, il professor Monti e la sua schiera di tecnici, non resteranno neutrali ed hanno scelto da che parte stare. La solita.

Ho il dibbio di Ivan Ilich, anche se non la penso come lui. ed ora CHE FARE?