Il libro bianco, tutto da compilare, è un documento che descrive un dato problema e propone una soluzione specifica per risolverlo. Originariamente utilizzato per descrivere la politica del governo. Non democristiano, come alcuni potrebbero pensare, ma laicissimo.
“Governare gli italiani non è difficile, è inutile» Mussolini, Giolitti o Churchill dixit?
Non è dato sapere. Ma è dato vedere.
Mentre le navi traghetto continuano a catapultare millanta afro-islamici nei porti italiani , non si intravede alternativa, nè alcuna soluzione che riempia almeno una paginetta del libro bianco. E’ diventato ormai calamità naturale, ambientale e umana, calataci sul capo non si sa da chi, che ci inebetisce, ormai disarmati e impotenti. Stanchi e provati.
Minniti va a passare l’estate in Libia a sperperare, forse, un tot di eurini sperando, spes ultima dea, ma volgarmente si pensa altro, nella promessa di alcuni capi-tribù in un sostanzioso rallentamento della transumanza umana, che francamente suscita ormai pietas, nel vedere come alcuni migranti vengono trattati. Ma anche rabbia quando a fronte di 5 milioni di poveri, italiani conclamati, altri vengono trattati come privilegiati, con casa welfare sanità gratis senza dare nulla in cambio. Si sottovalutano anche gelosia e invidia fra le varie etnie, molto diverse fra loro. Che potrebbero dare adito a una guerra fra poveri multicolori e multietnici.
Intanto l’Italia brucia, come ogni estate in verità, ma quest’anno di più. L’ origine dolosa è ormai chiara, come sempre, e si parla anche del terrificante uso di gatti o altri animaletti a mo’ di come torce. Qualcuno lo nega, non può crederci, ma chi è di Prato e dintorni ne sa qualcosina di più. E, nonostante questo accada ogni anno puntualmente siamo costretti a chiedere aiuto e farsi prestare i canad-air da Stati esteri.
Mentre ergastolani in licenza premio non tornano all’ovile e Igor non si sa più dove sta.
Il paese è sull’orlo dell’orrido, pronto a essere risucchiato da una crisi inimmaginabile qualche anno fa.
Mentre i media si occupano e si preoccupano di argomenti sussidiari, insieme ai Presidenti della Repubblica e del Consiglio , che tentano di dar vita a nuove leggi e decreti per arginare l’apologia del fascismo, il cui divieto è già in Costituzione, con l’argomento del giorno. Lo Ius soli. Insomma siamo all’ ossimoro e al paradosso. Mentre veniamo lentamente ma inesorabilmente invasi senza la possibilità di un’accoglienza decente si offre l’immediata cittadinanza a chiunque dovesse avere la sventura di nascere qui. Ma dato che loro, piccoli, non ne hanno contezza, si sentono invitati in un salotto buono e si ritrovano in cantina, quando va bene.
Ci restano solo altri ossimori per compilare almeno una mezza paginetta del libro bianco, l’ottimismo della disperazione e un’ operosa sfiducia. Ma dalle soluzioni siamo lontani.
Ah dimenticavo la morettina che al grido di accogliamoli tutti, è ritornata, come a volte accade.
“Il fascismo è l’ossessione di chi non sa vivere senza nemici e rancore”
“Abbattere i simboli del Ventennio vorrebbe dire chiudere tutte le città italiane”, e non solo. “I fascisti si dividono in due categorie: i fascisti propriamente detti e gli antifascisti”
Il mio babbo, oggi centenario se fosse vissuto più a lungo, ce l’aveva con il duce perchè era stato fermato, come soldato di leva, prolungando la naja per 7 anni. Chi poteva dargli torto. Aveva passato l’inizio della sua gioventù in guerra. Prigioniero degli inglesi, non si era neppure trovato male . Faceva il cuoco. Anche se diceva che non curano molto l’igiene personale.
Chi ha subito i soprusi delle camicie nere, dei gerarchi e dei loro scagnozzi, certo non amerà il fascismo. Ha toccato con mano e le mani, le loro, erano ruvide assai. Anche se non tutti i fascisti erano perfidi e sanguinari. Il mio nonno paterno, persona dolce e buona, stimatissimo nel suo paese, Sesto, fu salvato dalla consueta somministrazione di olio di ricino che, bontà loro, fecero solo finta di fargli bere. All’altro, nonno, invece spaccarono la vetrina. Oddio, non è che ora non accade…
Erano tutti socialisti, i miei familiari. Ma che dopo oltre settantanni ci sia qualcuno che ancora si fa rodere dall’odio e dal rancore , non ha dell’umano. Così come non ce l’ha chi rimpiange il ventennio e attacca robine simboli e ritratti del duce in modo scomposto ossessivo e ossessionante.
Insomma, dopo il momento del redde rationem, dopo che tutti ci siamo resi conto che i totalitarismi, reali o virtuali non sono da perseguire, è ora di finirla.
Nonostante la democrazia non brilli di luce propria, specialmente al momento, ma è la migliore. Anche se funziona quando a decidere sono in due e uno è malato.
La democrazia è la peggior forma di governo, eccezion fatta per tutte quelle altre forme che si sono sperimentate finora. E, ancora, che l’argomento migliore contro la democrazia è una conversazione di soli cinque minuti con l’elettore medio.
Non l’ha mica detto la sciura Cesira bensì il grande Winston ..
Ha ragione Giuseppe De Rita a ritenere che il rancore e la nostalgia siano i sentimenti prevalenti nel nostro Paese. È inutile fingere ottimismo, simulare fiducia, bisogna spingere ad agire, a mobilitarsi, pur sapendo in che situazione e in quale condizione mentale emotiva e psicologica siamo.
“Siamo diventati la latrina d’Europa e ora gli sbarchi colpiscono anche i porti turistici italiani. Giorgia Meloni ha giustamente definito questa ultima trovata l’ennesima idiozia del Governo.
Aprire il porto di Civitavecchia, il primo scalo crocieristico italiano ed europeo, agli sbarchi dei clandestini è da folli e non lo permetteremo.
Renzi, Gentiloni e Minniti offrono il pacchetto “Clandestino All Inclusive”: partenza dalle spiagge della Libia, breve crociera nel Mediterraneo con tutti i comfort bevande incluse, arrivo a pochi km da Roma e accoglienza in un esclusivo centro. Allo sbarco, cocktail di benvenuto, tessera Pd e cittadinanza italiana con lo ius soli.
Tutto gentilmente offerto dal popolo italiano”.
Per questo me ne vado nella solitudine; per non bere nelle cisterne di tutti. In mezzo a molti io vivo come molti e non penso con il mio io: dopo qualche tempo mi accade sempre, come se mi si volesse esiliare da me stesso e derubare l’anima, e me la prendo con tutti e temo tutti. Il deserto mi è allora necessario per ridiventare buono.”
Friedrich Nietzsche ebbe a dire.
Carla Ceretelli

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