Con l’arrivo della primavera rifioriscono i campi e la natura prende vita. I riti pagani e cristiani si trasformano in occasioni di festa. Nella notte tra il trenta aprile e il primo maggio torna il Cantar Maggio il saluto alla nuova stagione, un rito agreste di fertilità di origini antichissime. Fonti tardo-medievali (sec. X) riferiscono di una festa celtica di Beltane – maggio in celtico antico – che si svolgeva in area prevalentemente irlandese ed era dedicata al culto della rigenerazione. In un periodo dell’anno in cui vita e tepore rinnovati inducevano i defunti ad attingere ancora alle fonti dell’esistenza, i vivi con riti festosi ricacciavano i morti nel loro mondo. La caratteristica era quella della festa contadina in cui il maggio, la primavera, rappresentavano il primo ciclo delle stagioni in opposizione all’ultimo ciclo quello invernale, del buio e del freddo che simboleggiano la morte. Leggi tutto: http://www.agenziaimpress.it/in-evidenza/cantar-maggio-dal-mugello-siena-alla-maremma-la-toscana-dei-maggiaioli-celebra-la-primavera/

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