Ci sono partiti in disfacimento, ci sono le macerie di una “seconda repubblica” mai nata. E c’è, soprattutto, un sistema elettorale che consente di dare rappresentanza autonoma.

Ma, infine, leviamocelo pure questo dente. Se ancora qualcuno non lo avesse capito (ma ne dubitiamo) il tema che necessariamente si ripropone, è quello di dare una vera rappresentanza parlamentare alla tradizione, alla cultura e alla politica del mondo laico, liberale e socialista.
Un mondo litigioso, presuntuoso, permaloso. Popolato anche di furbetti adusi a sfruttare vere o presunte rendite di posizione per raccattare qualche posto, piuttosto che applicarsi con costanza e sacrificio a costruire qualcosa in grado di garantire un presenza realmente autonoma. Certo: meglio le scorciatoie e l’uovo oggi.
Fino ad oggi (salvo forse quanto avvenne con l’alleanza tra socialisti e radicali per la “Rosa nel Pugno”, che portò all’elezione per investitura diretta di sedici parlamentari nel 2006) i laici, liberali e socialisti per approdare in Parlamento hanno manifestato una predilezione per le “ospitate” nei grandi partiti, vendendo e svendendo tradizione e dignità politica. E persino mentendo prima di tutto a loro stessi, ogni volta che cercavano di convincere del grande contributo da loro portato nei partiti ospitanti. Come se non fosse abbastanza evidente il ruolo giustamente da mosche cocchiere che veniva loro attribuito.
Ecco: oggi le condizioni per smetterla con queste poco dignitose e sempre più rare “ospitate” ci sono. E non coglierle sarebbe solo responsabilità dei laici. Ci sono partiti in disfacimento, ci sono le macerie di una “seconda repubblica” mai nata. E c’è, soprattutto, un sistema elettorale che consente di dare rappresentanza ad un tentativo che sia serio e non velleitario. L’Italicum, ammesso che arrivi in fondo, stabilisce una soglia del 3% che è alla portata. Il “Consultellum” è addirittura un sistema proporzionale.
Naturalmente ci sono condizioni da osservare per non incorrere negli insuccessi del passato. La prima è di smetterla di pensare che molte debolezze messe assieme possano consentire una forza. La seconda è la corsa al copyright: si lancia l’idea, si lancia un marchio (per lo più illudendosi che sia sufficiente affidarlo a internet) e si fa giro stretto, escludendo tutti gli altri, per essere più sicuri di raccogliere frutti che non matureranno mai.
Il nuovo tentativo di dare una Patria al popolo laico-liberal-socialista non potrà fare a meno di quelle presenze che già esistono, organizzate in partiti o associazioni: socialisti, radicali, liberali, socialdemocratici, repubblicani, etc. E nemmeno di tutta la nebulosa di giornali (come Pensalibero) forum, circoli, etc. Restino tutti in vita (partiti, circoli, associazioni, siti internet) coi loro balocchini. Ma la sintesi sia una denominazione, un concetto, un brand, che sia assolutamente nuovo. E che appartenga a tutti e a nessuno. Pochissime idee forti. Per esempio l’abolizione della maggiore fonte di sprechi, le Regioni. Servirebbe anche a segnalare che non nasciamo per la tornata elettorale della prossima primavera alla quale non siamo interessati. Guardiamo oltre.
Scritte queste cose, è evidente che Pensalibero è disponibile. Ma non intende porsi come l’iniziatore di questo processo. Lo farebbe solo in compagnia di qualche decina di circoli, associazioni, partiti-ni, ognuno dei quali rappresenti qualcuno o qualcosa.

Caro Nicola, il bisogno e la fermezza di essere se stessi è una vocazione di pochi. L’ideologia politica non è più l’elemento unificante per creare un partito consapevole delle proprie azioni atte ad affrontare e risolvere i problemi sociali. La parola “chiave” di oggi è “Affarismo” scaturito dai due tristi e vergognosi avvenimenti datati: 1994 (Mani Pulite) e il 2011 (Caduta del governo Berlusconi). Due date indimenticabili per persecuzione e per affarismo. Basti citare due nomi: Il prof. Amato traditore di (Craxi) e Alfano (traditore di Berlusconi) per capire come l’ideologia è stata sostituita dall’affarismo.
Ciò premesso, bisogna tener presente che ci sono due partiti socialisti in Italia che hanno già una comoda casa con tutte le comodità. Si potrebbe immaginare un Nencini, Segretario nazionale del Partito Socialista Italiano, lontano dai comunisti del PD? Assolutamente no! Stefano Caldoro, Segretario Nazionale del Nuovo PSI è ben sistemato nell’area di destra. Anche se è noioso ripetere sempre la stessa teoria che per rimettere insieme i laici, i socialisti e liberali è indispensabile portare in Italia la salma di Bettino Craxi sulla cui tomba giurare la ripresa della lotta socialdemocratica per difendere la sovranità nazionale e unire il mondo dei lavoratori per ridimensionare la prepotenza dei poteri forti nazionali ed esteri.
Io sono perfettamente d’accordo con voi, Nicola e Ugo. Penso che dopo vent’anni di inutili litigi, di fallimenti riconciliativi, di egoismi, di personalismi, di opportunismi ma soprattutto di irrilevanza politica ed istituzionale sia giunto il momento storico per far si che la cultura politica liberalsocialista e repubblicana torni ad avere il giusto spazio che merita nel panorama politico italiano. Tutti coloro che credono realmente nella possibilità della ricomparsa di una casa comune dentro la quale possano avere democraticamente voce tutte le anime ovunque disperse (associazioni, circoli, leghe, pagine facebook, giornali) sono tenuti a fare un passo indietro per poi farne due in avanti. Dopo vent’anni di litigi ma soprattutto di cambiamenti politici, a mio avviso, sono maturate le condizioni affiche’ l’auspicio di Gianni De Michelis: “scomposizione e ricomposizione della politica” diventi realtà. Abbiamo l’obbligo etico e morale di provarci. Lo dobbiamo soprattutto alle nuove generazioni. Personalmente ritengo che l’operazione “Spirito libero” possa ancora fare al caso nostro. Un movimento di idee, di opinioni, di proposta che vada al di la’ degli attuali schieramenti politici in campo, che vada oltre gli obsoleti concetti di destra e sinistra ma che affondi le radici nella cultura politica del socialismo riformista, del liberalismo sociale ed economico, del repubblicanesimo, dell’ambientalismo sincero. Un movimento alternativo, costruttivo che guardi avanti, al futuro. Le basi da cui ripartire dovranno essere necessariamente associative. Proprio per non ripartire da zero si potrebbe utilizzare “Italia spirito libero” come un punto di partenza importante. Parliamoci, dialoghiamo. Giampaolo, le voci nel deserto sono già quattro e sono convinto che se si batte costantemente il chiodo le voci possano aumentare a dismisura.
Fino a qualche tempo fa era lecito pensare che i valori laici della cultura liberale e socialista potessero affermarsi all’interno dei partiti che si sono formati nella improbabile “seconda repubblica”. Mi pare che gli ultimi sviluppi della politica italiana abbiano tolto questa illusione. Un soggetto autonomo, per quanto piccolo all’inizio, è diventato, palesemente, la “conditio sine qua non”.
Sono repubblicano e dopo l’ MRE non ho più votato dal 2009.Io credo nei valori della democrazia repubblicana sanciti dalla costituzione e nella possibilità che con i laici i socialisti i radicali e liberali si possa avere una presenza in parlamento sfruttando il 3%.. Va bene la battaglia contro le attuali regioni e aggiungerei il limite dei 2 mandati elettivi in ogni consesso.
Stante la nuova DC, l’unico spazio per i laici è il recupero di un anticlericalismo radicale. Ma su questo c’è un ritardo di anni luce rispetto all’attuale clericalismo scaltrito, disinibito, allusivo e pure spiritoso e edonistico.
Tranquillo Nicola che rappresentero il 15 prossimo a Roma, questa disponibilità.
Chissà che questi capponi capiscano che è tempo di riprenmdersi le…..palle!