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Carburante a rischio, turismo a rischio: l’Italia davanti al suo nodo energetico

Lampeggia e suona forte un segnale d’allarme che, più di altri, fotografa la fragilità del momento che stiamo vivendo. Non arriva da una dichiarazione politica né da un vertice internazionale, ma da una decisione tecnica: il contingentamento del carburante negli aeroporti italiani, da Bologna a Milano Linate, da Treviso a Venezia. Non è un blocco dei voli, non è un’emergenza conclamata, ma è qualcosa che somiglia molto a un avvertimento.

di Cesare Mannucci | 5 Aprile 2026

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Lampeggia e suona forte un segnale d’allarme che, più di altri, fotografa la fragilità del momento che stiamo vivendo. Non arriva da una dichiarazione politica né da un vertice internazionale, ma da una decisione tecnica: il contingentamento del carburante negli aeroporti italiani, da Bologna a Milano Linate, da Treviso a Venezia. Non è un blocco dei voli, non è un’emergenza conclamata, ma è qualcosa che somiglia molto a un avvertimento. Perché quando il carburante comincia a diventare una risorsa da razionare, significa che il sistema è sotto pressione. E quando il sistema dei trasporti è sotto pressione, lo è anche l’economia che su quel sistema si regge. Le limitazioni introdotte in questi giorni, con priorità ai voli di Stato, sanitari e intercontinentali, raccontano una realtà che va oltre il dato immediato: la dipendenza energetica europea non è un tema teorico, ma una condizione concreta che si manifesta nei momenti di crisi. E il Medio Oriente, ancora una volta, si conferma il punto di equilibrio instabile da cui dipendono rotte, prezzi e disponibilità delle forniture.

Il problema, tuttavia, non è solo logistico. È economico e, inevitabilmente, politico. Il trasporto aereo rappresenta una delle infrastrutture invisibili della modernità. Non ci si pensa finché funziona. Ma basta una tensione sulle forniture per comprenderne il peso. Per un Paese come l’Italia, dove il turismo rappresenta una quota rilevante del prodotto interno, ogni incertezza sul traffico aereo si traduce in un rischio diretto. Non serve immaginare scenari estremi. Basta considerare le conseguenze progressive: aumento dei costi per le compagnie, riduzione delle tratte meno redditizie, maggiore selettività nell’offerta, incertezza nelle prenotazioni. Il turismo non si ferma all’improvviso. Si riduce lentamente, quasi senza che ce ne si accorga, fino a quando il dato diventa evidente. Ed è proprio questa gradualità a renderlo più pericoloso. Perché non produce allarme immediato, ma incide nel tempo, erodendo una delle principali risorse del Paese.

In questo quadro si inserisce, con straordinaria lucidità, la riflessione del nostro collaboratore Angelo Santoro sul dilemma energetico europeo. La domanda che Santoro pone è semplice e, proprio per questo, difficile da eludere: può l’Europa permettersi di rinunciare a fonti energetiche disponibili senza aver costruito alternative realmente stabili? Il riferimento al gas russo non è una provocazione, ma un richiamo alla realtà. L’Europa si trova oggi stretta tra scelte politiche e necessità economiche, tra principi e sostenibilità. Il rischio è quello di costruire un sistema energetico esposto a shock esterni, incapace di reggere nel momento in cui le tensioni geopolitiche si intensificano. Il carburante per gli aerei è solo uno degli indicatori di questa fragilità. Ma è un indicatore significativo, perché tocca un settore – quello della mobilità e del turismo – che ha effetti immediati sulla vita delle persone e sull’economia reale.

Il punto, allora, non è se ci sarà o meno un’emergenza nei prossimi mesi. Il punto è se il sistema europeo, e quello italiano in particolare, sia in grado di prevenire queste situazioni o sia destinato a inseguirle. La politica, finora, ha spesso affrontato il tema energetico in termini emergenziali, intervenendo quando il problema era già evidente. Ma il segnale che arriva dagli aeroporti italiani suggerisce che il tempo della reazione potrebbe non essere più sufficiente. Serve una strategia. Serve una visione che tenga insieme sicurezza degli approvvigionamenti, sostenibilità economica e stabilità geopolitica. Perché il rischio non è soltanto quello di qualche volo cancellato o di qualche vacanza rimandata. È quello di un sistema economico che si scopre più vulnerabile di quanto pensasse. E quando un sistema scopre la propria vulnerabilità, la prima conseguenza non è il blocco. È l’incertezza. Ed è proprio l’incertezza, in economia come in politica, il fattore più difficile da governare.

Cesare Mannucci

Pubblicato in : Blog, Editoriale, La parola al Sindaco

Info Cesare Mannucci

Direttore Responsabile ad interim, già Vice Direttore vicario di PensaLibero.it, svolge una intensa attività giornalistica da oltre 40 anni. Ha cominciato nel settimanale L’Eco di Milano e provincia, come collaboratore, per ricoprire poi incarichi di responsabilità come caposervizio, caporedattore sino alla condirezione dello stesso. E’ stato collaboratore esterno del quotidiano del pomeriggio La Notte (gruppo Rusconi Editore), e per oltre 24 anni giornalista al quotidiano nazionale Il Giorno (Eni e poi Poligrafici Editoriale) per il quale si è occupato di cronaca nera, amministrativa, sindacale e giudiziaria. Componente del Cdr de Il Giorno in qualità di fiduciario. E’ stato anche collaboratore del quotidiano della Cei, L’Avvenire e dell’Unione Sarda. Ha svolto, inoltre, intensa attività politica come Sindaco del comune milanese di Mediglia, Vicepresidente vicario del consiglio direttivo del Parco Agricolo del Sud Milano, per il quale è stato componente del consiglio d’amministrazione di Fedenatur la rete dei parchi periurbani della Comunità Europea (con sede a Barcellona) in rappresentanza della Provincia di Milano. Componente del comitato tecnico intercomunale per la trasformazione del Consorzio dell’Acqua Potabile di Milano (Cap) in società di capitali (Cap Holding SpA). E’ stato anche delegato per la Lombardia al congresso nazionale dell’ Associazione nazionale comuni italiani (Anci) del 1999 a Catania. Capo Segreteria a Milano di un noto europarlamentare (2016). Consigliere comunale all’opposizione a San Donato Milanese, cittadella che ospita Metanopoli e il quartiere generale dell’Eni (2017-2022). Da giugno 2022 Consigliere comunale di minoranza a Dresano (Mi). Dal 2023 al 2024 Responsabile della comunicazione di un conosciuto europarlamentare pavese. Direttore Responsabile de “Il Giornale dei Laghi” mensile della Gestione Navigazione Laghi-Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (dal luglio 2025)

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