una sera
nel ventre di un quartiere popolare
vibrante umido sembra una bolla opalescente
il ponte sospeso lì in alto
dà l’impressione di una città sepolta
macerie polverose e pulsanti di suoni
mentre le luci si smorzano
l’ombra della sera veste la piazza
come un mantello bagnato
la luna già alta sembra indecisa
tra le pietre della montagna e il mare
cibarie di ogni gusto e polli che pendono
un cane con padrone al guinzaglio
si destreggia tra cumuli di sporcizia
all’angolo luci e riflettori di uno store
per partite ricariche slot e vizi e giochi
una umanità che muore con il silenziatore
che esplode nella tastiera o in un gesto insano
la pizzeria all’angolo sembra trasbordare all’esterno
come il pizzaiolo accaldato
dal forno che ammicca alla sera
sull’aiuola senza verde si attarda un piccione
gli altri dormono vicini
come legati sotto i cornicioni
tra scorze di arance si capisce
la vita che verrà nella notte
popolata di uomini e donne
alla deriva senza canti di uccelli
sul muretto che limita l’aiuola
una donna le braccia lungo i fianchi
le gambe allungate
e larghe su una taglia possente
la carne si indovina traslocata dallo scheletro
è circondata da borse di stracci
una espressione di beatitudine stampata sul volto
sembra una balena spiaggiata
nella notte ormai sicura
si vede il lungo rivolo del mare
lì sul selciato.
Carmela Panariello Franchini
www.panariellofranchini.it privato@panariellofranchini.it
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